L’ira dei giusti

jacopo nacci, 3 dicembre 2010

Di solito, quando segnalo un post, o un articolo o, come in questo caso, un commento, ne prendo un brano particolarmente rappresentativo o che mi ha particolarmente colpito, lo riporto su Yattaran e metto il link al pezzo integrale.
Di questa risposta di Roberta De Monticelli all’articolo che Marcello Veneziani ha dedicato, sul “Giornale”, all’ultimo libro di De Monticelli, La questione morale, non ho saputo quale parte scegliere.

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4 commenti a “L’ira dei giusti”

  1. barbara ha detto:

    Sarò banale ma a me viene in mente, tra l’ira dei tanti giusti, quella indiscutibile poichè moralmente condotta fino all’ultimo, di Gramsci nella “città futura”, lì egli ci chiarisce scolpendo parole indelebili, qual è il peso morto della storia, quanto l’ingiusto e il male siano responsabilità degli indifferenti, si scaglia appassionatamente contro chi non prende mai una posizione quasi a rimarcare la differenza tra sé stesso e la feccia responsabile dell’irresponsabilità sulla sorte della polis.
    Gran bella risposta quella della De Monticelli, grazie J.

  2. jacopo nacci ha detto:

    Grazie a te, Barbara.
    Ho provato a leggere i commenti all’articolo di Veneziani sul Giornale. Ecco. La volgarità, la pochezza degli argomenti, l’ignoranza, la sconcertante incapacità di decodificare gli argomenti altrui, il cameratismo, spesso la totale assenza di logica, che ho rilevato nella stragrande maggioranza di quei commenti, mi spingono a credere che nessun cambio di governo possa salvare questo paese.

  3. barbara ha detto:

    E sì, i toni di Veneziani sono storicamente ben identificabili, parla così perché riscuote facilmente, in assoluta malafede, il consenso che cerca, non c’è proprio più niente da fare, che dire e soprattutto che farsene dei partiti d’opposizione che non s’oppongono, tutti presi in continui quanto teneri atteggiamenti di favore verso i governanti, di schieramenti partitici fatti di ambiziosi e al tempo stesso insicuri figuri all’interno dei quali se solo provi a rivoluzionare il pensiero politico sei fuori? Quando un paese reitera certe scelte pur avendole vissute in modo tragico sulla propria pelle, non è solo un cambio di governo che lo salva, credo sempre più che Monicelli parlasse con grande cognizione di causa. Tuttavia io continuo a credere nel Camusiano mi rivolto dunque siamo. Ecco.
    Ciao J. :)

  4. federica sgaggio ha detto:

    Sull’assenza di speranza per il Paese, Jacopo, sono d’accordo con te.
    E la cosa peggiore è che non me ne importa quasi più niente.

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