A F

Jacopo Nacci, 2 febbraio 2006

Se tu fossi qui, lo so, ti infurieresti e fisseresti nei miei occhi con quegli occhi spalancati, da allarme e da intenzione accesi, che da sempre ti possiedono senza darti pace. Pesce adriatico dai muscoli superbi. Se tu fossi qui, lo so, mi urleresti in faccia che la vita è superficie estremamente seria e studiata per il gioco, che chi scrive vive tanto e si tuffa nello scontro degli oceani, e si vota alla caccia e all’assassinio di se stesso. Samurai per sempre, ché comunque morti siamo. Se tu fossi qui, tu ci staresti ancora a curarci di pensare solamente alle ragioni delle azioni e mai alle loro conseguenze, a prendere la notte a petto nudo, rivendicare gli attentati alle pubbliche opinioni, mostrificarci sopra ai prati e sopra ai testi per fare di noi stessi spugne di sostanza e d’attributi, piangere del cosmo e della nostra permanenza a un tempo futile e enigmatica, smettere di piangere, impazzire di risate e di furia di creazione ancora. Bambino che detesta i piagnistei, nato da esser grande. Se tu fossi qui, fermeresti pochi istanti il tuo pensiero per considerare quanto il mio sia corso a te nei giorni fieri e in quelli privi di pretese, poi, proiettile che porta avanti il tempo, scuoteresti la tua mente e le mie spalle, per tornare all’istante del qui e ora che sempre e solo si attraversa. Giusta grazia resa, in te invisibile ai tantissimi, ma è il medesimo coraggio di chi non ha mai aspirato a servire i banchetti raffreddati infarciti dalla colpa. Se tu fossi qui, io lo so, avrei forza per risate e fuoco di parola, avrei occhi attenti, e vigili, e pieni di sorriso. Qui rimangono le carte impolverate, i progetti senza scienza e senza schiena, i versi solitari che a nessuno fanno rima, le abitudini perdenti della microborghesia. Tieni duro, non lasciare che i maiali ti travolgano, circóndati di specchi e ricordati chi sei, affronta ancora oggi lo scoglio di salsedine, disciplina la metafora che ti scorre inesauribile tra i muscoli. Spero ci reincontreremo, spero presto vibrino i levare, e le gite, e le liti, e il manto verde dei tuoi prati, e le frecce di questi nostri archi testardi e artigianali.

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9 commenti a “A F”

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciao, hai detto che scrivi…è stato facile, immaginavo che tu e goblin e altri che vi postate nel blog di brizzi dovevate essere tutti di bologna.
    Non ho ancora capito (ma ci metto poco in genere) sembri più un poeta, un artigiano teatrale?
    A presto, KATRINA

  2. jacopo nacci ha detto:

    Ciao Katrina, benvenuta,
    che io scrivo lo ha detto Bolla, non io. Comunque non cambia molto. Scrivo quello che mi capita con lo stile che decido di tentare, a seconda del soggetto e dello stato d’animo. Penso alla scrittura come a un tutto continuo, come un unico materiale dal quale si possono ricavare cose diverse. Mi piace, quel materiale. Lo uso un po’ per tutto.
    A presto.

  3. utente anonimo ha detto:

    chi è bolla?, boh. Mi piace quello che dici sulla scrittura. Che differenza c’è tra Enrico che pubblica e ha un idea chiara di ciò che vuole dalla sua scrittura e te? Io non so se pubblichi o realizzi in maniera visibile il tuo estro, so solo di Brizzi.
    Kat

  4. jacopo nacci ha detto:

    Bolla è quello del link che c’è qua a fianco e che ha scritto “Jago scrive” nel blog di Brizzi.
    Io scrivo come posso e quando posso, cerco sempre di migliorare anche se molte volte perdo l’esercizio perché devo fare altro (prima lo studio, adesso il lavoro). Ho pubblicato un romanzo con una casa editrice, tanto tempo fa, poi ho autoprodotto e autodiffuso le mie cose in formato .pdf, e da un anno ho aperto questo blog. Mi sono laureato da poco e ho cominciato a fare quello che capita: recensioni, correzioni di bozze, dialoghi per sceneggiature. Il futuro è futuro: si vedrà.

  5. utente anonimo ha detto:

    La scrittura per me è spesso malattia (virginia). C’è una grande differenza tra chi accede a tutti, e subito, e chi invece, deve invecchiare. Ma invecchiare è esperienza, a volte si recupera in un giorno tanti anni. E’ questo che fa la differenza, o il Dna, o il destino.
    Katrina

  6. jacopo nacci ha detto:

    Grazie per il com(pli)mento che hai postato da Brizzi: anche tu mi sei simpatica.
    Spero di invecchiare bene, ma non troppo in fretta ;-)

  7. utente anonimo ha detto:

    Mi piace giocare. Tranquillo non si invecchia in fretta..anche se si dice a volte per via di certe esperienze. L’essere umano ha tante età e muore e rinasce in una stessa vita. Occorre coraggio e non credere che tutto sia per sempre. La verità dura un giorno, la simpatia per sempre (cazz…inventata lì lì, anzi qui qui)
    Katrin Linton

  8. FarfallaDiVetro ha detto:

    Fantastico! Una boccata d’aria pura in una giornata di smog. Mi piace un sacco questo post.

  9. jacopo nacci ha detto:

    Grazie Farfalla.
    Ei qua tutto tace, scusate è stata una settimana difficile.
    Mi invento qualcosa al più presto.

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