Archivio di ottobre 2005

Altri Bolognesi

Jacopo Nacci, 25 ottobre 2005

Questo racconto è stato scritto un anno e mezzo fa, di getto, durante i festeggiamenti per l’avvento prossimo del Cinese alla guida di Bologna. In realtà è un racconto d’amore, per una persona e per una città. La prima deludeva, la seconda stava per farsi perdonare, o almeno così sembrava. Paradossalmente, la chiusa ha più significato oggi di allora. Intanto, Bella Ciao rimbalza un articolo del Manifesto del 23 ottobre che – per quanto non mi faccia impazzire chi lo ha scritto – centra perfettamente il punto: per chi non è di Bologna: non fatevi infinocchiare: qua della legalità non si vede nemmeno l’ombra; chi fa il grosso con i deboli e si caga in mano con i potenti non è un difensore della legalità: è un vigliacco. Per quel che ci riguarda, lo avevamo già nasato.

Zishan ha preso le faxe nelle lattine da un litro e ride come un vecchio assassino che non si annoia mai di ammazzare. Però le tiene ancora, le vietatissime moretti di vetro da 66 nel frigo. La gente fa avanti e andrìa attraverso la porta stretta della kebabberia, minuscola e irripetibile funzione del mercato multidimesionale. Quella porta divide la luce bianca e bollente espansa nei due metri per due della kebabberia di Zishan dai sassi rossi e gialli imbruniti dalla notte del Pratello, dal selciato massaggiante da cui io (PS) e il Marchese (MI) sudiamo solo a guardarli, là dentro, Zishan e Nadim.

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Micragna non vuole morire

Jacopo Nacci, 19 ottobre 2005
Il cellulare squilla. Il numero sul display non mi dice nulla. Rispondo:
-Pronto?
Un istante di silenzio poi sento:
-Nacci?
Conosco questa voce, non mi ricordo di chi è ma la conosco, l’ho già sentita e la vibrazione che passa dentro me non è affatto buona. Anzi, è proprio cattiva.
-Sì, sono io. Chi parla?
-Sono Begotti.
Dissolvenza.

-Nacci?
-Sì, sono io. Chi parla?
-Sono Begotti.
Cosa cazzo vuole questo adesso, perché questo strozzino schifoso torna dal suo giovane e già lontanissimo passato. Cosa cazzo vuole da me.
-Senta io ho visto che ci sono dei danni…
Porco lo sapevo porco.
-Che danni, scusi?
-Danni al frigorifero, che non si chiude cioè scatta e si chiude male e non si chiude, è capito, no?
-Ho capito che qualcuno ha spostato il frigo e non ha regolato i piedini, per cui il frigo pende e quando pende ed è aperto, dato il peso dello sportello, lo sportello non fa rientrare perfettamente l’interruttore a scatto della luce interna e dunque è contro quello che tocca. Basta regolare i piedini e rimettere sul suo binario l’interruttore a scatto della luce. Contento?
-No, è proprio rotto.
-Senta io sono uscito da quell’appartamento, il contratto non c’è più, lei ha controllato per due giorni di seguito e anche con il tipo dell’agenzia che tutto fosse a posto, io le ho consegnato le chiavi, lei mi ha consegnato le caparre e si è tenuto cento euri di acconto per venti euri di condominio che le faranno pagare forse ad aprile e per dieci euri di vetro del frigo che secondo lei potevano anche essere trentacinque virgola cinquantacinque e che ha dunque arrotondato a trentasei. Bona lé. Dopo due settimane mi chiama, mentre sto guardando la juve, peraltro, e mi dice che il frigorifero è rotto. Il frigorifero era sano quando sono uscito, lei lo ha visto, quindi non capisco proprio per quale motivo lei mi telefoni.
-Ascolta, io ti telefono perché speravo, perché ho sempre la massima cioè abbastanza fiducia in te, perché so che hai sempre pagato le cose che si rompevano e me le dicevi tu, quindi io ho molta fiducia in te.
-Ho pagato anche cose che non dovevo pagare e il frigo era a posto, è sempre stato a posto.
-Senti, io ho la fiducia a te. Ascolta. Il frigo ho fatto male io a non dirtelo subito sono stato semo io ma ce ne siamo accorti il giorno dopo che era rotto, la donna che ho messo là a lavarlo mi ha detto che era crepato, poi ci abbiam ragionato su e non possono essere stati quei nuovi perché si vede che è una roba vecchia.
-Se lo ha visto subito quando ancora i nuovi inquilini non erano entrati che bisogno ha avuto di ragionare se eran stati loro o no?
-Ascolta son stato semo io che non te l’ho detto e hai ragione però la donna mi ha detto anche che il vetro del frigo non è il suo e.
-Certo che non è il suo e ringrazi che non me lo sono portato via visto che si è tenuto trentasei euri di acconto per chiamare i tizi che fanno i peggiori frigoriferi d’Europa. Del vetro lo sapeva e se non glielo diceva l’onest’uomo che sono manco se n’accorgeva.
-Sì infatti io non ho detto che non lo sapevo, ho detto che non è il suo, è capito? Io ho sempre avuta la fiducia, in te, è capito? Il frigo è rotto è tutto crepato.
-Cos’è che è?
-E’ crepato sopra nella maniglia della plastica.
-Non lo era, e lei lo ha visto.
-Io non ho visto bene.
-E da me cosa vuole?
-Niente io capito perché io ho sempre avuto fiducia in te, mi son sempre trovato non bene benissimo, è capito? Quindi io speravo che il frigo non era rotto e che tu lo so che non sei stato tu ma magari qualcuno che è un cretino è montato sullo sportello del frigo perché sa che io non sono uno che fa pagare quello che non è da pagare e approfitta, è è capito?
-Io ho capito che lei dopo due settimane mi chiama per dirmi che è rotta una cosa che due ssettimane fa non era rotta. Quindi?
-Ascolta. Io ti o chiamato per la fiducia e tu non mi dici niente. A posto così. Ci sentiamo quando c’è da mandare quello che ti devo mandare e a posto.
-Arrivederci.
-Grazie. Arriveder- Clic.

-Che voleva lo strozzino?
-Comunicarmi con parole sue che mi ruberà tutti i cento euri di acconto che gli ho lasciato. Che fa la juve?