Weltanschauung

Jacopo Nacci, 16 Giugno 2005
Tornò a casa dal seggio. Deserta la casa come il seggio. Suo marito si era recato alla funzione delle sei con l’aria compassata e gli occhi troppo chiusi di chi deve realizzare una profezia ineluttabile. Senza dire una parola di troppo, aveva informato:
-Io vado,- lasciando intendere che non ci sarebbe stata alcuna discrepanza tra volontà personale e ordine razionale del cosmo: non vi sarebbe stato errore, dunque non vi sarebbe stato peccato.
Soffocata dal caldo, si buttò sul divano facendo appena in tempo a levarsi il telecomando da sotto. Ansimava leggermente, con gli occhi che correvano sui mobili e lungo le pareti. Regnava un’insolita pace nella penombra. I figli erano andati a giocare a beach volley. Passavano giornate intere con i piedi immersi in quella sabbia. Il gatto venne lento ad accucciarsi accanto a lei. Il respirò si calmò. Con una mano accarezzava il gatto, con l’altra andava al pulsante di accensione del telecomando. La televisione prese improvvisamente vita con una folgorazione morbida, le voci e le luci piombarono nel salotto di casa sua. Fece un giro di canali. I soliti programmi. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. Poi cominciò ad andare a caso. Si fermò su un documentario, riconoscendolo dal tono della voce fuoricampo. In un primo momento le sembrava che stessero mostrando dei microrganismi, microbi, batteri e roba del genere. Quando cominciò a mettere a fuoco le parole della voce fuoricampo sentì:
-…uesto che vedete è un embrione. Potete osservare com…
Mettendo in fuga il micio si alzò di scatto e con due falcate raggiunse la televisione spegnendo il pulsante di accensione con una manata.
-Stupide, schifose larve di merda!
Ascoltò la sua voce rimbombare nel silenzio. Si lasciò cadere sul divano.
-Possiate crepare.