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Intorno a “La stanza profonda” di Vanni Santoni

23 Marzo 2017

Vanni Santoni - La stanza profonda

Non so se si tratti del primo esempio al mondo, ma La stanza profonda è il memoriale di un dungeon master, vale a dire del narratore, arbitro, conduttore di un gioco di ruolo.
Il dungeon master non è dunque un giocatore come gli altri. Un giocatore comune è giocatore qua, nel cosiddetto mondo reale, ed è un personaggio di là, nel mondo allestito dal master; e in ogni momento deve scegliere se essere di qua o di là, tertium non datur. La condizione del master è diversa, e suggerisce di essere indagata avvalendosi di una strumentazione teologica, richiamando la figura del demiurgo, il modellatore di mondi, e precisando, come nel Timeo di Platone, i rapporti tra detto demiurgo e, da una parte, il regno delle idee cui il demiurgo attinge, dall’altra il mondo che dal demiurgo viene allestito: la sua direzione narrativa – l’anima del mondo – e i mattoni della sua costruzione – gli elementi – con una predominanza della prima, in un’ottica finalista piuttosto che materialista, vale a dire che «il ruolo del dungeon master è far accadere la cosa giusta e quello dei dadi legittimarlo, non viceversa».
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Santoni parla di Dreadlock

10 Novembre 2011

Huda e Dread visti da Antonio Sileo

Un mondo immaginario […] non solo coerente formalmente e filosoficamente, ma anche in qualche modo consapevole dell’essere maya, illusione, come del resto tutti i mondi, innanzitutto quello di chi sta scrivendo – o leggendo – questo pezzo, con buona pace dei nostri ombelichi.

Da Di ombelichi e mondi immaginari.

Dove Vanni Santoni parla anche di Nina dei Lupi di Alessandro Bertante, L’isola dei liombruni di Giovanni De Feo, Nessun paradiso di Enrico Piscitelli, Il senso del piombo di Luca Moretti, mostrando quanto sia in errore chi vede solo ombelichi ovunque.

L’autore del ritratto di Huda e Dread è Antonio Sileo.
Di Nessun paradiso di Enrico Piscitelli, ho parlato qui.

 

Reloaded

14 Dicembre 2017


L’ebook su IBS

Rito e sacrificio nella stanza profonda

3 Aprile 2017

Vanni Santoni - La stanza profonda

Pubblico una riflessione di Filippo Cicoli che amplia in modo inatteso il discorso su La stanza profonda di Vanni Santoni (che ho recensito qui). JN

L’uscita de La stanza profonda è un urto tellurico che scuote chiunque abbia mai tirato un d20, compilato una scheda PG, sconfitto un troll, insomma, chiunque in quella stanza, a volte, sia sceso. Lungi dall’essere un mellifluo amarcord, l’opera è una delle più lucide analisi condotte sul gioco di ruolo (gdr) e sul giocare di ruolo mai apparse in Italia. Un saggio che non può fare a meno della dimensione romanzesca. Anzi, la vera forza è proprio la sua imprescindibile ibridazione con la narrazione, poiché, al netto di tutte le possibili considerazioni, ciò che mantiene i giocatori all’interno della Stanza, e che ne scandisce la precessione, è proprio il potere della narrazione nella sua forma più pura.
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La stanza profonda a Pesaro

30 Marzo 2017
La stanza profonda a Pesaro

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Robottoni a BookPride

16 Marzo 2017

Guida ai super robot a BookPride

Domenica 26, alle 14.00, sarò a Milano, a BookPride, per parlare di robottoni assieme a Tito Faraci e Vanni Santoni.

Due segnalazioni

5 Dicembre 2016

La recensione di Vanni Santoni

Vanni Santoni recensisce Guida ai super robot su “la Lettura” del Corriere della Sera.

 

L’articolo di Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo scrive di Guida ai super robot in questo articolo uscito su Repubblica.

 

Tutti i link di Guida all’immaginario nerd

26 Aprile 2019

L’estratto dalla sezione di Fabrizio Venerandi uscito su Esquire
L’estratto dalla sezione di Irene Rubino uscito su Not
Un commento personale di Fabrizio Venerandi su Quinta di copertina
Un’intervista a Fabrizio Venerandi su Radio Città del Capo (dal minuto 28)
Un’intervista a Irene Rubino e Alessandro Lolli su Il Tirreno

10 marzo: Andrea Viscusi pubblica una recensione approfondita e in parte critica su Stay Nerd
22 marzo: Chiara Severgnini recensisce la Guida su Sette del Corriere della Sera
31 marzo: Federico Di Vita su Il Foglio parla di Guida all’immaginario nerd, Nerdopoli (a cura di Eleonora Caruso, effequ) e Guida ai super robot rinvenendovi i tasselli di un approccio analitico alla cultura pop
2 aprile: Bookalycious stronca, più o meno, Guida all’immaginario nerd; nei commenti al post si può trovare uno scambio interessante tra l’autrice della recensione e Gregorio Magini
2 aprile: annunciando la presentazione al Libraccio di Firenze, Toscanalibri offre una breve sinossi della Guida
5 aprile: in un’articolata recensione su Quaderni d’altri tempi, Francesco D’Ambrosio sottolinea il taglio ibrido della Guida, sospesa tra saggio e narrativa autobiografica
17 aprile: su Melange, Alessandro Girola loda la pluralità dei punti di vista e l’approccio laico che caratterizzano la Guida
Il 10 maggio, alle 18.30, nella Sala Rosa del Salone Internazionale del Libro di Torino, Irene Rubino, Alessandro Lolli e Gregorio Magini saranno ospiti di Orgoglio Nerd insieme a Eleonora Caruso, Alice Cucchetti e Matteo Grilli (Nerdopoli, effequ). Modera Vanni Santoni.

Di tutti i libri possibili

1 Aprile 2017

Di tutti i mondi possibili

È uscita qualche giorno fa per Effequ l’antologia di saggi, a cura di Silvia Costantino, Di tutti i mondi possibili, che raccoglie e rielabora l’esperienza del Sublime Simposio del Potere. Vale la pena di elencare subito gli interventi, nove in tutto, racchiusi tra la prefazione affidata a Licia Troisi e la postfazione della curatrice, comunque presente tra gli autori: di Edoardo Rialti “L’Essere Cattivo. I volti dell’Oscuro Signore”, di Sergio Vivaldi “Non sai niente, Jon Snow. Il barbaro e l’incontro con l’altro”, di Francesco D’Isa (sua anche la copertina) “Le sentinelle siamo noi. Per una rivalutazione dell’uomo comune nel fantastico”, di Vanni Santoni “Party fantastici. Il gruppo degli eroi”, di Matteo Strukul “Ragazze di fuoco. Una prospettiva al femminile”, di Francesca Matteoni “Domestici ma non addomesticabili. Fenomenologia dei folletti per principianti”, di Giovanni De Feo “L’Altrove. Sui luoghi del fantastico”, di Silvia Costantino “Sulla soglia. Adolescenze e riti di passaggio”, di Vincenzo Marasco “Il segno dell’eroe. Il destino e il filo degli eventi” (chiusura che ho trovato gloriosa).
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Guida ai super robot

2 Dicembre 2016

Editore: Odoya
Collana: Odoya Library
Anno edizione: 2016
Pagine: 302 pagine, illustrato
Prezzo: 20 euro
Immagine di copertina e frontespizio: Cristian Giuseppone (Zer013)
Ordina Guida ai super robot su IBS

L’edizione ebook contiene una prefazione di Vanni Santoni e una postfazione di Wu Ming 2
Ordina Guida ai super robot ebook su IBS

Guida ai super robot La storia e le storie dell’animazione robotica giapponese dalla sua nascita, nel 1972 con Mazinger Z, fino alla soglia degli anni Ottanta, in cui si individua un compimento dei temi emersi nel decennio precedente: l’universo dell’avversario come fondamento oscuro della psicologia del protagonista, la funzione di mediatore tra mondi del robot, la soggettivazione dell’eroe. Contemporaneamente l’animazione robotica rappresenta una parte dell’elaborazione collettiva del trauma della Seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze, con cui una generazione di autori continua a fare i conti. Una full immersion nel mondo dei robot giapponesi che hanno intrattenuto milioni di bambini e ragazzi dagli anni Settanta in poi, segnando una generazione con epiche avventure e scontri stupefacenti tra cielo e terra. Nacci svela i retroscena filosofici, storici e politici di robot parte del nostro immaginario.

I demoni della tecnica Mazinger Z e Great Mazinger, la poetica spaziale di Ufo Robot Grendizer, le lotte interiori di Tetsuya Tsurugi e Hiroshi Shiba, gli agghiaccianti nemici di Zambot, la parodia serissima di Daitarn, la trilogia romantica di Nagahama, la visionarietà alchemica di Gackeen, la fenomenologia del soggetto di Daltanious, la minacciosa ciclicità del tempo di Baldios e God Sigma, e poi ancora Getter Robot, Raideen, Godam, Diapolon, Ideon, le narrazioni dell’orfano alieno, i rituali dell’agganciamento e del colpo finale, gli scontri ideologici e gli angoscianti abissi individuali: ogni aspetto della mitologia del super robot viene affrontato e collocato nel percorso storico di un genere che sorge dalla fantascienza giapponese, si dà una forma e la indaga in ogni direzione possibile per poi lasciare il campo al realismo di Gundam.

Estratti

▷ Un estratto di Guida ai super robot su minimaetmoralia

▷ Un estratto di Guida ai super robot su Fumettologica

Interviste

▷ Su Tarantula, un’intervista a cura di Massimo Giuliani

▷ Su La zona morta, un’intervista a cura di Elena Romanello

▷ Su Fantascienza.com, un’intervista a cura di Lorenzo Trenti

▷ A Nerd 3.0, un’intervista a cura di Michele Serra

▷ Su N3rdcore, un’intervista a cura di Lorenzo Fantoni

▷ Su Più o meno pop, un’intervista doppia assieme al Mistè

Recensioni e segnalazioni

L’animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980 è censita con precisione assoluta.
▷ Paolo Di Paolo scrive di Guida ai super robot in questo articolo uscito su Repubblica

Sarebbe facile trattare tale soggetto con la lente del nostalgismo o dell’ironia. L’importanza di Guida ai super robot […] sta proprio nel rifuggire da tali approcci, affrontando invece i «super robot» […] con il massimo rigore analitico e filosofico.
▷ Vanni Santoni recensisce Guida ai super robot sulla Lettura del Corriere della Sera

Lettura muy interessante perché, oltre ad esser scritto benissimo, Guida ai Super Robot non è quello che il titolo lascia credere. Sì, c’è il riassunto in una o due pagine della trama di ciascuna serie, ma è il quadro complessivo che viene tracciato il cuore e la ragion d’essere del volume, l’interpretazione molto lucida di tante cose che abbiamo avuto sotto gli occhi per quarant’anni, e magari non abbiamo mai visto.
▷ Il Dr. Manhattan recensisce Guida ai super robot sull’Antro Atomico

Parto subito con l’antipatia. Secondo me il titolo sarebbe dovuto essere “Guida filosofica ai super robot”, perché le interessanti analisi e conclusioni dell’autore sono, purtroppo, un pelino ostiche.
Questa non è una semplice (in tutti sensi) guida sui robottoni dal 1972 al 1980, con trama e schede, come avevo pensato dal titolo, ma un vero e proprio trattato filosofico.

▷ Stengo recensisce Guida ai super robot su Imago Recensio (e integra nel post la mia risposta alla recensione)

E’ un ottimo libro che farà discutere e sarà lo spunto di molti altri approfondimenti. Decisamente consigliato per chi non considera le serie robotiche come “roba da bambini” ma come una vera forma di cultura, come storie vere con profondi significati. E non ha paura di impegnarsi per capirle.
Joe7 recensisce Guida ai super robot

Se anche voi siete dei trentenni coi ricordi d’infanzia tarati sui cartoni giapponesi il saggio di Jacopo Nacci “Guida ai super robot” by Odoya editore è il vostro libro da regalo ideale.
Scoprirete il perché della fissazione tutta giapponese per i robottoni, incredibile strascico della visione della seconda guerra mondiale nel popolo nipponico.

▷ I dolori della giovane libraia consiglia Guida ai super robot

Anche il Giappone ha messo la sua bella ipoteca sull’immaginario globale. Ci è riuscito a colpi di cartoni animati sui robot, come illustra questa Guida che ne ricerca le ascendenze culturali tra mitologia, religione della tecnica, filosofie dell’apocalisse e dottrine della guerra (o della pace).
▷ Massimiliano Panarari recensisce Guida ai super robot sul Venerdì di Repubblica

Jacopo Nacci […] indaga e analizza quelli che sono da sempre i cartoni dei robottoni e trova in essi significati, poetiche, correnti e periodi… ed è convincente nella sua esposizione e Guida ai Super Robot sembra in tutto e per tutto una storia della letteratura con soggetto l’animazione super robotica giapponese dal 1972 al 1980.
È in tutto e per tutto un manuale, più che un saggio: è un saggio ma ha la forma del manuale scolastico con tanto di sezioni e ‘riquadri’.

▷ Hellbly recensisce Guida ai super robot su Primus Crom Cthulhu

Siamo di fronte a un’operazione nostalgia? È un libro per adolescenti mai cresciuti? È un libro didascalico? La risposta a queste domande per una volta c’è ed è un secco no. Non è da tutti scrivere quasi trecento pagine di guida ai super robot senza mai annoiare il lettore. Nacci c’è riuscito in pieno, la Terra è salva.
▷ Andrea Cattaneo recensisce Guida ai super robot su Lega Nerd

La carne al fuoco è tanta, ed è cucinata molto bene.
▷ Alessandro Girola recensisce Guida ai super robot su Plutonia Experiment

Jacopo Nacci con la sua guida ai super robot ripercorre quell’epopea in modo dettagliato e acuto. C’è amore in questo suo percorso, ma anche la fine analisi dello studioso.
▷ Igiaba Scego recensisce Guida ai super robot su Internazionale

Nacci è rigoroso come un anglista alle prese con il canone shakespeariano.
▷ Luca Cangianti recensisce Guida ai super robot su Carmilla

Apri la prima pagina del tomo e dopo un secondo lo hai finito, divorato, fantastico.
▷ La pagina dedicata a Guida ai super robot da Banzai-Dojo, il sito del mangashop Banzai

Superbo ed appassionante esempio di critica televisiva ragionata.
▷ MinasRan recensisce Guida ai super robot su Sogni di Ragni e Pizza Mannara

Non soltanto guida alle serie robotiche, è anche un valido sostegno critico e informativo capace di descrivere un vasto e complicato universo creativo.
▷ Mario A. Rumor parla di Guida ai super robot in “Li chiamavano robottoni”, sul Mucchio Selvaggio

Il corposo volume scritto da Jacopo Nacci è davvero un’ottima guida per chi voglia approfondire l’animazione super robotica giapponese che magari ha permeato il suo immaginario adolescenziale.
▷ Gioacchino Toni firma una disamina ragionata di Guida ai super robot su Il Pickwick

Il pregio della pubblicazione è la disamina completa dei vari aspetti di queste produzioni animate: approfondite analisi sul team dei protagonisti, lo sviluppo della narrativa per capire come si costruivano queste storie e le relative sottotrame, i tipi di approcci all’estetica del robot, all’interfaccia uomo-macchina, ai nemici e tanto altro.
▷ Giorgia Vecchini recensisce Guida ai super robot su Best Movie

L’attenta analisi di Jacopo Nacci procede secondo un metodo che si potrebbe dire simile a quanto fatto dagli strutturalisti sulle fiabe a inizio Novecento. Le somiglianze non diventano che topoi ricorrenti (l’orfano-alieno, il padre della tecnica, la catastofe-già-avvenuta), sulle quali si innestano variazioni sulla psicologia del personaggio, l’ambientazione, la natura della minaccia, la relazione con la tradizione o con l’attualità e così via.
▷ Paolo Armelli dedica un bell’articolo a Guida ai super robot su Wired Italia

Non è il primo libro ad uscire in tema, da quando i fan di quei giganti d’acciaio hanno potuto iniziare a riflettere non più da bambini sugli anime come contenitori di cultura e passione sono usciti tanti libri, ma si distingue per come si focalizza su un genere e su alcuni personaggi, uniti da un filo rosso ma non certo tutti uguali e ripetitivi come sostenevano i detrattori che all’epoca li accusarono di tutti i mali della società.
▷ Elena Romanello recensisce Guida ai super robot su Liberi di scrivere

Interessante per chi c’era allora, interessante per chi è arrivato dopo, interessante per chi vuole comunque sapere di più di un filone travolgente, archiviato troppo presto nel nostro Paese di fronte a polemiche immotivate che non hanno impedito al fandom di crescere, ma hanno stranamente bloccato queste presenza sulle nostre reti televisive.
▷ Elena Romanello recensisce Guida ai super robot su gothicNetwork.org

Tra eroine (troppo) perfette destinate a fallire, personaggi secondari accudenti e nemiche sensuali, non possiamo che giungere alla stessa conclusione di Nacci: non c’è una risoluzione decente alla questione femminile nell’anime super robotico classico.
▷ Su Bossy Stefania Covella affronta la questione di genere nell’anime di super robot prendendo le mosse dal capitolo nove di Guida ai super robot

Un nuovo libro nell’ormai abbastanza ampia saggistica in tema animazione giapponese, ma anche un libro nuovo come approccio a quello che resta, comunque, il genere più emblematico di manga ed anime, nella sua stagione migliore.
▷ Elena Romanello recensisce Guida ai super robot su Sakura Magazine

Siamo di fronte a un saggio che analizza con acume gli anime dal punto di vista tecnico, stilistico e tematico, che indaga i risvolti sociali delle trame, che accompagna il lettore lungo un percorso filosofico, poetico e grafico con una certosina competenza che non rinuncia però al gusto per l’astrazione, all’azzardo speculativo, all’iperbole estetica.
▷ David Frati recensisce Guida ai super robot su Mangialibri

L’analisi è convincente e ricca di argomentazioni, ed è particolarmente efficace la scelta di creare una grammatica di definizioni (l’abisso, la catastrofe…) in cui tutte le serie si incasellano alla perfezione.
▷ Lorenzo Trenti recensisce Guida ai super robot su Fantascienza.com

Se siete già degli appassionati, o siete dei nostalgici di Jeeg e Daitarn 3 che però non hanno idea dell’universo sociale e filosofico che si nasconde dietro le loro storie, questo è il libro che fa per voi.
▷ Matilde Quarti inserisce Guida ai super robot tra i dieci saggi da portare in vacanza di Panorama

C’è una visione del mondo, che l’autore illumina e svela in tutti i suoi risvolti filosofici, storici e politici.
▷ Graziano Frediani recensisce Guida ai super robot su Tutto Tex

Gli esperti in materia ne saranno affascinati.
▷ Giuseppe Lippi parla di Guida ai super robot su Nathan Never Magazine

Quando ho deciso di leggere questo volume, l’aspettativa era che fosse il classico riassunto di un po’ di serie, contornato da qualche curiosità e immagini più o meno pescate dalla rete.
Sbagliavo e anche di grosso.

Guida ai super robot recensito su Ariesblog

Guida ai super robot esplora in maniera estremamente dettagliata la filosofia e il processo creativo dietro figure come Daitarn, Mazinga, Getter, in un continuo bilanciamento tra nostalgia e approfondimento.
▷ Lorenzo Fantoni inserisce Guida ai super robot tra gli undici libri nerd da regalare a Natale su LaStampa

Per quello che posso pensare sulla questione, ho pochi dubbi sul fatto che il Nacci azzecchi la stragrande maggioranza delle sue analisi. Quasi tutti i suoi ragionamenti filano in modo limpido e coerente e onestamente non mi viene in mente alcun esempio di riflessioni che trovo inesatte.
▷ Jacopo Mistè recensisce Guida ai super robot su Anime Asteroid

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