Un nuovo estratto da Guida ai super robot

jacopo nacci, 12 dicembre 2016
Astroganger, 1972

Astroganger, 1972

Tutti sappiamo come stanno le cose: il tipico super robot è un eteroma, una macchina inerte che si muove solo con l’intervento di qualcuno, e dunque non può che essere incosciente. O no?
No. Molti super robot dell’era classica che non ci sogneremmo mai di escludere dalla categoria, come Raideen, Daikengo, Balatack e Ideon, mostrano la strana particolarità di essere eteromi anche se sembrano possedere un barlume di coscienza. Per non parlare di super robot indubbiamente eteromi e non coscienti che presentano un particolare assolutamente inspiegabile: le espressioni facciali di Boss Robot, Daitarn, Trider e talvolta di Daltanious (Daimos ha un pilotaggio analogico che potrebbe spiegare l’espressione facciale).
Potremmo allora decidere che l’incoscienza non è una caratteristica discriminante, e che lo è solo il fatto di essere mossi dall’interno da un agente che non coincide con loro stessi. Così dovremmo esserci.
E invece no…
La fenomenologia del super robot, su Fumettologica.

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