Della Bella recensisce Dreadlock

jacopo nacci, 27 Dicembre 2011
Antonio Sileo, Dreadlock

Dreadlock visto da Antonio Sileo

E’ in questi vuoti di secondo livello, apparentemente immateriali, che l’io narrante si avventura per stanarne ogni pulsione di morte, ogni concreta ferocia, ogni subdolo rischio di assuefazione all’insensibilità, per poi uscirne intatto nella forma di un’umanità superstite, forse ancora capace di vita e di senso. Si tratta di un corpo a corpo molto simile a quello che ingaggia il supereroe Dreadlock a difesa dalle ingiustizie.
Quest’ultimo, anche se da un piano diverso (dall’alto dei tetti, e con le trasfigurazioni che per fortuna nulla hanno a che vedere con le maschere funerarie della virtualità televisiva), nel fluire della narrazione in parte si avvicina al protagonista (e, attraverso lui, anche al narratore), in un gioco di intersezioni e sovrapposizioni che allude a una pluridimensionalità dell’io irriducibile anche al principio di realtà.

Marina Della Bella recensisce Dreadlock qui.

L’autore del ritratto di Dread è Antonio Sileo.

Segui il rizoma

Intervista su La zona morta Getter Robot G, 1975 Stavo studiando i super robot da narratore. Inoltre a un certo punto mi sono reso conto che, mentre tenevo laboratori di narraz...
Un nuovo estratto da Guida ai super robot Astroganger, 1972 Tutti sappiamo come stanno le cose: il tipico super robot è un eteroma, una macchina inerte che si muove solo con l’intervento d...
Francesco Cristiano recensisce Dreadlock Una fittissima rete di collegamenti fra i pochi protagonisti, le citazioni sull’attuale realtà italiana che in questo momento imperversa, sono racco...