PolMed on my back

Nessuno è venuto a cambiare la lampadina del pianerottolo. Forse l’amministratore di condominio si è dimenticato, forse è ai container, o più probabilmente è in ferie: è appena finita la stagione della pioggia, è estate, e lui ha sicuramente un cazzo di cortile da cui godersi il sole. Forse il tecnico che è stato chiamato non se la sente di non venire, o forse è in vigore un’ordinanza che vieta di andare per palazzi a cambiare lampadine perché cambiare lampadine non è una priorità. Non ne ho idea, ormai ho perso la cognizione dello stroboscopico attivarsi e disattivarsi delle ordinanze nelle loro varie combinazioni a seconda del tipo di epidemia, della localizzazione e dell’estensione del contagio, della previsione di impatto sul sistema sanitario: esci, no, sta’ a casa, no, va’ a fare la spesa, falla solo in certi giorni, falla negli altri giorni, falla se hai questo cognome, si può uscire solo vicino a casa, no, si può uscire solo per seguire i percorsi convenzionati che escono dal centro abitato e raggiungere le aree che consentono il distanziamento, no, non si può uscire. Un giorno ti lasciano passare per un motivo e una settimana dopo per lo stesso motivo ti fermano, è impossibile sapere sempre tutto e comunque fanno quello che vogliono.

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Le città-bioma come presente intensivo

Le città-bioma come presente intensivo

Configurazione Tundra è un libro intenso, breve, onirico, che si sviluppa in profondità più che in estensione e dunque istiga alla rilettura: un poco per farsi cercatori di quei legami tra le parole, quegli scivolamenti di senso, quei punti segreti che, magari, alla prima lettura, immersi com’eravamo nel sogno, sono in parte sfuggiti; e un poco per il gusto di riaddormentarsi e sognare ancora, di lasciarsi affascinare dal mondo ovattato modellato da Marta Fiani, e prendere sempre più coscienza del fatto che una parte di noi ne è inevitabilmente e pericolosamente sedotta.

Su Esquire parlo dell’esordio di Elena Giorgiana Mirabelli

This HOME is NOT A Temple

Inverno ’ 89: una tempesta in Colorado, un cambio di turno in aeroporto, mio padre che va in vacanza, un aereo che tenta di far scalo, un’isola in mezzo all’oceano, una mappa che non si trova, un pilota distratto, un errore, una montagna, leggerezza, un ragazzo alla torre di controllo, una donna che va a fare la spesa, un altro errore, le nuvole, un boato, niente fiamme.
Cinque anni fa ho deciso di vedermela con questa storia. Sono andata sull’isola e ci sono rimasta un mese. Ho fatto riprese e ho scritto un diario. Quando sono tornata ho letto tutto ciò che ho trovato sull’incidente, ora so un sacco di cose sugli aerei. Ho iniziato un lento lavoro di ricerca negli archivi filmici e fotografici di famiglia per conoscere mio padre attraverso il suo sguardo e lo sguardo degli altri. In questo percorso ho inaspettatamente incontrato mia madre, mia sorella e anche me stessa.
Questa non è la mia storia privata, nel disastro aereo delle Azzorre hanno perso la vita 144 persone.

Avevo letto il diario di viaggio di Cecilia alle Azzorre, un romanzo straordinario ancora in cerca di un editore, un estratto, distillato in prosa, di quel mostruoso processo di restituzione del reale in cui consiste l’opera aperta multimediale a cui Cecilia si sta dedicando da anni e di cui This HOME is NOT A Temple rappresenta una summa e una sintesi, un giardino di materiali differenti, organizzati in temi differenti, su supporti differenti e offerti al visitatore in una dislocazione spaziale che permette percorsi molteplici, diversi, e di fatto mai totali se non si è Cecilia Giampaoli.

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Primi

A maggio sono successe un po’ di cose.

Il 15 è uscita la seconda classifica di qualità del 2019 indetta da L’Indiscreto ed erede della storica classifica di Pordenonelegge e Premio Dedalus, chiusa nel 2013; i trecentoventi giurati sono stati chiamati a votare i libri usciti dal primo febbraio al trenta aprile.
Guida all’immaginario nerd è arrivato primo nella saggistica.

Sono anche usciti due articoli-recensioni-interviste: uno su Dude Mag, a firma di Massimo Castiglioni, di carattere generale, e uno su Esquire, a firma di Diego De Angelis, incentrato sul rapporto tra il nerdom e le spinte a destra che stanno attraversando la società.

Tutti i link di Guida all’immaginario nerd

L’estratto dalla sezione di Fabrizio Venerandi uscito su Esquire
L’estratto dalla sezione di Irene Rubino uscito su Not
Un commento personale di Fabrizio Venerandi su Quinta di copertina
Un’intervista a Fabrizio Venerandi su Radio Città del Capo (dal minuto 28)
Un’intervista a Irene Rubino e Alessandro Lolli su Il Tirreno

10 marzo: Andrea Viscusi pubblica una recensione approfondita e in parte critica su Stay Nerd
22 marzo: Chiara Severgnini recensisce la Guida su Sette del Corriere della Sera
31 marzo: Federico Di Vita su Il Foglio parla di Guida all’immaginario nerd, Nerdopoli (a cura di Eleonora Caruso, effequ) e Guida ai super robot rinvenendovi i tasselli di un approccio analitico alla cultura pop
2 aprile: Bookalycious stronca, più o meno, Guida all’immaginario nerd; nei commenti al post si può trovare uno scambio interessante tra l’autrice della recensione e Gregorio Magini
2 aprile: annunciando la presentazione al Libraccio di Firenze, Toscanalibri offre una breve sinossi della Guida
5 aprile: in un’articolata recensione su Quaderni d’altri tempi, Francesco D’Ambrosio sottolinea il taglio ibrido della Guida, sospesa tra saggio e narrativa autobiografica
17 aprile: su Melange, Alessandro Girola loda la pluralità dei punti di vista e l’approccio laico che caratterizzano la Guida
Il 10 maggio, alle 18.30, nella Sala Rosa del Salone Internazionale del Libro di Torino, Irene Rubino, Alessandro Lolli e Gregorio Magini saranno ospiti di Orgoglio Nerd insieme a Eleonora Caruso, Alice Cucchetti e Matteo Grilli (Nerdopoli, effequ). Modera Vanni Santoni.