L’altro me (parte sesta)

jacopo nacci, 22 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014.
(La prima parte, la seconda, la terza, la quarta e la quinta)

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Signore del Drago (Jeeg – Toei 1975)

Signore del Drago (Jeeg – Toei 1975)

Due gradi dell’essere. È vero che, come spesso si dice, negli anime super-robotici la separazione e l’opposizione tra bene e male sono piuttosto nette, ma non si comprende appieno il significato di questa divaricazione finché non la si guarda nel complesso della rappresentazione: la separazione e l’opposizione sono dimensionali, sfruttano la metafora del luogo oscuro e alieno, non terrestre: il dislocamento dei cattivi nello spazio o nelle profondità della Terra.

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L’altro me (parte quinta)

jacopo nacci, 20 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014.
(La prima parte, la seconda, la terza e la quarta
)

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Un mecha-oni (<i>Getter Robot G</> – Toei, 1975)

Un mecha-oni (Getter Robot G – Toei, 1975)

Ciò che torna dall’abisso. Che significa passare dal raffigurare l’avversario come una potenza straniera che aggredisce dall’esterno (Mazinga Z), al raffigurarlo come un passato preistorico universale o mitologico (Getter Robot, Il Grande Mazinga), al raffigurarlo come un passato storico e mitologico, non privo di tinte horror, che ci appartiene, nel quale siamo radicati (Jeeg, Getter G)?

Significa sperimentare il male scontrandosi con un nemico apparentemente esterno; di quel male isolare la dimensione astratta e universale; e in questa riconoscere qualcosa che ci appartiene e a cui apparteniamo, un passato che ha a che fare con noi, che rivendica il possesso di ciò che riteniamo nostro, che ci aggredisce.

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L’altro me (parte quarta)

jacopo nacci, 16 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014.
(La prima parte, la seconda e la terza)

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Il Grande Mazinga (Toei, 1974)

Il Grande Mazinga (Toei, 1974)

Troppo umani. Torniamo dunque alla Mazinsaga. Quando il livello della guerra si alza, cioè quando Hell è sconfitto e i Micenei deviati riaffiorano dalla terra, Mazinga Z non è più competitivo: è il momento del potente Grande Mazinga, che rispetto allo Z ha i tratti demoniaci accentuati: spigoloso, puntuto, ha le spade, ha il fulmine. Anche la greca Afrodite è sostituita dalla sua versione romana: Venus.

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L’altro me (parte terza)

jacopo nacci, 15 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014.
(prima parte, seconda parte).

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Mazinga Z (Toei, 1972)

Mazinga Z (Toei, 1972)

Prospettive della dimensione politica. Prendiamo Mazinga Z (1972). Il nemico ha connotazioni occidentali ed è un nemico contro il quale si schiera un robot fatto di Japanium: il punto di vista qui è nippocentrico. Il Doctor Hell, il nemico di Mazinga Z, è uno scienziato tedesco, che è stato nazista, così come il suo sottoposto Conte Blocken. Nella sua guerra per la conquista del mondo, Hell si serve di mostri meccanici costruiti secondo l’antica tecnologia di Micene, e intende impossessarsi del Japanium per integrarlo nella loro costruzione e renderli invincibili. Al contrario Mazinga Z è un robot costruito a scopo di difesa, perché la tecnologia può essere dio o demone, e la differenza morale qui la fa lo spirito giapponese, cioè il pilota come umanità, testa, ghiandola pineale del robot; su questa linea evolutiva, in Mazinkaiser (2001) Koji dovrà prima di tutto limitare, controllare il robot, e solo allora pilotarlo.

Il dominio della tecnica. In generale – non sempre – non ci troviamo tanto di fronte alla tesi di una natura neutrale della tecnica, il cui risultato dipenderebbe in toto dall’uso che se ne fa: piuttosto l’anime mecha sembra spesso lasciar intendere che la tecnica abbandonata a se stessa tende a prendere il sopravvento, e che l’eroe domina la tecnica nella misura in cui il suo cuore e la sua coscienza sono forti, mentre l’avversario appare anche visivamente dominato dalla tecnica.

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L’altro me (parte seconda)

jacopo nacci, 13 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014:
qui la prima parte.

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Bryking (Kyashan – Tatsunoko, 1973)

La dimensione storico-politica e la dimensione psico-mitica. Vi sono due distinte dimensioni simboliche in azione nel filone dell’animazione robotica degli anni ’70, e si riverberano l’una sull’altra: una dimensione simbolica sociale, collettiva, storica e politica legata all’immaginario e al significato della Seconda guerra mondiale; e una dimensione simbolica che riguarda la vita mentale, affettiva, personale dell’eroe, il suo conflitto interiore e quello che ho chiamato l’universo psico-mitico o psico-teologico.

La dimensione politica. Prenderò in considerazione prima la dimensione storico-politica: è quella più difficile da snodare, ma cercherò di essere breve perché è anche il piano su cui si è scritto di più, mi pare, e rimando ai lavori di Fabio Bartoli Marco Pellitteri – ai quali questa serie di post deve moltissimo e sotto molti aspetti; ho altresì un grande debito nei confronti di Marcello Ghilardi.

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L’altro me (parte prima)

jacopo nacci, 11 ottobre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014:

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Gandal e Lady Gandal (Grendizer – Toei, 1975)

Lady Gandal e Gandal (Grendizer – Toei, 1975)

Una suggestione. È ciò che propongo. Avverto fin d’ora che sì, la mia aspirazione è descrivere la realtà, e tuttavia mi rendo conto che rischio di trasformarla, e non me ne faccio un grosso problema. Queste sono le considerazioni di una persona che si occupa di narrazioni, non di un esperto di anime, di un traduttore o di un filologo. Sicuramente i più competenti mi sgameranno fare qualche errore orrendo; nel qual caso sarò contento perché non si annoieranno, e sarò contento anche se questa serie di post dovesse essere d’ispirazione a qualche esperto.

Un campo. La suggestione che propongo riguarda gli anime robotici usciti fra il 1972 e il 1980, in particolare quelli di Go Nagai, di Yoshiyuki Tomino e della squadra composta dal regista Tadao Nagahama e lo staff Saburo Yatsude. E non tutti ma solo i super robot, cioè i robot che ricoprono un ruolo divino, mitologico – aspetto qui molto rilevante – come Grendizer/Goldrake, lasciando fuori i real robot, cioè le armi da guerra, come Gundam.

Avanzerò a cerchi concentrici perché ogni evoluzione rielabora organicamente le precedenti e si fa carico di qualcosa che nelle precedenti non era nominato direttamente e però era presente.

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Laboratorio di narrazione / novembre-dicembre

jacopo nacci, 7 ottobre 2014

Dall’11 novembre, ogni martedì alle 21.00, terrò un nuovo laboratorio di scrittura di narrazioni alla libreria Didot, a Pesaro, per un totale di sei sedute, fino al 16 dicembre:

– due sedute teoriche introduttive: cos’è una narrazione; la struttura, i personaggi, la prospettiva; il linguaggio, l’allegoria, la postura mentale del narratore;
– due sedute pratiche: lavoro collettivo sui testi di chi avrà voluto cimentarsi e su testi proposti dal relatore: analisi, editing, riscrittura;
– due sedute conclusive: ripresa delle tematiche delle prime due lezioni, risoluzione dei dubbi emersi dalla pratica, indicazioni di ricerca.

Ogni seduta durerà dalle due ore alle due ore e mezza.
Il laboratorio accoglierà un massimo di dieci iscritti.
Il costo della partecipazione al laboratorio è di 50 euro a persona;
ci si iscrive presso didot entro l’8 novembre con un acconto di 20 euro.
Il laboratorio si terrà previo raggiungimento di una quota minima di iscritti;
in caso di mancata attivazione, l’acconto sarà restituito presso Didot.

Per informazioni più specifiche, scrivete a jacoponacci@gmail.com.

(La locandina nascosta sotto l’immagine dell’Arcadia è di Mauro Santini)

L’altro me

jacopo nacci, 23 agosto 2014
Ti pentirai di aver fatto soffrire Koros.

Un cattivo e un buono (a scelta) del 1978 (Daitarn 3 – Sunrise)

Sabato 30 agosto, alle 16.30, sarò a Rocca Costanza, a Pesaro Comics & Games, a unire qualche punto intorno a “L’altro me – l’avversario nell’anime robotico classico”, o anche: invasori ultramondani e secondi piloti smilzi da Mazinga Z a Baldios.
Aura, Koros!

Gabbiani a stella

jacopo nacci, 9 gennaio 2014
Ufo Robot Grendizer

Dynamic Planning, Ufo Robot Grendizer, 1975

Gabbiani a stella – un reading.
Mercoledì 15 gennaio alle 22.00, al Circolove, Pesaro.