Sul pianeta Gramel

jacopo nacci, 5 settembre 2011

Sul pianeta Gramel i datori di lavoro sono laureati in filologia romanza e né loro né i loro dipendenti hanno alcun pregiudizio verso chi ha studiato. Sul pianeta Gramel, se rispondi a un annuncio per lavare i piatti e pulire i cessi e c’hai una laurea, ti assumono lo stesso, e non ti dicono “Ma lei qui che ci viene a fare?” o “Cerchiamo qualcuno meno qualificato” o “Lei non ha alcuna esperienza in questo lavoro” o “Ahahahahahahahah”. Sul pianeta Gramel poi i lavori si rifiutano perché i Gramel sono schizzinosi, non perché il lavoro in questione è il terzo stage non retribuito, o perché quello che spendi per recarti sul posto di lavoro è più di quello che ti ritrovi in busta paga. Sul pianeta Gramel è del tutto sconosciuto quel processo devastante nel quale si ritrova chi, ricevendo i primi rifiuti, tenta di accaparrarsi altri titoli di studio e attestati, master, corsi, stagini, e poi, ricevendo altri rifiuti, divora un manuale a settimana inseguendo formazioni che non ha e progetti senza speranza, e, ricevendo nuovi rifiuti, toglie i titoli dal cv (e si sente domandare “Ma allora in tutti quegli anni lei che ha fatto? Sarà mica un mantenuto che non ha voglia di lavorare?”) e, ricevendo gli ennesimi rifiuti, ricomincia il ciclo dal principio. Sul pianeta Gramel i lavori manuali sono disprezzati e, quando gli fai notare che sulla Terra sono i lavoratori cognitivi a beccarsi spesso dei fannulloni e che qui viene fomentata una guerra tra poveri di formazioni diverse, i Gramel cadono dalle nuvole (il pianeta Gramel è pieno di nuvole). Sul pianeta Gramel continuano a vivere sul pianeta Gramel, però oh, ti leggono con interesse e totale partecipazione.

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3 commenti a “Sul pianeta Gramel”

  1. laura ha detto:

    Io comunque questo chiarissimo riferimento agli speculatori in Borsa, nel pezzo di Gram, non l’avevo notato. Da notare invece il suo lapsus: “mi riferivo a chi passa 8 ore a investire in Borsa NON A CHI PASSA 8 ORE A GOOGLARE”. quindi, di fatto tu e gli altri che studiate e cercate lavoro e formazione, state a googlare.
    Comunque per favore: cessa questo confronto. L’abilità dialettica con cui lo gestisci, è ancora più frustrante. Perché fai parte di quei disperati. E non c’è meritocrazia.

  2. jacopo nacci ha detto:

    Laura, che confronto dovrei cessare? Ho pubblicato solo questo post. ^__^
    Poi, sinceramente, io non mi sento disperato. Sono solo molto arrabbiato.

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