Archivio della categoria ‘Segnalazioni’

Porpora commenta Dreadlock

jacopo nacci, 13 maggio 2013
Giulio Giordano, i Laureati

I Laureati visti da Giulio Giordano

Curioso come il rapporto con le forze del Male – qui interpretato principalmente dal Grottesco nel volto del comico, dall’opposizione sistemica dei Laureati, nonché da persone a lui vicine che reinterpretano il Reale e la sua faccia come faccia cosmetica – intorti in qualche modo sia Matteo che Dreadlock, incapaci di reagire in maniera convincente di fronte a queste azioni che invece che essere di violenza pura sono reazioni spesso estetiche, spesso etiche.

Qui, sulla Nottola di Minerva, Ivano Porpora prende note a margine di Dreadlock.

Il sito di Giulio Giordano, l’autore del ritratto.

Gianluca Liguori su Dread

jacopo nacci, 10 aprile 2013

Questa recensione di Gianluca Liguori a Dread – a lungo smarrita nell’arcipelago dei supporti – è comparsa sul numero 240 di Frigidaire, gennaio 2012.

Liguori su Dread

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Un grazie a Vanni Santoni per averla recuperata.

Effetti collaterali

jacopo nacci, 2 aprile 2013

Incontri letterari in Biblioteca

Avreste fatto tutti la stessa cosa

jacopo nacci, 11 marzo 2013

È uscito Funambole di Isabel Farah (Marco Del Bucchia Editore).
Sedici monologhi: Medea, Penelope, Arianna, Clitennestra, Leda, Filomela, Egle, Giocasta, Ersilia, Andromaca, Euridice, Frine, Ermione, Rossane, un’amazzone, Antigone.
Un estratto da “Medea” è stato pubblicato su Scrittori Precari.
Qui ho pubblicato “Penelope” in versione integrale.
Qui ho pubblicato “Ermione” in versione integrale.
Qui sotto pubblico “Clitennestra” in versione integrale.
Funambole di Isabel Farah si può ordinare da qui.
Domenica 17, alle 17, Isabel e io lo presentiamo alla Biblioteca San Giovanni di Pesaro

Clitennestra

Isabel Farah - FunambolePentirmene? E perché mai? Non c’eravate voi, giudici, a mettere il mio cuore sulla bilancia, non potete sapere com’era leggero quando Agamennone, grasso come un bue, moriva davanti a me.
Non ci siete voi, giudici, nel mio corpo. Non siete donne, non siete in grado di giudicare una donna.
La verità è che avreste fatto tutti la stessa cosa, la verità è che lo sapete che la legge che predicate non è nemmeno la vostra. È la legge di dio, ma qui non c’è nessun dio. E nelle nostre vene, cari giudici, scorre un colore: rosso. Rosso come la porpora, giudici, come l’amore, come la violenza. Fa caldo, giudici, lo sentite anche voi quest’odore di natura gravida. Quest’odore di seme mi disgusta, insieme al frinire delle cicale. Lo sa Dioniso cosa significa. Lo sa lui che nell’eros c’è un coltello, che il ciclo prevede morte a seguito di vita. L’odore è insopportabile.

(continua…)

Of wolf and pig

jacopo nacci, 7 febbraio 2013
Lupi del bosco orientale + Jacopo nacci

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L’Acheronte del nonno

jacopo nacci, 5 febbraio 2013

Su Scrittori Precari, L’Acheronte del nonno, il racconto che ho letto a Torino una sega:

[...] È in quell’istante che la porta della sala si piega verso l’interno con un gemito. Ci voltiamo tutti, e non capiamo finché non abbassiamo lo sguardo e vediamo il testone del nonno, e poi il nonno intero che striscia dentro la sala contorcendo il tronco. [...]

 [Questo invece è il racconto che non ho letto a Torino una sega]

Fortune

jacopo nacci, 23 gennaio 2013

Talvolta un testo reca in sé un significato di cui l’autore non è cosciente, ma che, una volta portato alla luce, egli è costretto a riconoscere come evidente e incontrovertibile; se il testo è molto fortunato, incontrerà un lettore che sia in grado di cogliere questo significato; se poi anche l’autore è molto fortunato, riceverà una lettera come quella che ho ricevuto da Davide Poggiali, che ringrazio di cuore.

Ho letto Dreadlock. Una sera “giusto un paio di capitoli prima di dormire”…
Alle 2 avevo finito e non riuscivo più a dormire. Non capivo.
Peter Parker si tortura per la morte dello zio Ben e della ragazza Gwen Stacy. Ma non è mai davvero colpa sua fino in fondo. Matteo è responsabile (come lo sono io e tutti i ragazzi del mondo) con le sue disattenzioni e le sue assenze.
Poi ho pensato una cosa, allora mi sono addormentato di botto, liberato dalle mie responsabilità. Vittoria non lo ama. Ha preferito rinfacciare, lasciare un messaggio piuttosto che vivere.

Ancora sui reading

jacopo nacci, 9 gennaio 2013

[...] Ci sono buone ragioni per vedere la cultura digitale non come uno strappo nella storia umana, ma anzi come un ritorno di forme e comportamenti che fanno parte di un passato dimenticato. Nel suo libro “Sono le news, bellezza”, Michele Mezza parla di un “neoumanesimo digitale” basato su una condivisione di beni quale non si vedeva dall’epoca precapitalistica. [...]

Dei reading avevo parlato con Massimo Giuliani proprio qualche giorno fa. Questa la riflessione di Max, uscita sul quotidiano Bresciaoggi per la rubrica Linguaggi della rete.

Senza toccare terra

jacopo nacci, 6 gennaio 2013

La Grasse Matinée – la rubrica curata da Leyla Khalil per Caffè News – rimbalza su un lato pressoché inesplorato di Dreadlock.

[...] Se la filosofia del palestrato è alienazione pura, scissione definitiva di anima e corpo che si ritrovano ad essere nutriti uno a discapito dell’altro, tanto silenzio mentale per gonfiare un po’ quel bicipite per rimorchiare meglio per affascinare di più, il parkour è al tempo stesso una sfida continua a livello mentale e fisico, chi lo pratica si fonde visceralmente con la città, ci intesse un legame primitivo in cui l’uomo – o donna – non è più l’essere civilizzato che cammina ordinato su due piedi limitando più possibile lo spazio che occupa, ma l’animale selvaggio che salta da un muro all’altro senza toccare terra, fa piroette e figure complicatissime, salti lunghi come se per un attimo uscisse dalle limitazioni della forza di gravità. [...]

L’articolo integrale di Leyla Khalil si trova qui.

Gabbiani a stella

jacopo nacci, 1 gennaio 2013
Ufo Robot Grendizer

Dynamic Planning, Ufo Robot Grendizer, 1975

Gabbiani a stella – un reading.
Giovedì 3 gennaio alle 20.00, al Caffè del Commercio, Cagli.