A cosa serve ciò che non serve a niente (5)

jacopo nacci, 29 settembre 2011
Masamune Shirow, Appleseed, 2004

Masamune Shirow, Appleseed, 2004

Come è apparso chiaro fin da subito, il soggetto elegge i suoi scopi ed elabora le strategie per perseguirli nell’ambito della dimensione utilitaristica, o meccanico-estensionale, e lo fa – per tutto ciò che non concerne direttamente il soddisfacimento delle comuni esigenze vitali – in base all’orientamento del sistema operativo che gira sulla sua mente, cioè al riduzionismo da esso privilegiato, che sia esso politico, economico, giuridico o fisico. Abbiamo osservato come la prima versione di Solipsium si limitasse a soddisfare, mediante il soggettivismo, le esigenze pulsanti relative alle dimensioni extra-utilitaristiche, come le esigenze morali, estetiche o metafisiche. Abbiamo anche notato come la carica emotiva – o senso sacro – sottratta alle dimensioni spirituali soddisfatte e progressivamente atrofizzate da Solipsium, è deviata e investita dal soggetto sugli scopi eletti nell’ambito utilitaristico, o meccanico-estensionale che dir si voglia.

È chiaro che, in questo processo utilitaristico di selezione di scopi e di elaborazione di strategie per conseguirli, il soggetto fa uso della logica. Ora, la logica ha una sorta di doppio statuto: agisce nella dimensione meccanico-estensionale ma lo fa esistendo in una sua specifica dimensione extra-utilitaristica, che al pari delle altre dimensioni extra-utilitaristiche si manifesta come esigenza pulsante di coerenza logica fine a sé, producendo senso sacro; nella sua prima versione Solipsium era costretto a escludere la dimensione logica extra-utilitaristica dall’annientamento mediante soggettivismo, per non compromettere il funzionamento delle operazioni logiche necessarie alla vita ordinaria nella dimensione meccanico-estensionale.
Tuttavia le interazioni dialogiche spesso mandavano in crash il sistema quando un soggetto, a seguito di un’interazione con un altro soggetto, si rendeva conto di avere opinioni contraddittorie per aver scaricato e installato, per esempio, un’opinione del giorno economicista su un sistema operativo a orientamento giuridico.
La soluzione è arrivata con Callicles, l’estensione di Solipsium che gestisce l’attività logica e la sua relazione con la dimensione meccanico-estensionale. Callicles è quello che si chiama un face-saver: interviene soltanto quando si verificano conflitti di identità, – asimmetrie dell’anima, le chiamano i robot – vale a dire i conflitti tipicamente generati dalla situazione più su descritta: innanzitutto, al presentarsi della situazione di allarme, Callicles genera una “contrattazione”, ovvero riordina l’intero sistema operativo sul piano più semplificante e intercompatibile, quello del riduzionismo in schieramenti, al fine di minimizzare le probabilità di conflitto nello stesso soggetto o tra soggetti diversi; contemporaneamente, nella dimensione logica extra-utilitaristica, Callicles lancia una temporanea routine di soggettivismo, del tutto simile al soggettivismo che Solipsium applica alle altre dimensioni extra-utilitaristiche, necessaria qualora si verifichi una complicazione della contrattazione a seguito del procedere dell’attività logica o dell’interazione; eventualità, quest’ultima, che si verifica quasi solo nelle interazioni con i robot, o con quei soggetti che hanno adottato sistemi operativi economici, giuridici o fisici massimamente specializzati (sistemi che, di norma, non implementano Callicles); inoltre la routine di soggettivismo genera, come sappiamo, senso sacro eccedente, che Callicles convoglia sulla contrattazione rafforzandone la potenza semplificante, contribuendo a pacificare l’autopercezione identitaria del soggetto anche qualora l’interazione non andasse a buon fine. È per questo che da qualche anno Callicles implementa nativamente diversi face-saving di contrattazione strutturati su slogan di aidoru, massimizzando l’aggregazione di carica emotiva sul piano del riduzionismo in schieramenti.

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