Dischi d’autunno: Relentless

Jacopo Nacci, 26 novembre 2007

Relentless è probabilmente l’album più sconosciuto dei Pet Shop Boys, sempre che di album si possa parlare, dato che Relentless consta di soli sei pezzi e uscì in edizione limitata abbracciato a Very (1993). Tuttavia, dell’album Relentless ha la compattezza, il concetto che lega assieme i pezzi. Registrato durante le sessioni di Very, Relentless è un tuffo in quell’abisso di suoni di cui i brani più conosciuti dei Pet Shop Boys rappresentano la superficie. Metterlo vicino a Very è un buon esercizio. Diletto ancor maggiore si trae dedicandosi al disco in sé.
Sarebbe fuorviante pensare a Relentless come a una semplice registrazione di sperimentazioni relative a un dato momento nella storia del gruppo: l’album è di un’urgenza che non lascia spazio a dubbi: questo disco andava fatto.
Un’accurata, breve summa della musica elettronica: “KDX 125” sfreccia attraverso gli Underworld, i Depeche, i Kraftwerk. Eppure ogni singolo suono nasce all’interno di un modo di sentire il mondo che è irriducibilmente Pet Shop Boys. Si ascolti, sentimento e maestria, “Forever in love”: si noti nel finale lo stacco di un campione vocale messo nel punto estaticamente esatto. Piccole trance quotidiane si spalancano all’improvviso su teatri d’epica e di dramma. “The man who has everything” è un magone su sequencer, inchioda il cuore al beat per farti piangere quando arrivano i campioni.


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2 commenti a “Dischi d’autunno: Relentless”

  1. anarcadia ha detto:

    Io so solo che Jago me l’ha doppiato, ed è in tutta onestà una figata ciclopica.

  2. anarcadia ha detto:

    Dimenticavo: “The man who has everything” l’hai descritta che meglio non si poteva, I think

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