Verso il muro

Jacopo Nacci, 15 aprile 2008

Mi sveglio: sto male, mi fa male il cuore come quella volta a natale.
Sono scivolato verso il fondo del letto e tu non sei di fianco a me: sei di traverso e in alto, sulla linea dei cuscini, e dormi con il volto verso il muro.
Hai la pelle scura e i capelli ricci, come quando siamo tornati da San Petronio d’estate.
– Non dormire, resta sveglia, ti prego, – ti dico, – ho paura di morire.
– Non sto dormendo, sono sveglia, sono qui vicino a te, stai tranquillo – dice la tua nuca immobile.
– Non è vero: tu dormi voltata dall’altra parte.
– No, sei tu che stai sognando che io dorma voltata dall’altra parte – fa la tua nuca.

Sento una fitta al petto e scatto a sedere, sveglio. Accanto al letto, dalla tua parte, vedo il mucchio scuro dei tuoi vestiti buttati sul pavimento: fa paura.

Mi volto verso di te: stai dormendo, voltata verso il muro.
Mi sveglio.

Son solo.

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