Ecco

Jacopo Nacci, 15 novembre 2006

Caro J.,
le scrivo in qualità di amministratore dell’Istituto La Casa della Gioia per domandarle quante persone le abbiano telefonato per iscriversi al corso di filosofia che lei terrà presso il nostro Istituto La Casa della Gioia.
Saluti.
L.

Caro L.,
le scrivo per comunicarle che finora non si è iscritto nessuno, tanto che io per primo credevo che i volantini non fossero ancora stati lanciati. Avendo trascorso la primavera e l’estate e buona parte dell’autunno a preparare questo corso, sono piuttosto preoccupato.
Saluti.
J.

Caro J.,
le scrivo per comunicarle che i volantini sono stati diramati dal nostro Istituto La Casa della Gioia da circa una settimana, in numero di ben 200 copie delle quali 120 sono state spedite al collegio dei giovani ingegneri idroelettrici di Pisa in trasferta, mentre 80 sono state inviate agli anziani che seguivano i corsi di computer per anziani. Evidentemente non c’è stato il riscontro sperato.
Saluti.
L.

Caro L.,
credo che sia indispensabile destinare i volantini informativi anche ad altri luoghi: le strade della città, le facoltà – per esempio scienze della formazione e scienze della comunicazione, dato che il corso prevede di analizzare i suddetti temi dal punto di vista della filosofia antica – senza tralasciare biblioteche e palestre, essendo il corso aperto a tutti e studiato per essere di facile accessibilità.
Saluti.
J.

Caro J.,
in qualità di amministratore dell’Istituto Casa della Gioia potrò chiedere alla nostra tirocinante iscritta al corso di scienze della formazione di portare volantini in numero di due o tre, che farò appositamente stampare, presso quella facoltà.
Saluti.
L.

Caro L.,
lasci pur tranquilla la sua tirocinante: verrò personalmente a stampare a mie spese altri volantini e a distribuirli in città.
Saluti.
J.

(Calcio alla sedia, lancio della pila di libri paper e appunti, imprecazione, pugni stretti, occhi chiusi. Squilla il telefono)

-Pronto?
-Pronto…
-Sì, chi parla?
-Io sono Sandro Garelli.
-Buonasera Signor Garelli, cosa posso fare per lei?
-Ecco.
-…
-Ecco. Io leggo qui… aspetti che metto gli occhiali… io leggo qui il volantino della Casa della Gioia “Le strategie dell’anima… filosofia… educazione etica e comunica… comunicazione”.
-Sì.
-Ecco. Io voglio sapere delle cose.
-Certamente: sono qui per questo. Mi dica.
-Ecco. Insomma. Ma questo non è un corso del computer per gli anziani.
-No, Signor Garelli: è un corso di filosofia.
-Ecco. Ma io non voglio mica fare questo corso.
-Non c’è problema Signor Garelli, a sua discrezione.
-Ecco. Ma io avevo detto di mandarmi le cose di quando facevate il corso del computer.
-Capisco Signor Garelli.
-Ecco. Non del corso di filosofia. E cosa diamine me ne frega a me del corso di filosofia? Niente.
-Immagino, Signor Garelli: credo che debba rivolgersi alla Casa della Gioia e chiedere che le siano mandate solo le informazioni relative ai corsi di computer.
-Ecco. Ma ci sono dei corsi del computer che cominciano o no? Eh.
-Non lo so, Signor Garelli, ma può tranquillamente domandarlo alla Casa della Gioia.
-Ecco. Appunto. Insomma. Eh.
-…
-Ecco. Aspetti. Io qui leggo “filosofia”… ma son cose importanti queste, mica si può. Faccia un po’ vedere: “Socrate”… e chi lo sa cosa dice Socrate, no?
-Be’ vede…
-No! Dice pace e volersi bene. Ecco. No?
-…
-Ecco. Mica si può, e chi sa davvero cosa dice Socrate? Nessuno. Son cose serie, queste. Insomma.
-L’insegnante si è laureato con una tesi sulla filosofia socratica, Signor Garelli.
-Ecco. Ma cosa diamine c’entra con il computer? Non c’entra niente.
-Niente, indubbiamente.
-Ecco. Appunto.
-…
-Comunque grazie. Lei è stato molto gentile.
-Grazie a lei, Signor Garelli.
-Ecco.

Clic.

(Rimettere in piedi la sedia, raccogliere i libri e gli appunti, stringerli a sé, chiudere gli occhi, sentire l’amore).

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