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Satisf@ction

jacopo nacci, 30 marzo 2011

De Wonderkind-trilogie schildert een gotische en fantastische wereld die je bijblijft, en die je verlangen aanwakkert hem te doorgronden; je ziet de architectuur ervan, de aarde, de hemel, de kleuren; je voelt de regen, de vochtigheid die doordringt tot op het bot.

Non ho idea di cosa ci sia scritto, ma l’ho scritto io, e ora è qui.

E con il traduttore di Google

I Wonder Child vernici trilogia uno gotico e fantastico mondo che rimane con, e il vostro desiderio di rifornimento a capire, si vede la sua architettura, la terra, il cielo, i colori, si sente la pioggia, l’umidità penetra l’osso.

sembra una delle mie traduzioni liceali dal latino.

Ringrazio GL per la segnalazione.

Manufatti

Jacopo Nacci, 16 settembre 2009

Questa recensione è apparsa sul numero 7 di Satisfiction.

Wunderkind di D’Andrea G.L. fa molte cose e le fa bene: dà inizio a una trilogia dipingendo un mondo gotico e fantastico che ti si imprime nella mente, lasciandoti con la voglia di penetrarlo a fondo; di quel mondo ti fa letteralmente vedere le architetture, la terra, i cieli, i colori e persino il bianco e nero; ti fa sentire la pioggia che ti cola addosso, l’umidità che penetra le ossa; crea atmosfere dalla densità soffocante; descrive le paure e le angosce di un adolescente con la serietà e la considerazione riservate di consueto alle paure e alle angosce degli adulti senza trasformare l’adolescente in un adulto, ma anzi rivendicandone la specificità, lasciandolo libero di vivere il suo spleen che confina con l’orrore; solo che qui l’orrore irrompe nella realtà: l’autore lo prende sul serio, l’adolescente; stana l’essenza lugubre degli oggetti come solo gli incubi più disperati riescono a fare; radica l’incantesimo nella nostra forma di vita e, per ogni singola persona, in ciò che ha di più caro e intimo; concretizza fantasie oniriche terrificanti in immagini ad alta precisione; traduce in azioni e archetipi i sentimenti di amore coniugale, filiale, materno, talvolta li stressa; narra la violenza, e la fragilità nella violenza, con lingua eccellente.

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