L’aria generale

Jacopo Nacci, 6 febbraio 2008

Questi attacchi alla tradizione razionalista occidentale sono particolari sotto molto aspetti. Innanzitutto, il movimento in questione è in gran parte limitato a diverse discipline umanistiche, come anche ad alcuni dipartimenti di scienze sociali e a determinate scuole di giurisprudenza. La componente antirazionalista della scena attuale ha avuto – finora – una scarsa influenza nella filosofia, nelle scienze naturali, nell’economia, nell’ingegneria o nella matematica. Benché alcuni dei suoi eroi siano filosofi, essa ha avuto scarsa influenza nei dipartimenti di filosofia americana. Si potrebbe pensare che, poiché gli argomenti in gioco sono profondamente di natura filosofica, il dibattito sul curriculum, legato al desiderio di rovesciare la tradizione razionalista occidentale, debba imperversare nei dipartimenti di filosofia. Ma, per lo meno nelle principali università di ricerca americane, non è così. I filosofi accademici trascorrono molto tempo affannandosi attorno ai confini della tradizione razionalista occidentale. Sono ossessionati da domande del tipo: “Qual è l’analisi corretta della verità?”, “Come fanno le parole a riferirsi a oggetti del mondo?” e “Le entità inosservabili postulate dalle teorie scientifiche  esistono davvero?”. Come il resto di noi, tendono a dar per scontato il fulcro della tradizione razionalista occidentale persino quando stanno dibattendo sulla verità, il riferimento o la filosofia della scienza. I filosofi che rigettano esplicitamente la tradizione razionalista occidentale, come Rorty o Derrida, hanno molta più influenza nei dipartimenti di letteratura di quanto non ne abbiano in quelli di filosofia.
Un secondo aspetto, per certi versi più sconcertante, è che è molto difficile trovare argomentazioni chiare, rigorose ed esplicite contro gli elementi fondamentali della tradizione razionalista occidentale. Di fatto, non è tanto sconcertante se si considera che parte di ciò che viene attaccato è l’intera idea di «argomentazioni chiare, rigorose ed esplicite».
[…]
A volte le “argomentazioni” si presentano più come slogan e gridi di battaglia. Ma l’aria generale di frivolezza vagamente letteraria che pervade la sinistra nietzscheanizzata non viene considerata un difetto. Molti di loro pensano che questo sia il modo in cui si suppone debba condursi la vita intellettuale.

John Searle, Occidente e multiculturalismo

Segui il rizoma

Ormai più Ormai più bagnati non si può diventare; solo bisogna cercare di muoversi il meno possibile, e soprattutto di non fare movimenti nuovi, p...
Poi gliene diede un secondo Da Erano solo ragazzi in cammino, di Dave Eggers, traduzione di Giuseppe Strazzeri: «Buongiorno!» disse mio padre sopra di me. Il saluto con cui lo...
NOI Facciamo passare qualche giorno, aspettiamo che tutti si persuadano che l'emergenza è passata, che si è trattato di un paio di bravate e niente più. P...
Le categorie dello spirito "Oh, ragazzi, attenti, c'è coso... Giulio... Il Dimpe... Che sta vomitando!". Il Dimpe si è cacciato due dita in gola, e in piedi in mezzo al prato si...

2 commenti a “L’aria generale”

  1. anarcadia ha detto:

    “Molti di loro pensano che questo sia il modo in cui si suppone debba condursi la vita intellettuale”

    Mi pare un’argomentazione velatamente arrogante.

  2. jacopo nacci ha detto:

    Ahahah! Vero, ma ci sta da dio.

Pubblica un commento