Principi di devozione II (parte 1 di 3)

Jacopo Nacci, 2 luglio 2007

Ancora oggi, d’estate, a CristoRe i bambini camminano a piedi nudi. Noi vivevamo proprio là, in quel triangolo che si forma prima che mare e ferrovia si accostino. A maggio le mercanzie dei negozi del mare invadevano con gioia i marciapiedi, i terrazzi si riempivano di panni colorati, le donne toglievano dalle cantine e dagli sgabuzzi le sedie fatte con i fili di gomma, le stesse che usavano le Suore del Sacro Cuore su via Amendola, che porta diretta dentro il mare. Tutti si sedevano sui terrazzi, davanti ai portoni dei condominii, alle entrate dei negozi, tutti discorrevano orizzontalmente e verticalmente. CristoRe brulicava di voci e di gente in costume e maglietta, a piedi o in bicicletta, voci e gente che attraversavano strade, salivano scale, entravano e uscivano dai cortili, dalle case, dai negozi. Quando non eravamo al mare passavamo da una casa all’altra con dischi, computer, libri, floppy, fumetti, console, pistole ad acqua, ghiaccioli. I panni stesi aggiungevano il loro profumo al vento che veniva dal mare. A volte potevi sentire l’odore del frigo dei gelati venire dal bar all’incrocio delle strade. Ci lavavamo nelle cantine o per strada, con gli scioni. Cercavamo inutilmente di levarci la sabbia dai costumi prima di entrare nelle case.
Sando lo conoscevo da anni, da prima che si trasferisse al Cristo, e credevo di sapere ogni cosa di lui, quando all’improvviso mi accorsi che era appassionato di quel gruppo. Mi disse che era strano che non lo sapessi: non ne avevamo mai parlato?


-È ovvio che sia così,- disse, -e cosa dovrei ascoltare altrimenti? Sono assolutamente i migliori.
Quell’estate Sando cominciò a far suonare Violator. Nella sua stanza faceva caldo. Personal Jesus faceva ancora più caldo. Seduti sul terrazzo guardavamo le ragazzine che tornavano da mare, ma loro non guardavano noi. Al mattino camminava sempre, dalla strada al mare, una ragazzina bionda con un fermaglio a forma di conchiglia tra i capelli. Camminava poi, nel tardo pomeriggio, dal mare alla strada: ogni pomeriggio alle sette usciva dalla spiaggia e passava davanti al terrazzo di Sando, ogni pomeriggio alle sette io ero sul terrazzo di Sando a guardarla passare. Ogni pomeriggio, prima di andare al mare a piedi nudi o dopo esserne tornati, Violator girava nello stereo di Sando. Io mi ero fatto duplicare la raccolta 81-85 di quel gruppo, la doccia calda di See You, arrivavo tardi, Violator diceva che gli anni ’80 erano finiti. Ma io non capivo dove stavamo andando, nemmeno mi ponevo il problema: qualunque cosa sarebbe stata meglio delle scuole medie. Mi sembrava che da quel momento in poi tutto sarebbe stato mattine limpide, videogiochi giocati in due player e musica esaltante. Sando sembrava più adulto. Sembrava che avesse già veduto il futuro, secondo per secondo.

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Un commento a “Principi di devozione II (parte 1 di 3)”

  1. anarcadia ha detto:

    Non si può sconfiggere una devozione che ha radici così: è chiaro.

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