Trappola

jacopo nacci, 16 agosto 2010

Chupa Freud— Bene, adesso facciamo che tu sei la tua cacca.
– Bene, sono la mia cacca.
– Come ti vedi?
– Mmm. Un bel cubotto di cacca, inodore, di color gianduia.
– Quindi: hai detto che tu sei una cacca.
– No, calma: tu hai detto che io dovevo fare finta di essere la mia cacca. Io non ho detto “io sono una cacca”. Cioè l’ho detto, ma non in questi termini, perché tu mi hai detto di dirlo.
– Sta di fatto che tu hai detto, in seguito alla mia richiesta, “Io sono una cacca”.
– No, guarda, non puoi dirmi “Di’: io sono la mia cacca” e poi dirmi – punto il dito, faccio una voce da ragazzino – “Hai detto che sei una cacca”.
– Non ho fatto quel gesto lì, non ho fatto quella voce lì. Dimmi perché ti viene da reagire così.
Considero che ha ragione su quest’ultimo punto, ma che sostanzialmente la faccenda rimane la stessa, ciononostante accolgo la richiesta.

– Perché il passaggio da una richiesta come quella che tu mi hai fatto, di fare finta di essere la mia cacca, al dirmi poi che io ho detto che sono una cacca, non mi pare lineare, mi pare ambiguo, come una trappola.
– Quindi secondo te il tuo clinico, che sarei io, ti tende le trappole.
– Eh no. Io non ho detto che il mio clinico mi tende le trappole, puoi al massimo tradurre quello che ho detto con “Quindi secondo te il tuo clinico ti ha teso una trappola”.
– Be’, è la stessa cosa: secondo te il tuo clinico ti tende le trappole.
– Ma no! Il presente indicativo in italiano vuole dire un’altra cosa: significa un’azione abitudinaria, una tendenza, o un disegno; dire che qualcuno “tende le trappole” significa che lo fa per abitudine, mania, o secondo un progetto; e io non ho detto questo. Continui a mettermi in bocca cose che non ho detto.
– Quello che dici tu non è il presente indicativo! E’ il presente progressivo!
– No, guarda, non è così. Il presente progressivo è “Io sto andando a scuola”, ora, in questo momento; il presente indicativo è “Io vado a scuola”, che significa che frequento una scuola dove presumibilmente mi reco regolarmente, ed è pure possibile che nel momento in cui lo dico io non sia a scuola né stia andando a scuola.
– Ma se dico “Io mangio la mela” è adesso o no?
– Può darsi, ma se dico “Io mangio le mele”, al plurale, significa che io mangio le mele abitualmente, così come se dico “Il mio clinico tende le trappole” non è la stessa cosa che dire “Mi ha teso una trappola”.
– Ma io l’ho detto al singolare.
– Al singolare.
– Sì. Io ho detto “Quindi secondo te il tuo clinico tende la trappola”.
– Tu hai detto “…Tende la trappola”.
– Sì.
– Quanto ti devo? – mi alzo, tiro fuori il portafoglio, metto sessanta euro sulla scrivania – to’, prenditi le trappole. Ci vediamo.

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3 commenti a “Trappola”

  1. mauromirci ha detto:

    Bellissimo esempio di resezione longitudinale del capello in quattro parti uguali.

  2. Jacopo Nacci ha detto:

    Commento che il nevrotico in me, Mauro, prenderà come un complimento. ^^

  3. VanDerLubbe ha detto:

    A me ha colpito “inodore”. Sarà.

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