Ecco fera faccia di Gwar n.7

Jacopo Nacci, 11 agosto 2008

Di solito non perdona per non ingannare l’interlocutore: l’interlocutore è portato, no, non è portato: è proprio pronto. A prendere il perdono come un proscioglimento, la grazia come inequivocabile indice di scarsa profondità dell’effrazione, no: addirittura come una assunzione di colpevolezza da parte dell’innocente (“Tu hai inventato un caso, lo sapevo, non è mai stato nulla!”). Perdonare senza manifestarlo, dunque, perdonare solo interiormente: per restare nella verità, tutta, su entrambi i fronti: lo pensa mentre è steso sul letto, nudo e a pancia all’aria, mangia una pizza bianca ricoperta di stracchino e si lascia cadere briciole, sale e rosmarino tra i peli del petto, lo sguardo fisso nel convergere di parete e soffitto, la bocca che lentamente mastica.

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4 commenti a “Ecco fera faccia di Gwar n.7”

  1. anarcadia ha detto:

    “Di solito non perdona per non ingannare l’interlocutore”

    E’ un rischio che si corre.

    “Perdonare senza manifestarlo, dunque, perdonare solo interiormente”

    Di quale dono godrà il destinatario? Un dono è un dono e una porta in faccia è un dono del cazzo, anche se dietro c’è la tua foto appesa e circondata di cuoricini, mi pare. Ora come ora capirei un perdono concèsso solo su richiesta, per l’onestà che dici: me lo chiedi, quindi sai che stai dalla parte del debitore, e quindi non fraintendi. Perlomeno il donatore èvita pure di confondere pigrizie autogiustificazioniste o potenziali autocompiacimenti a costo zero, ad esempio, col suo vago ed intangibile “perdono”, che ne dici?

  2. jacopo nacci ha detto:

    Prima di meditare più a fondo su quanto scrivi lasciami premettere che potrei anche essere d’accordo con te (potrò saperlo solo dopo che il mal di testa mi avrà abbandonato): non è che io giustifichi ogni scelta di Gwar.

  3. anarcadia ha detto:

    In pratica: nessun “costo zero” per il penitente (che riceve senza chiedere, potendo fraintendere a danno della propria crescita) e nessun “costo zero” neppure per il donatore di grazia, che si trova ad affrontare umanamente colui da cui crede di avere ricevuto torto. Che poi se vogliamo è il principio della confessione nel cattolicesimo, dove il superamento del “costo zero” per il penitente è previsto in quel caso (Dio ha pagato la sua parte con la morte e risurrezione del Figlio, invece: nessun “costo zero” neppure per Lui), nello sputtanamento personale alle orecchie di un interlocutore non soltnto visibile, ma anche cazziatore, ahahah!

  4. anarcadia ha detto:

    “non è che io giustifichi ogni scelta di Gwar”

    Ovviamente :D

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