Radio Genica 1 e ½. Dire le cose

jacopo nacci, 8 Ottobre 2010
Pesaro, Genica

Pesaro, foce del Genica, particolare

Ho sentito dire – in giro, al bar, in rete – che in parlamento, il giorno della fiducia, “Di Pietro le ha cantate a Berlusconi”, che “Di Pietro ha detto le cose come stavano”. “Di Pietro distrugge Berlusconi” recita il titolo di un ormai noto video (link tolto, causa scomparsa del video, NdJ), ovvero: Di Pietro chiama Berlusconi “stupratore della democrazia”, “spregiudicato illusionista, anzi: pregiudicato illusionista”.
Un paio di giorni fa Vendola (cioè lo staff di Vendola) ha pubblicato sul suo profilo Facebook queste parole: “Il lavoro fondamentale da fare è lo scavo nel suolo delle parole. Il centro sinistra oggi è un palcoscenico che non ha parole”. Molti commentatori hanno contestato questa dichiarazione.

La situazione è singolare. Di Pietro ha fornito informazioni sui problematici rapporti che Berlusconi ha con la democrazia e con la legge, informazioni che possiamo considerare, con una certa sicurezza, già detenute da quasi tutti i destinatari: Berlusconi, Parlamento, berlusconiani e antiberlusconiani. Naturalmente lo ha fatto con un surplus comunicativo: il vigore, e il giudizio, giudizio che naturalmente è condiviso solo da chi la pensa e la sente come Di Pietro. Ecco: che Di Pietro abbia detto con vigore ciò che tutti o quasi sanno e in tanti dicono, e che abbia giudicato Berlusconi come in tanti lo giudicano, questo è piaciuto, e non si contesta affatto la natura verbale del suo gesto.
Alla frase di Vendola su Facebook sono seguiti invece parecchi commenti, spesso piuttosto aggressivi, che, in sostanza, invitavano a occuparsi di fatti e non di parole. Ecco: che Vendola abbia posto come problema il rapporto tra il successo politico e il modo di raccontare la realtà, e dunque la necessità di reperire parole convincenti – e che lo abbia fatto di fronte ai cittadini, in questo modo non riducendoli a soli target, ma coinvolgendoli come strateghi, o quanto meno mostrando loro i meccanismi della narrazione politica – questo non è piaciuto (salvo ai tifosi che dicono “Grande Nichi!” sempre e comunque).

La narrazione di Di Pietro, nella misura in cui riduce il mondo a legalità e informazione, nasconde la propria natura di narrazione, e riducendo l’attività politica quasi solo alla battaglia per la legalità, all’informazione, e in special modo all’informazione sulla legalità – tanto che, quando non c’è niente di nuovo, la singola informazione viene semplicemente reiterata –, fa passare per un fatto il proferire parole che riportano informazioni già conosciute e già condivise. La narrazione di Vendola non nasconde se stessa, anzi il problema delle narrazioni è qui una parte importante della narrazione stessa, alle parole si affianca qui un discorso sulle parole: sulle parole proprie e sulle parole dell’avversario. Stando a ciò che leggo e sento dire in giro, mi pare che vincente presso il suo stesso popolo sia la narrazione di Di Pietro, che però nasce già perdente perché parla solo al suo popolo e non si pone altri obiettivi; e che perdente presso il suo stesso popolo sia la narrazione di Vendola, dal canto suo potenzialmente vincente perché orientata a una più ampia conquista di consenso: il mantra di Di Pietro è considerato un fare, mentre la ricerca, proposta da Vendola, di una strategia per contrastare un potere basato sulla comunicazione è considerata non tanto un orpello inutile quanto, a giudicare dall’aggressività dispiegata in molte risposte, un problema. Chissà perché.

Segui il rizoma

Il dubbio atroce dell'anarchico Mi sono capitati per le mani due libri appena usciti: due romanzi, di due autori nuovi per due case editrici diverse. Di un autore la casa e...
Nessuno uscirà vivo di qui Continuiamo pure a dirci che il problema è Lui, che il problema sono le televisioni, che il problema sono gli Italiani (gli Italiani sono sempre gli a...
Un filo sottile e adamantino lega ogni male nel Ma... Qui sopra la copertina del volume scritto - vi si trovano capitoli lunghi quattro pagine sulle quali, infatti, sono distribuite financo venti righ...
Uno scambio di vedute con Roberta De Monticelli Ieri ho avuto un breve scambio via email con Roberta De Monticelli, dopo aver letto, su Facebook, la sua lettera aperta a Concita De Gregorio, scambio...