Cthulhu

Jacopo Nacci, 21 febbraio 2008

Non ho letto il libro di Vito Mancuso, L’anima e il suo destino. Lui è anche simpatico, mi piace come parla. Un po’ meno quello che ha detto stasera da Gad Lerner: Dio c’entra con la scienza perché il Logos è ciò che tiene insieme qui i miei atomi.
Vero. Falso.
Vero e falso perché se il Logos è ciò che permette agli atomi di stare insieme quando secondo le sue leggi devono stare insieme, allora è anche ciò che permette agli atomi di dividersi quando per le sue leggi devono dividersi. E il Logos darebbe ordine al nulla, nel suo essere nulla, se l’insieme delle cause avesse prodotto il nulla, esattamente come dà ordine alle cose, nel loro essere cose, nello spazio in cui sono. Il Logos garantisce l’ordine della realtà, non è una cosa. Il Logos permette all’eccedenza, alla possibilità, al caos che sta nel fondo oscuro, nell’altro lato della realtà, di prendere una forma determinata nel tempo e nello spazio, di essere di istante in istante secondo l’unica possibilità che la configurazione del mondo permette in un dato istante.
È un concetto (motivato) ontologico, non una sostanza o una tensione fisica.
Mancuso sta cercando di fare un errore radicale e ci sta riuscendo benissimo: far di Dio un ente: roba da peccatori, secondo Eckhart. Portare Dio in una parte della natura, farlo stare in qualche posto nella natura: roba da Lovecraft.

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18 commenti a “Cthulhu”

  1. leggerevolare ha detto:

    Dio un ente?!! NOn sento qesto.
    Mancuso parla di una base per un pluralismo religioso in nome del carattere universale della verità.

    Nell’ammettere che è possibile salvarsi anche senza aver conosciuto il messaggio evangelico, la Chiesa ha superato l’antico principio “extra ecclesiam nulla salus”. Nondimeno, il grande interrogativo che giriamo all’autore del libro, è: si può costruire una teologia universale rimanendo cristiani? È la medesima domanda che si pone il sociologo francese Frederic Lenoir in “Le Metamorfosi di Dio. La nuova spiritualità occidentale” (Garzanti, 2005, pagg. 326 ss.). Gesù costituisce il fulcro centrale del Cristianesimo principalmente perché la sua venuta, la sua opera di redenzione, il suo sacrificio sulla croce rappresentano eventi unici, irripetibili nella storia dell’umanità. Lenoir segnala il pericolo di come questa posizione possa finire per emarginare il cristianesimo nella modernità: “Il quesito cruciale che la modernità pone alla teologia cristiana è quello di una possibilità di mantenere la propria unità, coerenza e identità, facendo nel contempo evolvere la propria teologia cristologica ed ecclesiologica in una direzione che gli permetta di prendere in considerazione il pluralismo religioso. In altri termini, il cristianesimo può rimanere sé stesso, rinunciando a dichiararsi depositario della verità ultima, nonché a ritenere che tutte le religioni dell’umanità sono solo vie imperfette di salvezza?”.

    Infine, una rimeditazione del senso della teologia cristiana non può non passare attraverso la consapevolezza che la verità può essere attinta per diverse vie e in diversi gradi. Uno dei limiti del cattolicesimo è quello di non distinguere una dimensione esoterica da quella essoterica. Certi dogmi che la razionalità teologica smonta, per contro, hanno conservato per secoli una utilità dimostrativa essenziale per gli spiriti semplici. Quegli stessi dogmi, ciononostante, non possono risultare appaganti per gli intelletti bramosi di possedere la verità per mezzo di una fede, non concepita come credenza senza spiegazioni, come fiducia cieca nel magistero dell’autorità ecclesiale o come pragmatica scommessa alla Pascal, bensì come convincimento conquistato con la conoscenza. Il riconoscimento di stadi e modalità diverse della rivelazione potrebbe portare ad una nuova maturità del pensiero teologico.

    Questo non l’ho scritto io ovviamente. L’ho costruito leggendo i commenti di chi ha letto questo libro e mi piacerebbe fosse condivisibile, cioè che fosse davvero una apertura della Chiesa verso una domanda sempre più diffusa e sentita da molti credenti.

  2. anarcadia ha detto:

    “Nell’ammettere che è possibile salvarsi anche senza aver conosciuto il messaggio evangelico, la Chiesa ha superato l’antico principio “extra ecclesiam nulla salus”. “

    Non è così, Elisa: le circostanze in cui la salvezza è possibile fuori della Chiesa sono codificate all’interno del Catechismo della Chiesa Cattolica, e non sconfessano affatto l’identità del cattolicesimo come unica via alla Salvezza. Tutto ciò si rifà al passo evangelico ‘non chi dice “Signore, Signore” sarà salvato, ma chi avrà fatto la volontà del Padre’, al dialogo tra il Cristo e la samaritana -in Giovanni- e molti altri.

    ‘il cristianesimo può rimanere sé stesso, rinunciando a dichiararsi depositario della verità ultima, nonché a ritenere che tutte le religioni dell’umanità sono solo vie imperfette di salvezza?”.’

    E perchè dovrebbe? Per “politicamente corrètto?” Il Concilio Vaticano II e la Pacem in Terris possono essere punti interessanti di partenza per comprendere un po’ l’evoluzione del pensiero cattolico in mèrito, la cui discussione interna non risulta peraltro conclusa.

    La fine della Chiesa è quella di finire appesa alla croce così come fu del suo signore, e svendersi alle richieste dei tempi quando queste fossero contrarie alla Verità, questo sì sarebbe davvero una sconfitta, per la fede. Altro che emarginazione dalla modernità.

  3. jacopo nacci ha detto:

    Elisa, dovrei leggere il libro per poter dire la mia. Mi limito a riferirmi a quanto detto da Mancuso ieri sera.
    E quello non è stato un gran bel sentire.
    Inoltre le sue motivazioni e i suoi scòpi possono essere i migliori del mondo, ma se c’è un errore c’è un errore, a meno che non vogliamo credere che il fin di bene giustifichi il raccontare una balla o semplicemente una cosa non vera. Io non credo di crederlo, sicuramente non lo credo in questioni che riguardano concetti fondamentali per ognuno di noi.

  4. anarcadia ha detto:

    “Uno dei limiti del cattolicesimo è quello di non distinguere una dimensione esoterica da quella essoterica”

    @Elisa, perdonami se contesto qualcos’altro del tuo impegnativo intervento (un po’ troppo impegnativo, per me, in certe sue parti: per questo mi limito a ciò che conosco). Non è come dici: semplicemente, per la Chiesa non può esservi esoterismo nel messaggio cristiano perchè in questo caso si acconsentirebbe a che il neofita aderisse ad un messaggio che lo terrebbe in realtà in “ostaggio” fino al giorno della completa rivelazione dei significati appunto esoterici: il cristianesimo, invece, è una dottrina onèsta che mostra tutto e sùbito, del proprio bagaglio dottrinale.

    Altro discorso è il discorso della profondità della penetrazione del credente nel messaggio cristiono, per cui il fedele è come un bicchiere che continua ad allargarsi procedendo nella confidenza con Dio, pur restando sempre pieno qualunque sia la sua dimensione (parlo qui per astratto di un percorso di crescita senza interruzioni, ovviamente, ed in relazione alla chiarezza del messaggio) raggiunta.

  5. Simenza ha detto:

    SONO!!!
    A presto,
    E.

  6. wormholeseeker ha detto:

    scusatemi se riporto il discorso a un pensiero più terreno, ma proprio non riesco a comprendere cosa possa avvicinare il Dio dei cristiani al logos ellenistico e soprattutto alla scienza atomica.

    Per i cristiani il logos è dio, il verbo, il cristo incarnato, un ente appunto, un “oggetto” sacro che va al di là della logica e delle leggi della natura.
    Secondo questa concezione il logos non è più lontano dalla scienza di quanto non lo siano maghi, santoni e via dicendo.

    Le leggi che regolano la natura, la costituzione degli atomi e la loro disintegrazione, sono leggi scientifiche, dimostrabili, in molti casi osservabili anche se con metodi indiretti…Il dio dei cristiani invece è una fede, la sua religione un atto di cecità nei confronti della natura….trovo patetico il secolare tentativo da parte dei cristiani di annettere alla propria religione ciò che con qualsiasi religione non a niente a che vedere…

  7. Simenza ha detto:

    @worm
    Perchè postulare un ente oltre-naturale è un atto di cecità nei confronti della natura?

  8. jacopo nacci ha detto:

    @Uormo

    non riesco a comprendere cosa possa avvicinare il Dio dei cristiani al logos ellenistico

    qualcosa

    e soprattutto alla scienza atomica

    nulla, per l’appunto.

    Il Logos della tradizione cristiana non è estraneo a influenze ellenistiche, e nemmeno, ovviamente, ebraiche (Dio sigillò il caos dietro le lettere del suo nome): l’uso del termine verbo risente dell’esigenza concettuale di riconoscere che la realtà, per essere tale, deve conferire agli oggetti che ne fanno parte leggi logiche e fisiche. La mistica speculativa cristiana non è estranea a certi temi, di stampo chiaramente neoplatonico.
    Naturalmente fare di un concetto ontologico una sostanza fisica significa travisare il punto e banalizzare il pensiero. Quindi sono d’accordo con te nel riconoscere il lento mutare di un concetto filosofico in una superstizione, ma non butterei via il bambino (duemila anni di speculazione cristiana – non solo cattolica) con l’acqua (la Cei)…

    @Simenza

    un ente oltre-naturale è un controsenso, mi pare.

  9. wormholeseeker ha detto:

    don, nella risposta a simenza mi hai tolto le parole di bocca….

  10. Simenza ha detto:

    @Jago & worm.

    Dipende dall’idea di natura, credo.
    Io intendo per natura la materia, mentre gli enti si possono postulare anche sul piano dell’immateriale; come in metafisica o -alcuni dicono- quando penso ad un personaggio o quando lo invento. La metafisica per me non è IN “natura”. Boiata?

  11. jacopo nacci ha detto:

    @Simenza

    boiata? ripeto, per me: un travisare.

    Una cosa che la nostra natura permette di pensare o un corpo che è fisicamente presente, esterno alla nostra mente: in entrambi i casi, sei in natura.
    Che possa essere una costruzione della tua plastica neuronale o che sia un banco dei libri vecchi con rivenditore che vedi per strada…
    è comunque natura.
    E’ un ente, se mi permetti l’allargamento.

    Un conto sono gli oggetti configurati, un altro conto è che si dia una configurazione.

    Ti dici la metafisica, ma io non penso che la metafisica sia natura, perché è appunto meta-fisica: come dice il nome, sta al di là della natura: non è natura, è una configurazione, è ciò che permette alla natura di essere ciò che è. Il Logos è un concetto che noi afferiamo rendendoci conto che il mondo c’è. Non ha a che vedere con il “cosa è” di un qualunque ente nel mondo, frocio, famiglia, animale, il dio che crea: ha a che vedere con il fatto che la realtà è in un certo modo (logica, matematica, fisica, valori etcetera).

    Io penso alle noccioline che conto e alla matematica che mi permette di contarle: tu diresti che la matematica è un ente come le noccioline?
    Ancorché oltrenaturale?
    Io non direi che è un ente.

  12. Simenza ha detto:

    Capito, la mia era solo un ipotesi. Allora se dio non è un ente, perchè gli enti sono solo in natura, cos’è? Per i credenti intendo. Voglio dire qualcuno sa qual’è la definizione filosofica ufficiale di “dio” della chiesa cattolica? O meglio che posto occupa dio nell’ontologia cattolica? Cos’è? Chiedo tutto questo ja, perchè, ti ricordi la scuola di filosofia dei domenicani di bologna? Beh sul loro volantino l’ontologia era presentata con una frase che andava pressapoco così:
    “L’ontologia è lo studio degli enti etc. etc….fino ad arrivare allo studio dell’ente perfettissimo.” Cosa che mi ha sempre fatto sorgere dubbi.

  13. wormholeseeker ha detto:

    @ simenza: scusami la brutalità, ma il dio della chiesa cattolica è semplicemente un’invenzione dell’immaginazione umana…

  14. jacopo nacci ha detto:

    @Simenza

    non dimenticare che i domenicani sono di scuola aristotelica; o almeno così ci è stato insegnato, vedi Tommaso.
    Ora, a quanto ne so, per Tommaso Dio è un ente (questo non impediva al domenicano Eckhart di dire, dopo di lui, che chi concepisce Dio come un ente è un peccatore).
    Ma questa concezione, aristotelica, non è l’unica: c’è Agostino, c’è Paolo, c’è Cusano, c’è la teologia negativa, ce n’è di gente da cui puoi attingere concezioni diverse.
    Il tomismo, a quanto ne so, non è più la dottrina ufficiale della chiesa cattolica, anche se è prevalente.

    Ti segnalo peraltro che, anche secondo Tommaso, Dio è sì un ente, ma consta di pura forma, senza materia. Qualsiasi cosa ciò possa significare. Residui di concezioni altre?

    @Worm

    scusami la brutalità

    Vuoi essere brutale e vuoi però essere scusato! Tu vuoi tutto!
    Ahahahah!

  15. wormholeseeker ha detto:

    ma come don!? non sapevi della mia smodata avidità!?

  16. anarcadia ha detto:

    “Tu vuoi tutto!”

    ILLMO-NDOE’MMMIOOOO!!!!

    :DD

  17. wormholeseeker ha detto:

    ahahahahahahahhaha..grandioso!

  18. anarcadia ha detto:

    Davvero :D

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