Agli sgoccioli

Jacopo Nacci, 28 luglio 2008

Quando mio padre era agli sgoccioli siamo andati in ospedale a riprendercelo perché morisse in casa. Mia madre lo ha voluto tutto per sé, è stata una settimana senza chiudere occhio. Io e mia sorella l’aiutavamo svegliandola quando si addormentava, eravamo poco più che ragazzini. L’ultimo giorno in cui è stato in grado di andare al bagno con le sue gambe, mio padre ci ha chiesto di lasciarli soli. Tre giorni dopo, nel suo ultimo sprazzo di lucidità, le ha messo un braccio intorno al collo mentre lei gli umettava le labbra e le ha detto «muori con me».

Mauro Covacich, Prima di sparire

Segui il rizoma

Maciste «Sognai che Maciste era il mio fidanzato e che andavamo a spasso a Campo dei Fiori. Io al principio ero pazzamente innamorata di lui, ma a mano a ma...
Nicola Ciccoli su Dreadlock Scrive Nicola Chik67 Ciccoli su Anobii a proposito di Dreadlock: Credo che sia istintivo pensare che questo racconto lungo sia, in qualche misu...
L’idolatria della contingenza ...Invece è da un secolo e più che siamo subissati da luoghi comuni, schematismi, unilateralizzazioni e teorie che, in un modo o nell’altro, celebrano...
Pensare a voce troppo alta Il pensiero più innovativo si fa strada nelle scuole? È circondato da un clima di riconoscimento generale? Raggiunge l’orecchio interno, anche se il p...