Dimanche

jacopo nacci, 3 aprile 2011
Don't tell me what to do

Foto presa da ilfiglioditarantula.tumblr.com

Il demonio ingannerà alcuni nel modo seguente. In maniera del tutto straordinaria infiammerà i loro cervelli di passione per l’obbedienza alla legge di Dio e per la distruzione del peccato negli altri.

Non li tenterà mai con qualcosa di apertamente malvagio. Li renderà invece simili a quei prelati indaffarati che vigilano su tutti gli stati della vita cristiana, come fa un abate sui suoi monaci. Essi allora rimprovereranno tutti per le loro mancanze, come se avessero cura delle loro anime. Pensano di non potere, per amor di Dio, fare altrimenti. Però proclamano a tutti le mancanze che vedono in loro, dicendo di essere spinti a questo dal fuoco della carità e dell’amore per Dio che alberga nel loro cuore. E in verità mentono, perché è invece per il fuoco dell’inferno che cresce nel loro cervello e nella loro immaginazione.
Che questa sia la verità sembra dimostrato da ciò che segue. Il diavolo è uno spirito, e per natura non ha, come anche un angelo, alcun corpo. Tuttavia, ogni volta che il diavolo o un angelo prendono corpo, con il permesso di Dio, per compiere qualcosa su un essere umano, quel corpo rifletterà, almeno in parte, la natura della loro missione. Di questo abbiamo esempi nelle Sacre Scritture. Ogni volta che nel Vecchio o nel Nuovo Testamento un angelo è inviato in forma corporea, viene sempre mostrato, per mezzo del suo nome o della natura del suo corpo, quale sia il suo messaggio spirituale. Lo stesso è del demonio: quando appare in forma corporea, riflette in alcune proprietà del suo corpo ciò che i suoi servi sono in spirito.
Un esempio solo basterà fra i tanti. Dai discepoli della negromanzia, i quali sostengono di sapere come evocare gli spiriti malvagi, e da altri cui il diavolo è apparso sotto specie corporea, apprendo che, in qualunque forma egli appaia, ha sempre una sola narice grossa e larga e che volentieri la solleva in alto così che si possa guardare, attraverso di essa, su fino al cervello nella testa. E questo cervello non è altro che il fuoco dell’inferno, perché il diavolo non possiede altro cervello. E se riesce a far sì che un uomo vi guardi, non chiede di meglio, perché, guardandovi, l’uomo perde per sempre il proprio intelletto. Ma il perfetto apprendista di negromanzia sa bene tutto questo ed è in grado di controllarlo in modo che non gli porti danno.
Perciò è come dico e come ho detto: ogniqualvolta il diavolo prende corpo, riflette in alcune proprietà di quel corpo ciò che i suoi servi sono in spirito. Egli infatti infiamma a tal punto l’immaginazione dei suoi contemplativi con il fuoco dell’inferno che all’improvviso, senza alcuna discrezione, quelli sputano fuori le loro strane opinioni e senza pensarci sopra cominciano subito a rimproverare gli altri per le loro colpe. E questo accade perché, spiritualmente, essi hanno una sola narice. Perché quel setto che si trova fisicamente nel naso umano e che divide una narice dall’altra, significa che un uomo dovrebbe avere discrezione spirituale e dividere, distinguendoli, il bene dal male, e il male dal peggio, e il bene dal meglio, prima di esprimere un giudizio su qualcosa che ha sentito, o visto fare e dire, attorno a lui. Per il cervello umano si intende, spiritualmente, l’immaginazione, perché per natura essa dimora e opera nella testa.

Anonimo inglese, secolo XIV, La nube della non conoscenza.
Traduzione di Piero Boitani.

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