Archivio di dicembre 2009

Un filo sottile e adamantino lega ogni male nel Male

Jacopo Nacci, 29 dicembre 2009

Qui sopra la copertina del volume scritto – vi si trovano capitoli lunghi quattro pagine sulle quali, infatti, sono distribuite financo venti righe di parole, in lettere di grosso formato – e firmato da Omar Fantini. Potete trovarlo sul banco della libreria, accanto alle agendine, ai libri di aforismi, alle crestomazie delle imprescindibili opinioni di comici, calciatori e ospiti fissi di talk-show sul mondo in cui viviamo e sulla vita in generale.
L’assenza, in copertina, del volto dell’autore impietrito nella smorfia demente di occhi e bocca a uovo, con una mano di taglio alla nuca che mimi il configgersi degli anni ’80 nella coppa del trentenne o, più tradizionalmente, semichiusa a becco sul cucuzzo, nell’antico segno della scimmia citrulla, testimonia chi e cosa la storia ritenga tuttora, e si spera per molto altro tempo ancora, più importante. Ma anche indica quanto possa il subdolo nostalgismo.

Cosa fa Omar Fantini (parte quarta)

Jacopo Nacci, 14 dicembre 2009

Una domanda è emersa più volte, tra i commenti ai post di questa serie e le email ad essi relative che ho ricevuto: ma non si starà attribuendo un’intenzionalità che forse non c’è? Avevo già scritto nel primo post: no. Non si sta attribuendo un’intenzionalità, né la si sta escludendo. In entrambi i casi un tipo antropologico è in azione: non è necessario che l’agente abbia un disegno, il disegno è già dato nella pulsione a distruggere determinate realtà, a magnificarne altre. In entrambi i casi il risultato è che Colorado Cafè, come dice il mio amico Daniele, è il braccio armato del Bagaglino. Quello che Colorado Cafè fa, lo fa. Il che non dimostra che quello che fa abbia una parte fondamentale in un qualche disegno di soggiogamento di massa, può anche esserne un epifenomeno, la qual cosa non sarebbe comunque meno rivelatoria della cultura e delle condizioni psicologiche dominanti Ma visto che ci sono, faccio un’altra immaginazione. Qual è lo strumento di formazione, informazione e persuasione più importante della realtà italiana? Mi sembra ovvio che sia la televisione. Qual è stato il prodotto televisivo di più grande successo nella fascia ragazzi dalla fine degli anni ’70? Gli anime. La corsa agli anime da parte di ogni rete televisiva italiana lo dimostra a sufficienza. Dunque gli anime sono stati lo strumento di formazione, informazione e persuasione più importante di chi oggi ha su per giù tra i trenta e i quarant’anni. Questa è quella che mi pare una premessa vera.

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Cosa fa Omar Fantini (parte terza)

Jacopo Nacci, 1 dicembre 2009

Per questo motivo la poesia è più filosofica e più seria della storia, perché la poesia si occupa piuttosto dell’universale, mentre la storia racconta i particolari.
Aristotele, Poetica

Naturalmente è cosa sana attribuire valore di verità a una descrizione scientifica – e quindi consensuale – della realtà e attribuire un minor valore di verità alle più eterogenee immaginazioni. Questo di per sé, tuttavia, non significa negare il valore dell’immaginazione, della metafora, dell’opera d’invenzione. Nel momento in cui invece mi si dice che una cosa è stupida (anzi: è da stupidi) nella misura in cui non è una descrizione scientifica della realtà, si fa proprio questo: si nega valore di verità e valore in generale a ciò che non ha valore di verità strettamente scientifica, si attribuisce all’immaginazione, alla metafora, all’opera d’invenzione un disvalore.
Qui non si tratta, è chiaro, di non saper decodificare i registri, di attendersi da Holly e Benji una partita che duri novanta minuti e un campo regolamentare, di rimanere disorientati e increduli. Qui si tratta, meramente, di delegittimare quell’immaginazione che va al di là del verosimile. I Gem Boy fanno questo: trascinano il fantastico sul terreno della realtà e dicono “Ma mica è vero”. Anche Omar Fantini fa questo quando parla di Holly e Benji.

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