Archivio della categoria ‘Recensioni’

Akira: il futuro non è immaginabile

jacopo nacci, 17 aprile 2018

Tetsuo, Akira, 1988

Su Esquire, un pezzo su Akira, manga e film, in occasione dei trent’anni del film, che li porta benissimo.

Buon compleanno, Goldrake!
– Del conseguimento della maggiore età

jacopo nacci, 4 aprile 2018

Questo pezzo è stato poi pubblicato con qualche lievissima modifica e un diverso titolo su Esquire.

Sotto le stelle dell’Orsa

jacopo nacci, 10 gennaio 2018


L’emozione è tanta.
Su Esquire un mio pezzo su Kenshiro.

Due consigli a Natale

jacopo nacci, 23 dicembre 2017
Dan Aykroyd e Eddie Murphy

Dan Aykroyd e Eddie Murphy, Trading Places, John Landis, 1983

Era da un po’ che non consigliavo libri di filosofia.
Ho approfittato del post dell’Indiscreto con la lista natalizia redatta dai collaboratori.

Disagi posizionali

jacopo nacci, 24 ottobre 2017
The Goonies

I Goonies a caccia di beni

Su L’Indiscreto è apparsa una mia recensione critica di Teoria della classe disagiata, di Raffaele Alberto Ventura.

Qualche libro

jacopo nacci, 31 luglio 2017

Laura Pugno, SireneL’Indiscreto ha chiesto a me e ad altri collaboratori di scegliere qualche libro da consigliare ai suoi lettori per l’estate. Ne è venuta fuori una bella lista. La trovate qui.

Grey: la rabbia come stato di grazia

jacopo nacci, 26 giugno 2017

Yoshihisa Tagami, Grey, 1985

Oggi su L’Indiscreto parlo di Grey, di Yoshihisa Tagami.

Forever Once More

jacopo nacci, 20 aprile 2017


Tutto mi sarei aspettato tranne che
(a) sarei uscito su Fumettologica
(b) con un pezzo su Creamy Mami.

(^___^)

Yū, te lo dovevo.

I cyborg che venivano dal passato

jacopo nacci, 19 aprile 2017
Zer013, Nagai's Super Robot Classics

Zer013, Nagai’s Super Robot Classics

«Un tale assetto indurrebbe a vedere nel super robot la risorsa avveniristica che difende il presente e il futuro dalla recrudescenza di un passato bestiale o brutalmente tradizionale, se non fosse che è proprio la tecnica come dominio, disposizione e manipolazione dei corpi a caratterizzare quel passato».

Oggi su L’Indiscreto parlo di tecnica e passato nell’anime super-robotico classico.

Rito e sacrificio nella stanza profonda

jacopo nacci, 3 aprile 2017

Vanni Santoni - La stanza profonda

Pubblico una riflessione di Filippo Cicoli che amplia in modo inatteso il discorso su La stanza profonda di Vanni Santoni (che ho recensito qui). JN

L’uscita de La stanza profonda è un urto tellurico che scuote chiunque abbia mai tirato un d20, compilato una scheda PG, sconfitto un troll, insomma, chiunque in quella stanza, a volte, sia sceso. Lungi dall’essere un mellifluo amarcord, l’opera è una delle più lucide analisi condotte sul gioco di ruolo (gdr) e sul giocare di ruolo mai apparse in Italia. Un saggio che non può fare a meno della dimensione romanzesca. Anzi, la vera forza è proprio la sua imprescindibile ibridazione con la narrazione, poiché, al netto di tutte le possibili considerazioni, ciò che mantiene i giocatori all’interno della Stanza, e che ne scandisce la precessione, è proprio il potere della narrazione nella sua forma più pura.
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