Call Center from Mars III

Jacopo Nacci, 28 aprile 2007

– Buongiorno dottoressa, la chiamo dalla Brìllar, ci occupiamo di climatizzazione, stiamo proponendo delle consulenze gratuite a chi volesse valutare le nostre proposte prima dell’estate. Lei è già climatizzata?
– Interessante. Può mandarmi un fax con l’offerta?
– Veramente dottoressa la chiamo da un call center e non dispongo di un fax, posso fissarle un appuntamento con il nostro consulente che dopo un sopralluogo le esporrà le possibili soluzioni.
– Ah, ecco, capisco. Be’, se intanto mi mandasse un fax con la vostra offerta.
– Vede, dottoressa, come le ho già detto non dispongo di un fax, e inoltre l’offerta dipende dal tipo di climatizzatore e finché il nostro consulente non prende visione dell’ambiente da climatizzare non le possiamo dire nulla.
– Uhm, sì, ora mi è chiaro, se intanto potesse mandarmi un fax…
– Dottoressa: non posso mandarle il fax, non ho niente per mandarle il fax, non ho nessun fax da mandarle. Arrivederla, eh?
– Ma perché…
Clic.

– Buongiorno signora, chiamo dalla Brìllar, potrei parlare perfavore con l’avvocato Cantarazzi?
– L’avvocato non c’è, può dire a me?
– Certamente: ci occupiamo di climatizzazione, stiamo chiamando l’avvocato per proporgli una consulenza gratuita e…
– Guardi, me lo lasci dire, io non credo che all’avvocato interessi, benché lo abbia sentito parlare di un impianto ultimamente, ma non credo gli interessi davvero.
– Be’, la ringrazio, ma al massimo rischio che mi dica di no e, mi creda, non è gran problema.
– Non ha capito. Io credo che davvero all’avvocato non interessi, quindi sarebbe il caso che lei non richiamasse.
– Mi scusi, con tutto il rispetto ma me lo dirà l’avvocato se gli interessa o meno, non crede?
– Credo di sapere meglio di lei cosa sia bene per l’avvocato e cosa no, non crede?
Clic.

– Buongiorno, chiamo dalla Brìllar, potrei parlare con il signor Balenazzi, perfavore?
– Mi scusi però, lei chiami quando c’è lui!
– Se mi dice perfavore quando posso trovarlo richiamo quando c’è lui.
– E io che ne so!
Clic.

– Buongiorno, chiamo dalla Brìllar, potrei parlare con il titolare, perfavore?
– Di che si tratta.
– Ci occupiamo di climatizzazione, stiamo proponendo delle consulenze gratuite per far valutare le nostre proposte.
– Non posso passarle nessuno.
– Ah, capisco. Be’, posso lasciarle il numero?
– Non posso prendere il numero.
Clic.

– Buongiorno signora, chiamo dalla Brìllar, vorrei parlare perfavore con il signor Giulio Fontanazzi.
– Lei cerca un’altra persona.
– Mi scusi? No, signora, cerco proprio il signor Fontanazzi. Non abita più lì?
– Certo che abita qui, è mio marito. Ma lei cerca un’altra persona, glielo dico io.
– Ma perché, signora?
– Eh, perché, perché. Guardi che lo so!
Clic.

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9 commenti a “Call Center from Mars III”

  1. cecile1976 ha detto:

    Ho lavorato anch’io nel call center di una nota azienda di telefonia mobile (inbound – servizio clienti)…te ne racconto una su tutte…
    “la mamma apprensiva”:
    (mattina dell’1 gennaio)
    io: “Buongiorno ****** sono Stefania in cosa posso esserle utile?”
    mamma apprensiva: “Signorina mio figlio non si è ancora ritirato e sono preoccupata, il suo telefono è sempre spento…può accenderglielo col computer per favore?Devo sentire se sta bene”
    io: “…”
    io: “Signora, mi spiace temo non sia proprio possibile farlo..”
    clic

  2. utente anonimo ha detto:

    @ cecile 1976.

    che nome bellissimo e curioso quello di “cecile”. Ci sono due cecile nella mia vita. la prima è andata sotto terra all’inizio dell’estate scorsa, molto giovane e molto bastardamente anche se, se vi dicessi, o miei cari, che quando la incontravo ero contento, vi direi una balla.
    Si sapeva che sarebbe andata così e così è stato ma mi ha comunque colpito la mancanza di pietà di un destino scritto all’età di quattordici anni quando il primo dei morosi le infilò nella bocca la prima delle sigarette di hascisc e marijuana….
    La seconda Cecile è Laura Guirao, sconosciuta e splendida attrice nel più bel poliziesco francese di tutti i tempi. Anche lei tossica, schiava dell’eroina e amante di un poliziotto dell’antidroga.
    Cecile, sieropositiva, puttana e tossica che, con il suo bambino, scappa da Parigi: “te la offrono ad ogni angolo” e si rifugia in Alvernia che – per voi che non lo sapete – è la zona più povera e triste della Francia.
    “da dove viene Lei, signore?”
    “Ah, io sono di Clermont Ferrand – o di Issoire o di Limoges, fa niente – nell’Alvernia…”
    “Ah, mi dispiace. Dicevamo?….
    Cecile: parola di tossica e parola di puttana. Eppure la vita sta tutta lì in questa tossica che resiste alla Parigi più gialla e devastata di sempre: afro, crack, ero, taccheggio, metrò, spray, rer, ratp, bandò, neìs, azyle…
    “mi prometti che quando la bimba compie undici anni ce ne andiamo da Parigi?”
    “Va così male, Lulù?” “
    “E il Marsiglia? Che cosa ha fatto il Marsiglia?”

    Dio Senza Dio

  3. jacopo nacci ha detto:

    Buongiorno Cecile, e benvenuta.
    Perché me ne racconti una su tutte e non me ne racconti parecchie altre? :-)
    Potremmo richiamare altri veggenti, e mettere insieme un antico testamento.
    E attenderne uno nuovo. Del quale par ci sia gran necessità.

  4. lilith979 ha detto:

    Stamattina mi hanno telefonato per propormi un’offerta sensazionale da Sky.
    Gli Dei sanno quanto mi indisponga ricevere telefonate commerciali alla mattina del dì di festa- ebbene sì, invece che a marina a prendere il sole me ne stavo nel lettuccio.
    Ma ho pensato a Jago, e la rabbia ha lasciato il posto alla compassione: guarda, capisco che stai lavorando e mi dispiace per te, ma non mi interessa conoscere l’offerta, ciao.- ma perchè non le interes…CLIC.

  5. jacopo nacci ha detto:

    Lilith, l’altra mattina m’è capitato di assistere a una scena orrenda per virulenza al bar/pasticceria “La dolce vita”.
    La tipa, che era occupatissima a guardare in che modo l’unico cliente che aveva davanti bevesse il cappuccino, ha risposto al telefono e ha trattato l’operatore come a me raramente capita d’essere trattato, con la ciliegina “Cosa credete? Qua c’è gente che lavora!”.
    Moh.

  6. lilith979 ha detto:

    Si vede che appartiene a quella generazione che non ha vissuto le delizie del precariato e che non riesce a credere che i lavori adesso sono questi qui. Prendere o lasciare.

  7. anarcadia ha detto:

    Ma pechè non riesco a commentare sul post di kenshiro?

  8. DuRoy ha detto:

    Amo sopra ogni cosa i raccondi di Jago, finissimo scrittore.

    Mi rammarico che non si decida a raccoglierli in una adeguata crestomazia, che mi vedrebbe senz’altro tra i primi acquirenti.

    Quanto al resto, ogni generazione si è lamentata che la successiva avesse vita facile, ma – almeno nel dopoguerra – ogni anno la scuola è diventata più facile e la vita più difficile. Il che non ha ajutato.

    Non penso – ahimé – che il processo sia in alcun modo reversibile, se non con una rivoluzione in armi, che ritengo poco probabile.

  9. DuRoy ha detto:

    erano “racconti” ovviamente, l’ostile ora mattutina mi ha DeMitizzato la battitura al computer.

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