Ciò che determina il destino

jacopo nacci, 14 giugno 2010

Da Ordo amoris, di Max Scheler:

Chi ha l’ordo amoris di un uomo ha l’uomo stesso. Ha per l’uomo inteso come soggetto morale ciò che è la formula di cristallizzazione per il cristallo. Scruta l’uomo fino al punto limite a cui può arrivare chi voglia scrutare l’uomo. Vede davanti a sé le linee fondamentali del suo cuore, che compiono il loro percorso restando costantemente al di là di ogni diversità e di ogni complessità di carattere empirico; è il cuore infatti che più del conoscere e del volere merita di essere definito come nucleo dell’uomo inteso quale essere spirituale. Chi ha l’ordo amoris di un uomo possiede in uno schema spirituale la fonte originaria che segretamente alimenta tutto ciò che da quest’uomo proviene; ancor di più: possiede l’elemento originario che determina tutto quello che continuamente appresta a prodursi attorno a lui – ciò che nello spazio determina il suo ambiente morale, ciò che nel tempo determina il suo destino, ossia l’insieme di tutto ciò che a lui e solo a lui può accadere. Poiché già il semplice fatto che l’uomo attribuisca il valore di stimolo, in base alla modalità e all’intensità d quest’ultimo, a una qualche attività della natura che non dipende da lui ma che ha effetto su di lui, non può avvenire senza la partecipazione del suo ordo amoris.


L’uomo incede nel particolare ordine gerarchico dei valori e delle qualità assiologiche più semplici, non ancora reali e non ancora trasformati in beni – tutti aspetti che rappresentano il lato oggettivo del suo ordo amoris -, come in una casa in cui egli si trova e che si porta con sé ovunque vada; una casa da cui, per quanto egli corra velocemente, non riesce a fuggire. Attraverso le finestre di quest’abitazione scorge il mondo e se stesso – del mondo e di se stesso non scorge niente di più e nient’altro oltre a ciò che la particolare posizione di queste stesse finestre, la loro grandezza e il loro colore, gli permettono di vedere. Poiché la struttura del mondo-ambiente di ogni uomo, che nel suo contenuto complessivo è in definitiva articolata in base alla sua struttura assiologica, non muta e non cambia ogniqualvolta l’uomo cambi la propria posizione nello spazio. La struttura del mondo-ambiente si realizza in modo nuovo solo con determinate cose – ma in modo tale che anche questo realizzarsi avviene in base ad una legge di formazione prescritta dalla stessa struttura assiologica del mondo-ambiente. Anche i beni reali (che accompagnano la vita intera dell’uomo) e le cose pratiche (le resistenze del volere e dell’agire, rispetto a cui l’uomo pone la propria volontà) sono penetrati e per così dire esaminati dal peculiare meccanismo selettivo dell’ordo amoris dell’uomo.

Max Scheler

Max Scheler

L’uomo non viene attratto sempre dalle stesse cose e dalle stesse persone, ma in certo modo dallo stesso genere di cose e di persone; e ovunque egli vada, questi «generi», che sono in ogni caso modalità di valore, lo attraggono e lo respingono in base a determinate regole costanti del preferire o del posporre. Attraverso tale attrazione o repulsione non viene determinato solo ciò che l’uomo nota, che prende in considerazione oppure che passa inosservato e senza suscitare la sua attenzione, ma viene già determinato anche il materiale di ogni possibile considerazione e attenzione verso qualcosa. Una tale attrazione e una tale repulsione vengono esperite come provenienti direttamente dalle cose stesse e non dall’io – come avviene nel caso della cosiddetta attenzione attiva –, e vengono regolate e definite in base agli atteggiamenti dell’interesse e dell’amore, vissuti appunto come disposizione all’essere toccati dalle cose stesse. Con uno squillo di tromba le cose reali si annunciano solitamente alla soglia del nostro mondo-ambiente ed entrano così successivamente a farne parte partendo dai luoghi più remoti del mondo: tale squillo di tromba è per così dire del tutto primario e precede l’unità della percezione, è un segnale assiologico che annuncia: «Qui succede qualcosa!» e prende le mosse nell’esperienza a partire dalle cose e non da noi stessi. Il fenomeno di questo “annunciarsi” si manifesta chiaramente proprio quando noi non seguiamo l’attrazione delle cose, quando non abbiamo alcuna percezione del punto d’origine di questa attrazione (dal momento che le esercitiamo intenzionalmente resistenza già a questo livello della sua attività), oppure quando un’attrazione più forte soffoca fin dall’origine quella più debole.
Ma in questa attrazione e in questa repulsione si cela ogni volta l’ordo amoris dell’uomo e il suo peculiare rilievo. E come non varia affatto la struttura del mondo-ambiente con il variare del mondo-ambiente effettivo, così non cambierà nemmeno la struttura del destino dell’uomo nel momento in cui egli in futuro vivrà, vorrà, compirà e creerà qualcosa di nuovo, oppure nel momento in cui sarà toccato da nuovi eventi: destino e mondo-ambiente si fondano sui medesimi fattori dell’ordo amoris dell’uomo e si differenziano solo perché l’uno è riferito alla dimensione del tempo e l’altro alla dimensione dello spazio. Il modo (conforme ad una specifica legge) del loro formarsi, il cui studio appartiene ai problemi più importanti di un’approfondita indagine sull’essenza morale “uomo“, segue sempre e ovunque l’ordo amoris.

Max Scheler, Ordo amoris, Morcelliana

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