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Daniele Pasquini recensisce Dreadlock

jacopo nacci, 5 giugno 2012
Dreadlock visto da Niccolò Gambassi

Dreadlock visto da Niccolò Gambassi

Leggendo Dreadlock! vi prenderà un colpo: perché la premessa è tutta da ridere (ve lo immaginate un libello con un personaggio così, a descriverlo al bar durante una pausa delle lezioni?) ma se lo sfogliate, e affrontate assieme a Matteo e alla creatura che da lui prende vita il caos di Bologna, la risata finirete per ributtarla giù.

A pagina 27 del numero 11 di RiotVan, Etica Pirata, Dreadlock è recensito da Daniele Pasquini e illustrato da Niccolò Gambassi.

Il blog di Daniele Pasquini è entropia.

Orbite vuote a Pesaro

jacopo nacci, 27 aprile 2011
Orbite vuote

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Orbite vuote – che per sua natura era già un po’ a Pesaro – viene a Pesaro.
Lo presentiamo venerdì 29 aprile alle 18.00, alla Libreria Coop, quella giù per il Corso.
Ci sarà Chiara Landonio a introdurre, ci saranno i curatori, Chiara Fattori e Marco Candida, e ci saremo in dinamico duo Daniele Pasquini e io, in qualità di autori.
Di Orbite vuote, è possibile leggere qui, qui e – questa non l’avevo ancora segnalata – qui le prime tre recensioni, a opera di Valter Verri, Gordiano Lupi e Matteo “Andriy” Spinelli.
Vi aspettiamo.
Ché i libri so’ piezz’e corpi.



Orbite vuote

jacopo nacci, 30 marzo 2011

Sedici racconti dell’orrore e una poesia

Orbite vuote

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È successo che tempo fa Marco Candida ha avuto un’idea e, insieme a Intermezzi, ha fatto un sito che si chiama WebSite Horror, e che raccoglie racconti dell’orrore o, meglio, che vende oggetti stregati, e che permette di leggere un racconto per ogni oggetto, un racconto che racconta la storia dell’oggetto. Il mio oggetto è un gettone, un gettone da sala giochi, più precisamente un gettone della Boa, una paninoteca con videogiochi che stava sul lungomare di Pesaro e che oggi si è spostata di qualche decina di metri ed è diventata una cosa completamente diversa.
Il racconto associato al gettone della Boa si intitola “La Foglia”, e parla di due giovanissimi nerd alle prese con la strega che abita a Pesaro sulle rive del fiume Foglia – altrimenti detto Isauro – e con il suo servo Mutino. È inutile che scriva che è una storia vera, tanto non ci credereste. Beati voi che la notte dormite.

http://www.intermezzieditore.it/prodotto/orbite-vuote/Orbite vuote è l’antologia cartacea tratta da WebSite Horror, che esce in questi giorni per Intermezzi ed è curata da Chiara Fattori e Marco Candida; tra i racconti c’è anche “La Foglia”; gli autori dei racconti sono Brian Maxwell, Stefano Barbarino e Massimiliano Nuzzolo, Gianluca Mercadante, Daniele Pasquini, Enrico Macioci, Angelo Marenzana, Sara Durantini, Matteo Di Giulio, Matteo B. Bianchi, Eva Clesis e Angelo Orlando Meloni, Paola Presciuttini, Gianluca Morozzi, Marco Candida, Michele Turazzi, Jacopo Nacci; e c’è anche una poesia, di Guido Catalano.

La prefazione e una recensione

Questa, su Flanerì, scritta da Valter Verri, credo sia la prima recensione uscita.

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Distant Karma

jacopo nacci, 15 luglio 2010

Ringo StarrVENERDI’ 16 LUGLIO, ORE 19

PALCO TEMPIETTO, ZOE MICROFESTIVAL,
ORTI GIULII, PESARO

DANIELE PASQUINI e JACOPO NACCI
in DISTANT KARMA:
due autori, due romanzi, il rock, ribellione andata e ritorno.

Tutti carini

Coordina MAX DI PASQUALE

 

A cura di LA BURNIGIA attivisti culturali

Daniele Pasquini e Jacopo Nacci si confrontano su Io volevo Ringo Starr e Tutti carini, i loro romanzi giovanili distanti dodici anni nello spirito, nella musica, nella politica: adolescenza e subculture, anni Novanta e anni Zero, ribellione andata e ritorno. Coordina Max di Pasquale, giornalista freelance, scrittore, ex fanzinaro. L’incontro è a cura di La burnigia attivisti culturali.

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Pensieri su un romanzo di Daniele Pasquini

Jacopo Nacci, 12 gennaio 2010

Io volevo Ringo Starr è un romanzo scritto da Daniele Pasquini e pubblicato da Intermezzi. Daniele Pasquini ha poco più di vent’anni (qui il suo blog). Il romanzo ha per protagonisti dei ventenni.

[Quando c’avevo vent’anni i discorsi per generazioni mi stavano sulle palle, soprattutto perché non mi sentivo assolutamente rappresentativo della mia generazione, anzi. Poi un giorno uno più vecchio e intelligente di me mi disse che, passato qualche anno, i discorsi sulle generazioni li avrei capiti e ne avrei fatti io stesso. Qualche anno è passato e non so se capisco i discorsi sulle generazioni, però mi viene da farne.]

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