Archivio della categoria ‘Manga e anime’

Evangelion. Anatomia di una religione

jacopo nacci, 4 dicembre 2018

Un lungo, lungo, lungo estratto dalla Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè

Hideaki Anno, come buona parte dei membri della seconda generazione di registi e animatori, è un otaku. Nel suo caso è anche un hikikomori. I suoi anime preferiti sono Yamato, il primo Gundam e Ideon, e indica i suoi mentori in Yoshiyuki Tomino e Hayao Miyazaki. Dopo Punta al top! e il super successo televisivo di Nadia nel mare delle meraviglie (in Italia Nadia – Il mistero della Pietra Azzurra), del 1990 e sempre suo e di Gainax, Anno prende coscienza della povertà della propria vita sociale ed entra in depressione: prova disinteresse verso tutti gli esseri viventi, che siano umani, animali o piante, compresa la sua stessa famiglia, ha enorme difficoltà a relazionarsi con il prossimo e, senza impegnarsi in amicizie, vuole comunque essere lodato dalle persone. Si trova patetico e si odia. In questo periodo pensa addirittura di ritirarsi dall’animazione, ma si innamora a tal punto del V Gundam di Tomino da ritrovare l’ispirazione per una nuova storia. Pensa che gli anime robotici abbiano ormai imboccato una via senza ritorno che impedisce di raccontare cose nuove, e vuole abbattere le banalità. Evangelion della nuova era, conosciuto in tutto il mondo come Neon Genesis Evangelion, è l’allegoria in chiave robotica della sua vita, il reietto protagonista Shinji Ikari è l’avatar della sua anima hikikomori, e tutti gli attori della vicenda sono icone metaforiche. La serie, rivolta a un pubblico dai quattordici anni in su, è, dice Anno, il doloroso processo di guarigione di un hikikomori, il racconto della sua uscita dal guscio e della sua entrata nella vita sociale. «Mi domando se una persona oltre i venti a cui piacciono anime di robot sia veramente felice. Potrebbe trovare la felicità altrove. Ho i miei dubbi sulla sua felicità» è il manifesto del regista e dell’opera.

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Il 6 agosto dell’animazione giapponese

jacopo nacci, 6 agosto 2018

Hadashi no Gen 2, 1986

Animazione e Hiroshima. Ne ho scritto su Esquire.

La guerra dei narcisisti

jacopo nacci, 27 giugno 2018

Oggi su Esquire parlo della guerra tra la boriosa élite liberale e la nuova destra antiestablishment. Cioè parlo di Daitarn 3.

Akira: il futuro non è immaginabile

jacopo nacci, 17 aprile 2018

Tetsuo, Akira, 1988

Su Esquire, un pezzo su Akira, manga e film, in occasione dei trent’anni del film, che li porta benissimo.

Buon compleanno, Goldrake!
– Del conseguimento della maggiore età

jacopo nacci, 4 aprile 2018

Questo pezzo è stato poi pubblicato con qualche lievissima modifica e un diverso titolo su Esquire.

Sotto le stelle dell’Orsa

jacopo nacci, 10 gennaio 2018


L’emozione è tanta.
Su Esquire un mio pezzo su Kenshiro.

Grey: la rabbia come stato di grazia

jacopo nacci, 26 giugno 2017

Yoshihisa Tagami, Grey, 1985

Oggi su L’Indiscreto parlo di Grey, di Yoshihisa Tagami.

Forever Once More

jacopo nacci, 20 aprile 2017


Tutto mi sarei aspettato tranne che
(a) sarei uscito su Fumettologica
(b) con un pezzo su Creamy Mami.

(^___^)

Yū, te lo dovevo.

I cyborg che venivano dal passato

jacopo nacci, 19 aprile 2017
Zer013, Nagai's Super Robot Classics

Zer013, Nagai’s Super Robot Classics

«Un tale assetto indurrebbe a vedere nel super robot la risorsa avveniristica che difende il presente e il futuro dalla recrudescenza di un passato bestiale o brutalmente tradizionale, se non fosse che è proprio la tecnica come dominio, disposizione e manipolazione dei corpi a caratterizzare quel passato».

Oggi su L’Indiscreto parlo di tecnica e passato nell’anime super-robotico classico.

L’altro me (bonus)

jacopo nacci, 3 dicembre 2014

Pubblico, in una serie di post, l’intervento al Pesaro Comics & Games 2014.
(La prima parte, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima, l’ottava, la nona, la decima, l’undicesima, la dodicesima, la tredicesima, la quattordicesima, la quindicesima, la sedicesima, la diciassettesima, la diciottesima e la diciannovesima)

L’altro me – l’avversario nell’animazione robotica classica

Hayato Jin (Getter Robot – Toei, 1974)

Hayato Jin (Getter Robot – Toei, 1974)

In Combattler, il professor Stevens, lo scienziato che controlla la base, sul banco del computer della sala di controllo ha gli indicatori della risposta psichica dei cinque piloti: per condurre a buon fine l’agganciamento delle navette e formare Combattler, i piloti devono dare un assenso, e la convinzione di questo assenso è misurata attraverso dei contatori, simili a quelli della pressione, che devono raggiungere il massimo. Ebbene, i contatori sono disposti verticalmente, in basso c’è quello corrispondente al ragazzino della squadra, sopra c’è quello della ragazza, e sopra quello del grosso, e però gli ultimi due contatori, quello dello smilzo e quello dell’eroe, sono disposti orizzontalmente: lo smilzo a destra e l’eroe a sinistra (e sintomaticamente, al primo agganciamento, sono loro a porre il problema, dovuto presumibilmente alla loro rivalità).

Nel secondo episodio la strana struttura che sostiene i contatori si alza, parla e si muove: è un robot, si chiama molto amabilmente Robotto e ha il compito di sintonizzare le onde cerebrali dei piloti; mentre i contatori del resto della squadra sono disposti sul tronco, i due contatori dell’eroe e dello smilzo sono gli occhi di Robotto.

Al termine del post tornerò sul carattere di alter-ego dell’eroe, di altro me al di qua del varco, che contraddistingue lo smilzo; prima cercherò di individuare il suo carattere e la sua area simbolica.

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