Svegliami 3

Jacopo Nacci, 12 febbraio 2007

C: -Guarda, te lo dico senza giri di parole: abbiamo preso Luca. Mi spiace.
J: -Luca?!
C: -Luca. È andata così, l’abbiamo già assunto, non prendertela.
J: -Non me la prendo. Però sono sorpreso: Luca è un grafico. Bravo, percarità, ma non riesce a mettere nemmeno gli accenti sulle “è”.
C: -E be’? Mica ci importa che sappia mettere gli accenti sulle “è”: ci importa che sappia tirar su una linea grafica dal niente. Tu ci sai tirar su una linea grafica dal niente?
J: -Ma… ma stavate cercando un editor!
C: -Ah ah ah… Hai ragione.

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33 commenti a “Svegliami 3”

  1. wormholeseeker ha detto:

    tecnici e nient’altro..perchè c’ho che conta è la forma, non il contenuto….

  2. jacopo nacci ha detto:

    Caro WHS, ti confesso di aver smesso di fare considerazioni e distinzioni. Il mio occhio ormai è solo in grado di percepire l’assurdo, ciò che è privo di senso, distillato in minuscole note quotidiane.

  3. anarcadia ha detto:

    “E be’? Mica ci importa che sappia mettere gli accenti sulle “è”: ci importa che sappia tirar su una linea grafica dal niente.”

    Vedi comm. #35, al post precedente.

  4. anarcadia ha detto:

    Sì sì, volevo proprio dire quello. E te lo confermo nella risposta al tuo pvt! :)

  5. jacopo nacci ha detto:

    Anarcadia, scusa ma l’affermazione dell’interlocutore non fa una piega con il suo (solo il suo) implicito: se ho bisogno di un grafico non guardo se mette gli accenti sulle “è”. Cioè io lo guarderei, ma è legittimo e ragionevolissimo che l’interlocutore possa scegliere di non basare la sua valutazione su quello.

  6. MaxBartender ha detto:

    Jago tu non sai mettere i puntini sulle A

  7. lilith979 ha detto:

    Comunque Jago li becchi tutti tu: a me (a parte che non mi chiamano neanche per i colloqui) non hanno mai detto in faccia che prendevano qualcun’altro per questo quello e quell’altro motivo.

  8. jacopo nacci ha detto:

    @Max:
    Beda a fè magnè ma i sarpent. :-)

    @Lilith:
    probabilmente i tuoi sono normali.

  9. lilith979 ha detto:

    Hanno il senso del pudore più che altro.

  10. jacopo nacci ha detto:

    Hanno il senso del pudore più che altro.

    Da tempo penso che il pudore sia il sintomo di un’estrema sensibilità logica, un desiderio di non violare principi d’identità e non contraddizione relativi alla propria persona. Effettivamente uno che ti dice che cerca un x e poi assume un y non deve badare molto alla simmetria dell’anima: è come andare in giro tutti storti o con un orecchio al posto del naso e non vergognarsene.

  11. lilith979 ha detto:

    Non ci crederai…stavo pensando proprio a questo post, che ho letto 10 minuti fa. Secondo me , da quel poco che ne ho capito dopo sommaria lettura, sei tu a trovarti in condizione di aporia.

  12. jacopo nacci ha detto:

    sei tu a trovarti in condizione di aporia

    Vero. Ciò che mi consola è che, con Socrate, non ritengo vergognosa l’aporia cosciente, mentre al contrario ritengo esteticamente inammissibile il trovarsi in contraddizione con se stessi.

  13. utente anonimo ha detto:

    trovarsi in contraddizione con sè stessi e non esserne coscienti o esserne coscienti ma non porsi il problema: questo lo ritengo esteticamente inammissibile…anzi “umanamente” inammissibile.

  14. utente anonimo ha detto:

    whs

  15. lilith979 ha detto:

    la seconda che hai detto.

  16. jacopo nacci ha detto:

    non esserne coscienti o esserne coscienti ma non porsi il problema

    Uh, WHS, che abissone che vai ad aprire. Mi riprometto di tornarci su.

  17. lilith979 ha detto:

    Vero. Ciò che mi consola è che, con Socrate, non ritengo vergognosa l’aporia cosciente, mentre al contrario ritengo esteticamente inammissibile il trovarsi in contraddizione con se stessi.

    Intendi dire che sei in contraddizione, ovvero metti in discussione anche quelli che dovrebbero essere “assunti fondamentali” (tipo “il bello è anche buono” di Socrate)?
    credi di non avere principi e valori assoluti?

  18. jacopo nacci ha detto:

    No, non mi sembra di aver detto questo. L’ho detto?

  19. lilith979 ha detto:

    Quello che hai detto l’ho riportato in corsivo. Il resto è una mia deduzione di cui ti chiedevo conferma.
    Ma forse preferisci svagarti un attimo venendo a discutere sulla grossolanità di Gianna Nannini su Vitabeffarda.

  20. jacopo nacci ha detto:

    No, percarità.
    Intendo dire che sono in aporia, e che cerco di non essere in contraddizione.
    Su questo, almeno su questo, cero di seguire Socrate.

    [oppongo l’aporia cosciente alla contraddizione perché non sono portato a considerare l’aporia una contraddizione in senso pieno: nel momento in cui essa appare (appare, appunto, come aporia) già non è più paragonabile alla condizione del credere due cose incompatibili contemporanamente.
    L’aporia è condizione umana normale, la contraddizione vergognosa cui la oppongo non è quella tra i due corni dei suoi termini finché non sono coscienti, bensì quella tra lo stesso essere in aporia e il credere di sapere.]

  21. lilith979 ha detto:

    Secondo me ti farebbe bene, invece.

    Quindi, la cosa spregevole del datore di lavoro in questione è che non si rende conto di essere in aporia?

  22. jacopo nacci ha detto:

    No, Lilith. Come dicevo poc’anzi credo che (almeno nei termini narrativi platonici) l’aporia, proprio come forma di un enunciato, in quanto, appunto, enunciato, è qualcosa di manifesto: in altre parole non credo che si possa essere in aporia senza rendersene conto.

    Per quanto riguarda il datore di lavoro parlerei di (in)cosciente contraddizione, di un atteggiamento talmente irriflessivo da sfiorare il non-essere:
    J: -Ma… ma stavate cercando un editor!
    C: -Ah ah ah… Hai ragione.

    e che quindi va a toccare il punto che ha già toccato WHS#14 e sul quale mi sono ripromesso di tornare: qual è davvero la differenza tra la contraddizione incosciente e quella che non si pone il problema.
    Io ho il sospetto che siano mooolto simili.

  23. lilith979 ha detto:

    Opera sostiene che i datori di lavoro lo facciano apposta: ci sarebbe un calcolo, dietro al fatto di assumere sistematicamente una persona nel ruolo di un’altra (che sarebbe qualificata per quel ruolo). Sarebbe a dire, il pensare che una persona qualificata, forte del suo sapere, avanzerebbe prima o poi pretese (giuste) e pretenderebbe dignità.
    Anche io, come te, propendo più verso una diffusione del nonsense ma devo ammettere che Opera potrebbe averci preso.

  24. jacopo nacci ha detto:

    Sarebbe a dire, il pensare che una persona qualificata, forte del suo sapere, avanzerebbe prima o poi pretese (giuste) e pretenderebbe dignità.

    Si vede che è gente che non ha mai avuto problemi a pagare un affitto…

  25. lilith979 ha detto:

    La dignità prima di tutto.Su questo sono categorica.

  26. lilith979 ha detto:

    Ma che poi cosa discorri, d’affitto???Non mi fare incazzare (cancella pure dopo che hai letto)

  27. zebaldo ha detto:

    Se non fosse che le hanno appena decapitate ti direi di arruolarti nelle “Nuove BR” che poi ci pensano loro a trovarti un lavoro: mica per altro, hai notato che tutti quelli “pizzicati” ce l’avevano tutti un lavoro? Altro che agenzia di lavoro interinale!! :P
    cisentiampiùinqua

  28. jacopo nacci ha detto:

    Lilith, il fatto che io abbia ora il culo di qualche metro quadro (che poi bisogna vedere, perché avere una casa in un posto dove il lavoro non c’è e non averla dove forse c’è…) non credo faccia di me una persona incosciente dei problemi economici (che quando hai 0 possono essere anche solo le bollette, tra l’altro). Poi tu incazzati pure, se ti fa sentire proletaria (diobò adess…), ma io non ho mai rifiutato un lavoro “per dignitià” come ti permetti di fare tu. Ricordo quel mio amico dal nome complicato e poco diffuso che alla domanda di una ragazza “Ma tu davvero ti fai chiamare Luca al telefono solo perché per il cliente è più facile?” lui rispose “Io se mi dai un lavoro mi faccio chiamare anche Stronzo”.

  29. lilith979 ha detto:

    Non ho mai rifiutato un lavoro per dignità:mai. Anche perchè non è il lavoro a essere o non essere indegno (l’unica cosa che mi fa tirar su 20 euri alla settimana, ora come ora, è pulire cessi e case di parenti)bensì il comportamento di superiori e presunti tali: il non rispetto, il pretendere flessibilità e disponibilità senza darti niente in cambio, il garantire e poi non mantenere e mille altre cose.
    Come suggerisce Zebaldo, andrei a lanciare molotov per i miei inettissimi principi del cazzo, e nessuno, neanche con tutti i ricatti possibili, mi farà mai cadere in contraddizione con me stessa…

  30. wormholeseeker ha detto:

    @jago #23: sono simili negli effetti o conseguenze, ma sono completamente diversi nelle premesse e soprattutto nel giudizio che può essere espresso su chi si trova in contraddizione…ovviamente preferisco sempre il secondo caso. Così come preferisco chi sceglie di fare il male sapendo cos’è il male, piuttosto che chi lo pratica essendone incosciente…da questo punto di vista, come direbbe l’occhialuto opinionista calcistico, io aborro L’IGNORANZA!

  31. jacopo nacci ha detto:

    @WHS#31: questo è un discorso che mi interessa moltissimo, spero di trovare al più presto il tempo per dirti per quale motivo potrei vedere i due casi molto vicini tra loro.

  32. lilith979 ha detto:

    Perchè non mi confuti?

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