Enfasi

Jacopo Nacci, 24 giugno 2009

Giorgio Vasta, Il tempo materiale, Minimum Fax

Dopo la quinta ora facciamo la strada insieme. Scarmiglia sta zitto, Bocca discute, io rispondo. Parliamo ancora dei comunicati, della loro lingua. Bocca ne è conquistato, gli piace l’enfasi, le loro frasi precise e feroci.
Lo ascolto, ci penso, mi rendo conto che se anche ne avverto la fascinazione nella loro lingua c’è qualcosa che qualcosa che mi mette in imbarazzo, una pena per il dogmatismo imparaticcio, per l’enfasi puerile. Eppure io per primo sono enfatico. Non posso non esserlo perché so, come lo sanno le Br, che l’enfasi è l’unico modo per accedere alla visione, alla profezia della storia. Certo, si diventa ridicoli, ma non ci sono alternative: tra l’ironia e il ridicolo scelgo il ridicolo.

Giorgio Vasta, Il tempo materiale

Segui il rizoma

Lundi Perdonare. Non si può. Quando qualcuno ci ha fatto del male, si creano in noi determinate reazioni. Il desiderio della vendetta è un desiderio di equi...
Indignazione e satira nell’Osceno «Fa ancora parte dell'indifferenza prodotta dall'Osceno il fatto 
che ci si indigni. Benché appartenga alle reazioni spontanee che questo 
sistema p...
Dimanche E' vera Dimanche quando capisci che per trovare un punto d'appoggio devi perdere tutti i punti d'appoggio, uno dopo l'altro, fino all'ultimo. Il vuot...
Cosa fa Omar Fantini (parte quarta) Una domanda è emersa più volte, tra i commenti ai post di questa serie e le email ad essi relative che ho ricevuto: ma non si starà attribuendo un’i...

Pubblica un commento