Archivio di maggio 2005

Chinese in helicopter

Jacopo Nacci, 2 maggio 2005

Yess boss, yess boss, yess boss, yes boss

Chinese in helicopter
A search fi pakistani
Policemen in de streets
Searchin da paki-beer
Soldiers in da fields
Multin’ da paki-kids

So if you continue to mult up de beer
We gonna burn up da sweet hills
If you continue to mult up de beer
We gonna burn up da towers peaks

Soldiers in de streets
Multin’ da paki-kids
Chinese in helicopter
A search fi pakistani
Policemen in de streets
Searchin da paki-beer

So if you continue to mult up de beer
We gonna burn up da Kinki
If you continue to mult up de beer
We gonna burn up da BlackB

We don’t trouble taglietella
We don’t trouble turtellen
We don’t trouble your crescenta
We don’t trouble motor show

Chinese in helicopter
A search fi pakistani
Policemen in de streets
Searchin da paki-beer
Soldiers in da fields
Multin’ da paki-kids

La casa delle libertà

Jacopo Nacci, 1 maggio 2005
-Allora, sei stato ieri alla manifestazione della Rete Universitaria «Riprendiamoci Piazza Verdi»?
-Merda che figata.
-Di’ un po’.
-E niente: non so com’era al pomeriggio: sono passato e ho visto solo che c’era ‘sto furgoncino con attaccato lo striscione con scritto "riprendiamoci piazza verdi" o tipo, che esalava gas letali e faceva un casino della madonna, e mi è venuto da ridere che loro fanno tutta la storia sulle macchine che passano in Piazza Verdi. Son loro, no? Boh, tanto è la stessa cosa. Sono dei miti, cazzo, non gliene frega un cazzo. E niente: sono andato via subito, e non so se c’è stata tutta la storia delle mostre, le assemblee eccetera, ma tanto di quello non gliene fregava un cazzo a nessuno. E niente: la sera è stata una figata, è stato un bordello. La gente stava fuori. Prendevano a calci i bidoni, via Petroni era piena di merda rovesciata dai cassonetti. Si sono messi a suonare i bonghi davanti al teatro, per rompere i coglioni a quelli che stavano dentro. Bellissimo.
-Ti sei divertito.
-Il più bel momento di lotta politica della mia vita.
-Momento di lotta politica?
-Certo, per essere liberi. Io voglio essere libero.
-Per essere liberi da cosa, scusa?
-Dallo sfruttamento, dal precariato, dal… dal…
-Scusa, cosa c’entra il precariato con  cinquecento bufali vestiti con le pezze al culo e pieni di soldi che si divertono a radere al suolo una città?
-Vabbé, ma quello che cazzo c’entra. La colpa è dell’ordinanza sugli alcolici che è fascista. Loro vogliono che noi, vogliono che noi facciamo quello che vogliono loro, e invece. Invece… Senti: credi che io vengo qui per buttare le bottiglie nel bidone e pisciare nei cessi? Bologna è merda, noi paghiamo per stare qui e fare quello che vogliamo: mio padre paga, sgancia un tot di soldi per farmi vivere qui e ne sgancia un tot a me per divertirmi. Quindi io pago, e se pago faccio quel cazzo che mi pare.