Archivio della categoria ‘Saggi’

Disagi posizionali

jacopo nacci, 24 ottobre 2017
The Goonies

I Goonies a caccia di beni

Su L’Indiscreto è apparsa una mia recensione critica di Teoria della classe disagiata, di Raffaele Alberto Ventura.

Di tutti i libri possibili

jacopo nacci, 1 aprile 2017

Di tutti i mondi possibili

È uscita qualche giorno fa per Effequ l’antologia di saggi, a cura di Silvia Costantino, Di tutti i mondi possibili, che raccoglie e rielabora l’esperienza del Sublime Simposio del Potere. Vale la pena di elencare subito gli interventi, nove in tutto, racchiusi tra la prefazione affidata a Licia Troisi e la postfazione della curatrice, comunque presente tra gli autori: di Edoardo Rialti “L’Essere Cattivo. I volti dell’Oscuro Signore”, di Sergio Vivaldi “Non sai niente, Jon Snow. Il barbaro e l’incontro con l’altro”, di Francesco D’Isa (sua anche la copertina) “Le sentinelle siamo noi. Per una rivalutazione dell’uomo comune nel fantastico”, di Vanni Santoni “Party fantastici. Il gruppo degli eroi”, di Matteo Strukul “Ragazze di fuoco. Una prospettiva al femminile”, di Francesca Matteoni “Domestici ma non addomesticabili. Fenomenologia dei folletti per principianti”, di Giovanni De Feo “L’Altrove. Sui luoghi del fantastico”, di Silvia Costantino “Sulla soglia. Adolescenze e riti di passaggio”, di Vincenzo Marasco “Il segno dell’eroe. Il destino e il filo degli eventi” (chiusura che ho trovato gloriosa).
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Qualche libro del 2011

jacopo nacci, 30 dicembre 2011

Di recensioni, recensioni di narrativa in particolare, quest’anno ne ho fatte pochissime, come si evince sfogliando la categoria recensioni su Yattaran: solo il post sui plugin della saggistica e due romanzi: Il bisogno dei segreti di Marco Candida e Se fossi fuoco arderei Firenze di Vanni Santoni. In realtà ho parlato anche di Nessun Paradiso di Enrico Piscitelli: qui (e anche del saggio di Federica Sgaggio, Il paese dei buoni e dei cattivi).
Oltre questi, mi sento di consigliare altri quattro titoli: L’ora migliore e altri racconti di Simone Ghelli (qui un estratto), racconti, lo dico subito, dei quali io non sono in grado di parlare (ma in parecchi, e bravi, lo hanno fatto), tanto mi hanno coinvolto e in quale modo; e questo perché qui, dopo il primo meta-racconto, che svolge anche il ruolo di sapiente introduzione, è tutt’un esplodere di epifanie che si compie nello spazio del preverbale onirico, e il filo narrativo si immerge nell’abisso, senza per questo mai venire meno. Storie. Ambienti. Suggestione. Luci. Oscurità. Vibrazione. Cose. Ghelli la sa lunga, soprattutto la sa profonda; posso dire solo: leggetelo, è un’esperienza.
L’impavida eroina eccetera, di Mauro Mirci, è un’altra raccolta di racconti – e siamo già alla seconda raccolta di racconti: io adoro le raccolte di racconti, specie se confezionate con questa perizia – racconti, quelli di Mirci, senza fronzoli, senza trucchi, solo racconti, puliti, precisi, delicati, empatici, narrati con quell’atteggiamento autoriale impeccabile che può essere solo il frutto della pietas verso i personaggi e dell’attenzione al reale, e che proprio per questo sanno inerpicarsi ai vertici e spalancare immagini sublimi, che illuminano tutto; vi dico solo: il tedesco alla mitragliatrice, le buste, il cortile; chi leggerà capirà, e vedrà che ho fatto solo esempi.
De La seconda persona di Demetrio Paolin (qui un estratto), della capacità di Paolin di perlustrare l’interiorità in un modo che rende la sua scrittura completamente diversa da tutto ciò che si trova in giro, della sua misericordiosa spietatezza, del suo trascendente corporeo, del suo male benigno, del suo bene doloroso, del suo materialismo sacro, del suo sacro materiale e di altri paradossi concettualmente perfetti tenterò di parlare, insieme a lui, il 14 gennaio alla Biblioteca San Giovanni di Pesaro.
E non è un romanzo ma quasi – per il piglio, per l’urgenza, per l’assurdità – Pazzi scatenati, il libro-inchiesta di Federico Di Vita sull’editoria italiana; che uscirà a gennaio, ma cominciate a pressare il libraio. Un libro che semplicemente va letto, e credo che questo consiglio lo darò, d’ora in poi, in occasione di ogni presentazione di libri nella quale mi troverò a essere parte attiva.

Sette plugin indispensabili al cervello

jacopo nacci, 2 marzo 2011
plugin

L'interfaccia di installazione dei plugin

È sempre più importante, a fronte della grande quantità di input cui la rete sociale ci sottopone, rendere stabili i nostri cervelli; per questo motivo ho deciso di scrivere questo post sui plugin che ritengo davvero indispensabili per avere un cervello ottimizzato. Naturalmente i plugin che ho preso in cosiderazione sono tutti disponibili su supporto book, a pagamento nelle librerie fisiche e on-line, oppure gratuitamente nelle biblioteche fisiche della vostra città, dove potrete prenderli in prestito e restituire il supporto dopo aver caricato le informazioni nei vostri cervelli.

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Fenomeni linguistici incontrollabili

jacopo nacci, 6 dicembre 2010

Roberta De Monticelli, La questione moraleIl saggio di Roberta De Monticelli, La questione morale, ha il merito non irrilevante di offrire una ricognizione sui costumi di casa nostra – si parte da Guicciardini, si passa per Leopardi, si arriva a Corona e Ratzinger, a Bobbio e Zagrebelsky – portandone alla luce i presupposti filosofici, psicologici, culturali e politici, per porli all’attenzione di un lettore non necessariamente specializzato in filosofia e che però sia interessato, appunto, alla questione morale; l’operazione riesce, anche grazie al sostegno di una struttura semplice e chiara, in tre parti: “Male nostrum”, “Lo scetticismo etico” e “Tornare a respirare”, ovvero le radici del male, un falso rimedio che è parte del problema, e il rimedio reale.

Questo libro è soprattutto un gesto: da queste parti, infatti, non è per nulla scontato che la politica abbia qualcosa a che fare con la morale, e nemmeno che la morale possa essere oggetto di una riflessione in ambito morale. Si percepisce l’urgenza di estendere al di là delle pareti dell’accademia la discussione su temi che sì, sono tipicamente demonticelliani (assiologia fenomenologica, relativismo, nichilismo, decisionismo), ma che altresì rappresentano una strumentazione necessaria qualora si voglia realmente comprendere la nostra vita sociale e politica*; perché tanto si dice, di tanto si parla, ma ciò che sembra sempre sistematicamente fuori dal discorso sono le connessioni concettuali che il discorso implica, e il vocabolario necessario a dirimerle.

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