Dieci centimetri. Appunti su Nanako SOS di Hideo Azuma (due)

Qui c’è la uno

Nanako SOS, Hideo Azuma, 1980-1985
Hideo Azuma, Nanako SOS (1980-1985)

Del resto lo statuto stesso dei poteri di Nanako è reso ambiguo da una gag che compare sia nel fumetto sia nel cartone, ma che nel fumetto non è una gag prima che il cartone ci torni sopra con una gag diversa che di fatto trasforma retroattivamente quella del fumetto in una gag. Nel fumetto Yotsuya (Leonetto) spiega a Iidabashi (Bobolo) di aver scoperto lui i poteri di Nanako, e di averli potenziati:
«All’inizio sapeva staccarsi da terra solo di dieci centimetri. È stato grazie all’amplificatore di superpoteri di mia invenzione se ha raggiunto questo livello».

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Essere un super-oggetto. Appunti su Nanako SOS di Hideo Azuma (uno)

Nanako SOS, Hideo Azuma, 1980-1985
Hideo Azuma, Nanako SOS (1980-1985)

Nanako SOS è un manga di Hideo Azuma uscito in Giappone tra il 1980 e il 1985, con qualche nuovo capitolo tra il 2001 e il 2004. In Italia è stato pubblicato da Magic Press Edizioni. I più anziani fra noi conoscono molto bene il personaggio: si tratta della Nanà Supergirl che ha allietato i pomeriggi di Italia Uno negli anni Ottanta. Ma chi leggesse Nanako SOS convinto di trovarvi la supereroina che indossa un costume, invoca la concentrazione telecinetica e salva il mondo in compagnia di due pennuti meccanici, forse rimarrebbe deluso, o forse no. Io no.

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Hiroshima materiale

Keiji Nakazawa, Colpiti da una pioggia nera
Keiji Nakazawa, Colpiti da una pioggia nera (1968)

Di storia in storia, noi vediamo crescere sotto i nostri occhi quello che sarà, nel 1973, l’inferno rappresentazionale di Hadashi no Gen: i corpi con la pelle che cola dalle braccia, i volti trapassati dalle schegge di vetro, le persone intrappolate sotto le case crollate, tra le fiamme che avanzano. È come se Nakazawa ridisegnasse continuamente la stessa scena, forse nel tentativo di esaurire il pozzo di un ricordo che di per sé rifiuta la rappresentazione, forse nella speranza di imprimere una verità nel tempo in modo più indelebile, o forse solo prendendo sempre più coraggio.

Su n3rdcore.it, ho scritto di “Colpiti da una pioggia nera”, l’antologia dei racconti pre-Gen di Keiji Nakazawa

Evangelion. Rapporti reali/Rapporti impossibili

Questo articolo è comparso su Linus del novembre 2025

Evangelion (1995), episodio nove: Asuka e Shinji
Evangelion (1995), episodio nove: Asuka e Shinji

Nel nono episodio di Evangelion, l’avversario degli Eva è l’angelo Israfel, contraddistinto dal simbolo del Tao. Israfel può dividersi in due, e può essere sconfitto solo se entrambe le entità vengono colpite al nucleo nello stesso istante: Asuka e Shinji devono dunque imparare a coordinarsi per portare gli stessi attacchi, in contemporanea, alle due metà dell’angelo.
Ogni volta che vedo l’episodio nove non riesco a non pensare a Gakeen, un anime robotico minore del 1976. Gli eroi di Gakeen sono Takeru e Mai, due ragazzi entrambi orfani di madre ed entrambi dotati di poteri magnetici: lui li ha ricevuti dal fulmine che ha ucciso sua madre, lei li ha ottenuti dopo essere stata sottoposta dal padre a esperimenti sfibranti. Proprio sotto la guida del padre di Mai, i due ragazzi imparano a unirsi in una sorta di fusione alchemica che culmina nell’attivazione del robot magnetico Gakeen.
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Anime: il podcast

Versailles no Bara, 1979
Versailles no Bara, 1979

Ho appena finito di ascoltare Anime, il podcast di Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce sui topoi e i generi storici dei cartoni giapponesi, una trasmissione per cui vale la pena di iscriversi ai quattordici giorni di prova di Storytel e comunque usarne solo uno per fare bingelistening sui dieci episodi da quaranta minuti circa. Perché Eleonora Caruso è, semplicemente, la migliore. Come si può constatare leggendo il suo pezzo su Sailor Moon, o quello su Video Girl Ai, o quello su Oscar, o quello sui Cavalieri dello Zodiaco.