Archivio della categoria ‘Le opere e i giorni’

Intervista e recensione su Fantascienza.com

jacopo nacci, 2 giugno 2017
Jeeg, 1975

Jeeg, 1975

Operazioni di questo tipo lasciano sempre il sospetto legittimo che si tratti di sovrainterpretazione: che sia insomma un unico grande trip che si svolge nella mente del critico di turno, e che in realtà gli autori di cui si parla non intendessero affatto ciò che si attribuisce loro. È un rischio che Nacci elude abilmente: la sua analisi è convincente e ricca di argomentazioni, ed è particolarmente efficace la scelta di creare una grammatica di definizioni (l’abisso, la catastrofe…) in cui tutte le serie si incasellano alla perfezione.

Su Fantascienza.com escono pressoché in contemporanea una recensione di Guida ai super robot – che si prende cinque stelline – e un’intervista, entrambe firmate da Lorenzo Trenti.

Calypso

jacopo nacci, 30 maggio 2017

Da Governa ogni cosa a Calypso.

Sutura dei Montezuma si trova qui.
Un’intervista ai Montezuma, per Flanger – Musica molto bella, si trova qui.

Guida ai super robot su Mangialibri

jacopo nacci, 28 maggio 2017
Voltes 5, 1977

Voltes 5, 1977

Il libro curato dal pesarese Jacopo Nacci invece scardina dal di dentro il format di cui sopra, rendendo Guida ai super robot qualcosa di molto differente, di molto sorprendente, di infinitamente migliore. Le schede sono qui solo un punto di partenza, un pretesto o forse un dazio da pagare: siamo di fronte a un saggio che analizza con acume gli anime dal punto di vista tecnico, stilistico e tematico, che indaga i risvolti sociali delle trame, che accompagna il lettore lungo un percorso filosofico, poetico e grafico con una certosina competenza che non rinuncia però al gusto per l’astrazione, all’azzardo speculativo, all’iperbole estetica.

Su Mangialibri una splendida recensione di David Frati.

Intervista su La zona morta

jacopo nacci, 23 maggio 2017
Getter Robot G, 1975

Getter Robot G, 1975

Stavo studiando i super robot da narratore. Inoltre a un certo punto mi sono reso conto che, mentre tenevo laboratori di narrazione, usavo strutture e anche veri e propri esempi tratti dalla super-robotica e dagli anime in generale. Alessandro Schettini di “Pesaro Comics & Games”, che conosco da una vita e con il quale da ragazzi abbiamo condiviso le stesse passioni, mi chiese di tenere una lezione sui super robot nell’ambito dell’edizione del 2014 di “PC&G”. Preparai un piccolo paper e qualche slide.
Poi tutta la faccenda si è evoluta, espandendosi dapprima in una serie di post sul mio blog, comunque piuttosto limitata nella selezione delle serie. La felice intuizione di quanto fosse opportuno e appropriato lavorare a uno studio sistematico è stata di Marco De Simoni di Odoya, il suo ruolo è stato determinante. Senza di lui oggi la Guida ai super robot non esisterebbe, nemmeno nel proverbiale cassetto.

Con Elena Romanello, che ha recensito Guida ai super robot per diversi siti, c’è stata anche occasione di scambiare due parole. Ne è nata un’intervista che potete leggere su La zona morta.

Guida ai super robot su Sakura Magazine

jacopo nacci, 21 maggio 2017
Daikengo, 1978

Daikengo, 1978

Un nuovo libro nell’ormai abbastanza ampia saggistica in tema animazione giapponese, ma anche un libro nuovo come approccio a quello che resta, comunque, il genere più emblematico di manga ed anime, nella sua stagione migliore.

Sul glorioso Sakura Magazine, nuova recensione a firma dell’instancabile Elena Romanello.

La questione di genere nell’anime super-robotico

jacopo nacci, 10 maggio 2017
Gackeen, 1976

Gackeen, 1976

Tra eroine (troppo) perfette destinate a fallire, personaggi secondari accudenti e nemiche sensuali, non possiamo che giungere alla stessa conclusione di Nacci: non c’è una risoluzione decente alla questione femminile nell’anime super robotico classico.
Per fortuna poi il mondo andrà avanti e farà capolino un’eroina vestita alla marinara, pronta a lottare in nome della Luna.

Su Bossy, Stefania Covella affronta la questione di genere nell’anime di super robot prendendo le mosse dal capitolo nove di Guida ai super robot.

Guida ai super robot su gothicNetwork

jacopo nacci, 8 maggio 2017
Ufo Diapolon, 1976

Ufo Diapolon, 1976

Interessante per chi c’era allora, interessante per chi è arrivato dopo, interessante per chi vuole comunque sapere di più di un filone travolgente, archiviato troppo presto nel nostro Paese di fronte a polemiche immotivate che non hanno impedito al fandom di crescere, ma hanno stranamente bloccato queste presenza sulle nostre reti televisive.

Nuova recensione di Elena Romanello per Guida ai super robot, questa volta su gothicNetwork.org.

Guida ai super robot su Liberi di scrivere

jacopo nacci, 11 aprile 2017
Groizer X, 1976

Groizer X, 1976

Non è il primo libro ad uscire in tema, da quando i fan di quei giganti d’acciaio hanno potuto iniziare a riflettere non più da bambini sugli anime come contenitori di cultura e passione sono usciti tanti libri, ma si distingue per come si focalizza su un genere e su alcuni personaggi, uniti da un filo rosso ma non certo tutti uguali e ripetitivi come sostenevano i detrattori che all’epoca li accusarono di tutti i mali della società.

Elena Romanello recensisce Guida ai super robot.

Guida ai super robot su Wired

jacopo nacci, 24 marzo 2017
Daitarn 3, 1978

Daitarn 3, 1978

L’attenta analisi di Jacopo Nacci procede secondo un metodo che si potrebbe dire simile a quanto fatto dagli strutturalisti sulle fiabe a inizio Novecento. Le somiglianze non diventano che topoi ricorrenti (l’orfano-alieno, il padre della tecnica, la catastofe-già-avvenuta), sulle quali si innestano variazioni sulla psicologia del personaggio, l’ambientazione, la natura della minaccia, la relazione con la tradizione o con l’attualità e così via.

Paolo Armelli dedica un bell’articolo a Guida ai super robot, su Wired Italia.

Guida ai super robot su Superclassifica Giò

jacopo nacci, 22 febbraio 2017
Getter Robot, 1974

Getter Robot, 1974

Il pregio della pubblicazione è la disamina completa dei vari aspetti di queste produzioni animate: approfondite analisi sul team dei protagonisti, lo sviluppo della narrativa per capire come si costruivano queste storie e le relative sottotrame, i tipi di approcci all’estetica del robot, all’interfaccia uomo-macchina, ai nemici e tanto altro. Il grosso limite è, a mio avviso, il fatto che quest’analisi sia estetica che filosofica venga filtrata, per stessa ammissione dell’autore, attraverso uno sguardo prettamente occidentale che decontestualizza l’anime dall’alveo in cui nasce e cresce.

Giorgia Vecchini segnala e valuta Guida ai super robot su Superclassifica Giò, la sua rubrica personale su Best Movie.