
Di storia in storia, noi vediamo crescere sotto i nostri occhi quello che sarà, nel 1973, l’inferno rappresentazionale di Hadashi no Gen: i corpi con la pelle che cola dalle braccia, i volti trapassati dalle schegge di vetro, le persone intrappolate sotto le case crollate, tra le fiamme che avanzano. È come se Nakazawa ridisegnasse continuamente la stessa scena, forse nel tentativo di esaurire il pozzo di un ricordo che di per sé rifiuta la rappresentazione, forse nella speranza di imprimere una verità nel tempo in modo più indelebile, o forse solo prendendo sempre più coraggio.
Su n3rdcore.it, ho scritto di “Colpiti da una pioggia nera”, l’antologia dei racconti pre-Gen di Keiji Nakazawa

