Fuori (due)

Jacopo Nacci, 9 agosto 2008

Anonimo, Inferno

O luce delle luci, nella quale, all’inizio, io posi la mia fiducia, ascolta, luce, la mia penitenza! Cattivi pensieri sono penetrati in me, salvami, luce!
Guardai, o luce, alle parti inferiori e vidi una luce; pensai: voglio recarmi in quel luogo e prendere quella luce.
Andai, e mi trovai nelle tenebre del caos inferiore, ma non fui più in condizione di affrettarmi a uscirne per ritornare al mio luogo; mi oppressero, infatti, tutte le emanazioni dell’Arrogante, e la forza dall’aspetto di leone mi tolse la luce che era in me.
Alzai grida di aiuto, ma la mia voce non proruppe dalle tenebre. Guardai in alto affinché mi venisse aiuto da quella luce nella quale avevo posto fiducia.
Allorché guardai in alto, vidi tutti gli arconti degli eoni che, numerosi, guardavano giù verso di me e si rallegravano: non avevo fatto loro alcun male, essi mi odiavano senza motivo.
Quando le emanazioni dell’Arrogante videro che gli arconti degli eoni si rallegravano a mie spese, compresero che gli arconti degli eoni non sarebbero venuti in mio aiuto. Quelle emanazioni, che mi opprimevano con forza, si fecero coraggio e mi sottrassero la luce, che io non avevo preso da loro.
[…]
Di mezzo al caos e di mezzo alle tenebre, la mia forza guardò fuori: aspettavo che venisse il mio compagno e combattesse per me, ma non è venuto.

Pistis Sophia, 32, 2-5; 21

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7 commenti a “Fuori (due)”

  1. anarcadia ha detto:

    Mentre rifletto su questo a me finora sconosciuto testo, in accostamento (credo) a quello evangelico precedente, lascio qui per la riflessione altri due brani scritturali (da Matteo) che mi sono venuti in mente approcciandomi alla provocazione di Jacopo:

    ‘Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: “Perché parli loro in parabole?”. Egli rispose: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell`abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.” (13, 10-13)

    Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l`interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell`abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti .’ (25, 24-30)

  2. jacopo nacci ha detto:

    “Provocazione”?

  3. jacopo nacci ha detto:

    Oddio, credimi, ho postato dei passi che mi sentivo di postare. ^^”

  4. anarcadia ha detto:

    Sì, in senso buono, intendo “provocazione” come stimolo alla ricerca ed occasione per sollevarsi dagli adagi di comodo dei “luoghi comuni”. Sbaglio? :)

  5. anarcadia ha detto:

    Ah, ochèi, siccome avevano lo stesso titolo, sospettavo ci fosse dietro il suggerimento ermetico di una correlazione nata tra i due brani nella tua testa :D

  6. jacopo nacci ha detto:

    In entrambi qualcuno è fuori.

  7. anarcadia ha detto:

    Ahahah, ho capìto :DD

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