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PopCult

articoli su manga e anime

Gli articoli che ho pubblicato qui e su altre testate – Esquire Italia, L’Indiscreto, N3rdcore, Fumettologica, Not – raggruppati per filone: super-robotica degli anni Settanta, manga di fantascienza, Hiroshima e la memoria, maghette e spokon, libri. Chi sono e che cosa ho scritto sta nella pagina Bio.

Super robot e animazione robotica

Shinji e Asuka in Neon Genesis EvangelionEvangelion. Rapporti reali / Rapporti impossibili
Linus, novembre 2025 – su Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno
L’episodio nove, con Asuka e Shinji costretti a colpire all’unisono le due metà di Israfel, visto accanto alla fusione alchemica di Gakeen. Ma il punto è un altro: Evangelion riattiva categorie della tradizione super-robotica che erano rimaste dormienti – il Robottone è la Madre, e da lì si rilegge all’indietro cosa fosse il robot per Ganga o per Mazinger Z – e intanto scardina lo schema triadico dei piloti, rendendo impossibile stabilire chi sia l’1, chi lo smilzo e chi il grosso.

Goldrake, UFO Robot GrendizerBuon compleanno, Goldrake! Del conseguimento della maggiore età
Esquire Italia, 2018 – su UFO Robot Goldrake (UFO Robot Grendizer) di Go Nagai e Toei Animation
Goldrake è la serie che porta la super-robotica nello spazio e fonda il mitologema dell’orfano alieno: l’eroe sopravvissuto a una catastrofe già avvenuta, che deve impedire che si ripeta. Il percorso di Actarus, dall’episodio di Naida in poi, è l’uscita dall’egoriferimento di chi si sente responsabile di tutto, colpe e salvezze comprese; e il rapporto con Alcor e Venusia è il modo in cui la missione smette di coincidere con il suo destino personale.

Daitarn 3 di Yoshiyuki TominoLa guerra dei narcisisti
Esquire Italia, 2018 – su Daitarn 3 di Yoshiyuki Tomino
Daitarn 3, l’anime umoristico e metarobotico di Tomino, è un capolavoro di critica sociale. Il narcisismo è il sentire condiviso da buoni e cattivi, e lo scontro è tutto interno alla classe dominante: da una parte un playboy miliardario perfettamente integrato, dall’altra una setta di homines novi risentiti. Lo stile – il contegno, l’autocontrollo – funziona come la più sottile delle discriminanti di classe: i meganoidi sono reazionari frustrati, ma Banjō è un conservatore.

I super robot classici di Go NagaiTecnica e passato nell’anime di super-robot
L’Indiscreto, 2017 – sull’animazione robotica giapponese degli anni Settanta
Siamo abituati ad associare la tecnica al futuro, ma nell’animazione robotica giapponese la tecnica appartiene al passato: Micene, il nazismo, i dinosauri di Getter Robot, i corpi biomeccanici dei nemici. L’essenza della tecnica sta nel disporre e manipolare, cioè nel ridurre l’umano a cosa; e per combattere quel passato l’eroe deve affidarsi proprio alla tecnica, che non ne è la nemesi ma la mediatrice.

Goldrake, UFO Robot GrendizerAlabarde e metafisica: un’intervista su N3rdcore
N3rdcore, 2018 – intervista di Lorenzo Fantoni per i quarant’anni di Goldrake
Una conversazione nel quarantennale della prima messa in onda italiana, su tre piani distinti: che cosa è stato Grendizer per i giapponesi, che cosa Goldrake per gli italiani, e che cosa ha significato nella storia della super-robotica. L’aspetto che mi interessa di più è il terzo: con l’orfano alieno non si ripresenta soltanto il nemico, si ripresenta l’intera storia, e l’eroe non deve più ricacciare indietro il rimosso ma spezzare il ciclo dell’eterno ritorno.

Zaku, da Mobile Suit GundamDue parole su Guida ai super e real robot
N3rdcore, 2018 – su Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè (Odoya)
Una non-recensione, perché non sono nella posizione di recensirlo: il progetto l’ho proposto io a Odoya, l’autore l’ho scelto io e del testo sono stato l’editor. Posso però dire perché due libri così legati siano tanto antitetici: Guida ai super robot è un libro di narratologia che mette al centro le storie, Guida ai super e real robot è un libro di cronaca che mette al centro gli autori. Due modi opposti, forse i due modi sommi, di stare davanti alle opere.

Manga e anime: fantascienza, corpi, archetipi

Akira di Katsuhiro OtomoAkira: il futuro non è immaginabile
Esquire Italia, 2018 – su Akira di Katsuhiro Otomo, manga e film
Dove il film e il manga si separano, e perché: Otomo rinuncia al meditativo e punta tutto sui corpi, quello di Tetsuo come intersezione di mondi e quello di Kaneda come compattezza indistruttibile. Nel post-apocalittico classico il dopo è una versione falsa del prima; in Akira accade il contrario, il dopo rivela che le nostre vestigia erano già sacre, e che a essere sbagliata è la prospettiva da cui le guardavamo.

Gunnm, il manga di Yukito KishiroAlita come narrazione modello
Esquire Italia, 2019 – su Gunnm / Alita di Yukito Kishiro
In un genere che ha eletto la complessità a ragion d’essere, la forza di Gunnm sta nella semplicità netta delle sue dicotomie. Kishiro è un virtuoso del rimontaggio: usa archetipi collaudati senza farli scadere in stereotipi, fa coincidere il potenziamento fisico della protagonista con la sua comprensione di sé, e tiene fuori il fan service per una ragione narrativa precisa – Alita è la storia di un soggetto, e oggettivarlo l’avrebbe vanificata.

Ken il Guerriero, Hokuto no KenSotto le stelle dell’Orsa
Esquire Italia, 2018 – su Ken il Guerriero (Hokuto no Ken) di Buronson e Tetsuo Hara
Ken il Guerriero non si limita a mettere in scena un messia: ci dice come è fatto e cosa fa un messia. Toki e Raoul incarnano concetti pieni e univoci, la vita e la morte; Kenshiro no, il suo attributo è il vuoto, una tristezza condensata fino ad assumere massa. Non è la stella polare, la indica: non instaura l’ordine e non dà la salute, mostra a ciascuno chi è.

Grey, manga di Yoshihisa TagamiGrey: la rabbia come stato di grazia
L’Indiscreto, 2017 – su Grey di Yoshihisa Tagami
La trama di Grey non ha nulla di originale, eppure il manga di Yoshihisa Tagami è speciale, e ci ho messo anni a capire perché. In quel mondo la disperazione è un’ontologia, la sostanza omogenea di ogni cosa; e la rabbia del protagonista non è agitazione ma una gnosi, una decisione che avviene in un istante fuori dal tempo. In Grey rabbia e grazia sono la stessa cosa.

Hiroshima, il pikadon, la memoria

Hadashi no GenIl 6 agosto dell’animazione giapponese
Esquire Italia, 2018 – su Hadashi no Gen e In questo angolo di mondo
L’animazione giapponese ha metaforizzato l’incubo atomico in mille modi, ma il confronto diretto con il 6 agosto 1945 è raro. Due film lo affrontano da poli opposti: Hadashi no Gen, incollato alla materia e ai corpi, dove la vita diventa pura esposizione al pericolo; e In questo angolo di mondo, che evita la retorica per eccesso, moltiplicando i piani del reale e rinunciando a raffigurare il pikadon, cuore irriducibile dell’evento.

Colpiti da una pioggia nera, di Keiji NakazawaHiroshima materiale
N3rdcore, 2026 – su Colpiti da una pioggia nera di Keiji Nakazawa
Le nove storie brevi che Nakazawa pubblica tra il 1968 e il 1973, cioè nel periodo che porta a Hadashi no Gen, lette come una poetica che si costruisce sotto gli occhi del lettore. L’ossessione è il problema della trasmissione, e la trasmissione in Nakazawa è sempre materiale: unghie conservate, ossa cercate tra le macerie. Intanto il flashback del pikadon, storia dopo storia, si dilata fino a diventare l’inferno rappresentazionale di Gen.

Maghette, spokon, generi

L'incantevole Creamy, Creamy MamiForever Once More
Fumettologica, 2017 – su L’incantevole Creamy (Mahô no Tenshi Creamy Mami), Studio Pierrot
Yū è una maghetta, non una streghetta: una bambina normalissima il cui potere consiste nel diventare più grande. Rispetto a Minky Momo, Creamy Mami rovescia l’impianto e abbassa il salto anagrafico, spostando il problema dall’imparare a praticare la vita adulta al reggere la presa di coscienza del tempo che passa. È un dispositivo che tiene in equilibrio la pulsione verso il futuro e il terrore della crescita, mostrando solo la prima; e nessuno può immedesimarsi in Mami, perché Mami esibisce la propria natura di proiezione.

Ashita no JoeAnime e sport: intervista a Fabio Bartoli
N3rdcore, 2021 – intervista a Fabio Bartoli su Anime e sport (Tunué)
A dieci anni da Mangascienza, Bartoli torna con un saggio sugli spokon – da supōtsu e konjō, sport e tenacia – che intreccia la storia del Giappone moderno con lo sviluppo delle pratiche sportive nell’arcipelago, a partire dalle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Una conversazione sul genere, sui suoi archetipi e su cosa resta oggi di quella pedagogia della fatica.

Kurenai Sanshiro, Tatsunoko, 1969In cosa devo credere da oggi. Come finisce Judo Boy
Yattaran, 2026 – su Kurenai Sanshirô (Judo Boy) di Tatsunoko Production
Di Judo Boy si dice che non abbia un finale, perché il duello con l’uomo con un occhio solo non arriva mai. Ma quello che Sanshirô insegue è un segno fatto di un’assenza, che cambia corpo a ogni episodio. Nell’ultima puntata, dopo l’unico scontro che non può combattere, la ricerca resta ma cambia di grado – e la domanda disperata del primo episodio, in cosa devo credere adesso, trova la sua risposta.

Critica della cultura pop

La guerra dei nerdLa guerra dei nerd
Not – Nero Editions, 2017 – sull’identità nerd e i suoi conflitti
Il nerdom è davvero diventato patrimonio della destra? Dell’esperienza nerd italiana non esistono né storia né sociologia, solo autocertificazioni e ricordi individuali; la domanda è allora se ci sia qualcosa, in quell’attitudine, che valga la pena di salvare. La risposta passa dalla difesa dell’allegoria, dall’attenzione all’opera contro il mito dell’autore e dalla lotta per la dignità dell’immaginario – contro l’Alt-Right e contro la cultura intesa come status.

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Libri

in libreria e in ebook

Guida ai super robotGuida ai super robot
Odoya, 2016 – saggio
La storia e le storie dell’animazione robotica giapponese dalla sua nascita, nel 1972 con Mazinger Z, fino alla soglia degli anni Ottanta, in cui si individua un compimento dei temi emersi nel decennio precedente: l’universo dell’avversario come fondamento oscuro della psicologia del protagonista, la funzione di mediatore tra mondi del robot, la soggettivazione dell’eroe. Contemporaneamente l’animazione robotica rappresenta una parte dell’elaborazione collettiva del trauma della Seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze, con cui una generazione di autori continua a fare i conti. Una full immersion nel mondo dei robot giapponesi che hanno intrattenuto milioni di bambini e ragazzi dagli anni Settanta in poi, segnando una generazione con epiche avventure e scontri stupefacenti tra cielo e terra. Nacci svela i retroscena filosofici, storici e politici di robot parte del nostro immaginario.

Guida all'immaginario nerdGuida all’immaginario nerd
Odoya, 2019 – saggio, con altri autori
Cos’è la nerdiness (o nerditudine)? È una subcultura o un’indole? È una galassia di prodotti culturali o un atteggiamento verso la vita? In questa guida cinque autori con un passato o un futuro più o meno nerd illustrano i loro immaginari di riferimento, mettono in piazza le loro vocazioni, si interrogano sulla società. La tesi di fondo del volume è che questa guida è un’impostura: i nerd non esistono, e se esistono non sono quelli che scrivono qui. Se esistevano, si sono suicidati perché non hanno retto il mondo. La verità è che nessun nerd è mai davvero esistito, perché nessun essere umano è una caricatura. La verità è che nessuno è un nerd perché non esiste un vero canone nerd, e se esistesse nessun essere umano sarebbe in grado di incarnarlo. La verità è che il nerd non esiste perché le definizioni di nerd sono contraddittorie tra loro, e se sono tutte vere nessuno può essere un nerd. Ma non possono essere tutte vere perché sono contraddittorie. E ognuno dirà sempre che quella vera è quella che lo definisce come nerd, ed escluderà qualcun altro, e quel qualcun altro escluso, lo scarto, in quanto scarto sarà più nerd del nerd, e tuttavia non potrà fregiarsi del titolo, quindi non sarà un nerd e non essendo nerd né chi si fregia del titolo né chi ne è escluso, non esisterà nessun nerd… Esistono quindi solo percorsi individuali, mentalità, subculture incarnate. Ecco, qui non troverete la nerdiness, troverete dei nerd. Ma siccome il nerd non esiste, qui non troverete dei nerd, ma troverete la nerdiness.

SangueSangue
Autoproduzione, 2016 – racconto lungo
– La nostra razza non esiste, – ha detto, – le persone, per esistere, devono pensarsi con molta forza. Invece noi non siamo fatti di pensiero, siamo fatti di paura. Se ci pensassimo davvero non saremmo ciò che siamo, saremmo qualcos’altro. E questa debolezza la sveliamo: camminiamo sulle punte, ci confondiamo con il muro, voliamo via se ci soffiano addosso. E a soffiare sono il popolo e i signori. Noi siamo un’altra cosa. Pensaci: anche quando crediamo di far male al prossimo per un nostro tornaconto, un po’ di soldi, un voto, una pigrizia, un interesse, noi facciamo del male perché far del bene ci sembra presuntuoso, immorale, ci sembra un passare per quello che non siamo.

DreadlockDreadlock
Zona NoveVolt, 2011 – romanzo
A Bologna c’è un nuovo supereroe. Matteo, prossimo alla laurea, scopre di potersi trasformare in Dreadlock, potente rasta capace d’evocare gli elementi naturali: salta fin quasi a volare col sostegno del vento, erige muri d’aria, manipola il fuoco e la terra. Ma cosa può davvero Dreadlock fra conflitti etnici ed economici, terrorismo senza ritorno e svilimento postremo della dignità umana? Jacopo Nacci racconta un universo ferito da media e Potere con una narrazione spiazzante che deve molto al fumetto e ha la forza di una parabola. Perché interroga il bene come il male, passando per l’egoismo, il fallimento, la collera, la carne e lo spirito, che bruciano assieme in un mondo al collasso.

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Narrativa

racconti

Psicosi diverse

PolMed on my back
Nessuno è venuto a cambiare la lampadina del pianerottolo. Forse l’amministratore di condominio si è dimenticato, forse è ai container, o più probabilmente è in ferie: è appena finita la stagione della pioggia, è estate, e lui ha sicuramente un cazzo di cortile da cui godersi il sole.

Governa ogni cosa
Barbelo, il cielo di Cherania, è alta e gonfia di nubi, un drappo color grafite trapuntato d’indaco attraverso il quale posso vedere i bagliori delle scariche che si sfogano nel pleroma.

Till death do us party
Cecilia aveva messo sul piatto il vinile di True Blue, aveva acceso il giradischi, aveva appoggiato la puntina sul bordo del disco ed era andata a sedersi al centro del divano, distendendosi sullo schienale e lasciando che le braccia si adagiassero ai lati…

Il tao di Nina e Francesco
Fa caldissimo. Sto pedalando verso l’ultimo tratto di spiaggia; chiudo gli occhi, li riapro: vedo in bianco e nero per un istante. Arrivo in fondo alla strada, scendo dalla bici, scendo la scaletta: punto il luogo più lontano, accanto agli scogli, dove il colle e il mare si accostano e il mare è un acquario trasparente di sassi levigati.

Un tipo di serata
Anna si è fermata, si è staccata. Dario la sente respirare nervosa; apre gli occhi: vede il tettuccio dell’auto di Anna; piega la testa in avanti e vede il viso di Anna, immobile, al di là del suo pene: gli sembra che Anna stia fissando lui e non il suo pene…

Nella condizione irrevocabile (remiscelata)
In questo momento mi trovo a due anni da te. È la prima volta che vengo nel futuro a fare la stagione. Fare avanti e indietro ogni giorno mi costerebbe troppo, allora rimango nel futuro anche per due o tre settimane di fila; mangio e dormo qui, nel negozio di articoli per il mare, e ti chiamo una volta durante la pausa pranzo e una volta alla sera.

La Foglia
Accadde nel pomeriggio del 14 aprile, venticinque anni fa. Eravamo nella sala giochi della paninoteca La Boa, sul lungomare di Pesaro. Ale stava giocando a Ghosts ’n Goblins. Io ero accanto a lui.
Mi disse:
– Oh! Lo sai che giorno è oggi?
– Che giorno è oggi? – feci io.
– Non ti ricordi cos’è successo l’anno scorso?

Interludio sulla compilazione del database di un call center in caso di morte
Il software che usavamo al call center per effettuare le chiamate girava su windows 98, e aveva la faccia, nel quarto del monitor in alto a sinistra. La faccia, che era fatta di quadrati molto grossi, aveva tre espressioni: in attesa, risposta, e numero non funzionante.

Kraftwerk Tapes
Per accertare ogni anno che molti di loro non fossero più in vita, li chiamavo ogni mattina cliccando sui numeri di un database estratto dall’elenco telefonico del ’96.

Tre luoghi del nulla a Pesaro
Io Piazzale Lazzarini l’ho visto molto tardi. Prima vedevo un mucchio di cose: vedevo Harnold’s, il teatro, la fontana, i portici con il distributore di preservativi, palazzo Cermatori, il Cavalcavia, la Madonna dei Cappuccini, i gazebo dei bar e delle gelaterie, la banca all’angolo con via Curiel, l’entrata della galleria Roma, le palazzine sulla destra e i palazzoni sulla sinistra. Ma Piazzale Lazzarini come entità organica, nel suo insieme, l’ho veduto tardi.

In merito alla terapia
Per quanto il dato fosse già di pubblico dominio grazie all’abbondanza di letteratura sull’argomento, ammetto che senza nemmeno rendermene conto mi aspettavo l’unico oceano indiviso che fin da bambini siamo abituati a immaginare.

Trappola
— Bene, adesso facciamo che tu sei la tua cacca. – Bene, sono la mia cacca. – Come ti vedi? – Mmm. Un bel cubotto di cacca, inodore, di color gianduia.

Di fronte a lui
Di fronte a lui, Alessandro Baronciani e Jacopo Nacci.

Ex villaggio olimpico state of mind
Scendendo dal treno a Torino eri sereno, andavi a vedere la foresteria dove una camera singola ti attendeva e ti avrebbe accolto per tre mesi invernali: consigliata, la foresteria, dai preti.

To have an otaku point of view
– Ma come? Non lo sapevi? – No, davvero… Spiega un po’… – Quando gli Alleati volavano su San Giovanni Rotondo per bombardarla, finivano sempre col bombardare Foggia o Lecce.

Io e Cristina
Benché io sappia oramai tantissimo dei problemi sul lavoro che Federico è costretto ogni giorno ad affrontare a causa dell’ormai proverbiale inefficienza di Maurizio, del divorzio malmenato dagli strascichi riservato a Maria Grazia, del matrimonio che sembrava convenire a Nicoletta e che ora la avvilisce ogni giorno di più, di te so poco, anzi pochissimo.

The Otherz
-Pronto. -Ciao Jacopo! -Oh… Ciao. -Sono Matteo. -Oh… Ciao. -Matteo °°B°°. -Oh… Ciao. -EEEEH! Come staaai? Senti volevo chiederti se venivi a una festa dell’8 marzo a casa mia.

Golden Hours (sul culto degli dèi)
Ricordi cosa successe a quei due che non siamo più noi, quest’estate? Estate? La loro seconda estate insieme, no?

St. Elmo’s Fire (ecco i miei denti)
Il primo non può farcela, sai? Lo vedo, trasuda rabbia, è nervoso. Anche il suo corpo tradisce qualcosa della devianza repressa.

Il libro di Gwar
Salgono gli stolzi
Salgono le scale del palazzo nella notte
Senza faccia, tutti informi e scuri
Saltano leggeri e lunghi
Saltano i gradini a piedi pari
In fila, uno dopo l’altro
Entrano nella tua stanza

Teologia negativa

Franco sta spesso zitto
Franco è alto e muscoloso, e quando sorride assomiglia a DeNiro. È simpatico, e sta spesso zitto. Prima faceva il falegname in una ditta.

En-Sof Vs Horobi (Idaro no Mechadabu Rumaka 2) 2008 (ri-editing)
Il ciclone si sposta sulla pagina obbedendo a leggi digitali. Là dove passa le lettere sono prese nel vortice e le righe si sciolgono in nuvole bianche e nere.

Nei giorni 2008 (ri-editing)
It’s yourz The world in the palm of your hand It’s yourzWu-Tang Clan. Era venuto fuori in autobus, alle sei e tre quarti del mattino, mentre andavamo a prendere il treno per Firenze.Mi aveva domandato:– Hai spento il fornello?Lì per lì non avevo capito di cosa stesse parlando.

Zion Train 2008 (ri-editing)
Pensa a una cosa che le accade prima di addormentarsi. Ci sono degli omini, degli automi. Fanno delle cose con gli arti e gli organi fonatori, fanno movimenti e suoni.

Principi di devozione
Ancora oggi, d’estate, a CristoRe i bambini camminano a piedi nudi. Noi vivevamo proprio là, in quel triangolo che si forma prima che mare e ferrovia si accostino.

Contro tutti

Piano A
Il commissario Luca Palermo guida con la sinistra; con la destra si colpisce la fronte, si dà dello stupido, scuote il capo e lascia affiorare un sorriso.

Radici
Un aggancio è un aggancio è un aggancio è un aggancio, formuli, mentre porti tre taglieri di crostini misti. Porto, pensi, porto con il mio portamento.

Una mattina, Adamo
È la sveglia del cellulare. È la sveglia del cellulare e devo allungare il braccio per spegnerla.

Phoning Riviera
– Buongiorno signore, la chiamo dalla Brìllar, ci occupiamo di climatizzazione, stiamo proponendo delle consulenze gratuite a chi volesse valutare le nostre proposte prima dell’estate.

Confrontation II
I fatti che andremo a narrare non sono realmente accaduti, ma ciò non toglie che essi potrebbero accadere in quella regione che si trova ai confini della realtà.

Svegliami 2
B: -Perché tipo… la F. fa le pulizie. Hai mai provato a chiedere a un’agenzia di quelle che fanno le pulizie? J: -Sì.

Svegliami 1
J: -Posso farti una domanda? B: -Hhh… J: -… B: -Va bene. Fammi la domanda, su. J: -Perché hai scelto lui e non me?

Ecco
Caro J., le scrivo in qualità di amministratore dell’Istituto La Casa della Gioia per domandarle quante persone le abbiano telefonato per iscriversi al corso di filosofia che lei terrà presso il nostro Istituto La Casa della Gioia.

Gli anni giovani

Altri Bolognesi
Questo racconto è stato scritto durante i festeggiamenti per l’annuncio della candidatura di Sergio Cofferati alla guida di Bologna.

Micragna non vuole morire
Il cellulare squilla. Il numero sul display non mi dice nulla. Rispondo: – Pronto? Un istante di silenzio poi sento: – Nacci?

Io li chiamo i nomoteti
Appeso alla maniglia della finestra della cucina, il sacchetto della spazzatura contiene solo la metà della spazzatura.

Aprile
– Sai – ha detto il Marchese col suo tono affabile, – io non sono del tutto convinto che l’ordinanza miri a penalizzare i pakistani, anche se effettivamente c’è un certo risentimento da parte di molti nei loro confronti.

Rapporti, no?
Begotti mi chiama alle nove di sera e mi dice: – Senti, per quella cosa che dicevi tu, si può fare, si può fare.

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Critica

recensioni di libri, film, dischi

Romanzi

Le città-bioma come presente intensivo
Esquire Italia, 2020 – su Configurazione Tundra di Elena Giorgiana Mirabelli (Tunué)
L’invenzione decisiva del romanzo di Elena Giorgiana Mirabelli è un’utopia che non produce cittadini consapevoli ma sonnambuli: il linguaggio di Marta Fiani mima la filosofia per indurre una trance, appaia gli opposti ed espelle il conflitto, perché la causa dell’infelicità, per lei, è il libero arbitrio. Non collettivismo contro individualismo, ma un individualismo che non vede l’individualità e un progetto collettivo che esclude la solidarietà.

Rito e sacrificio nella stanza profonda
Pubblico una riflessione di Filippo Cicoli che amplia in modo inatteso il discorso su La stanza profonda di Vanni Santoni (che ho recensito qui).

Intorno a “La stanza profonda” di Vanni Santoni
Non so se si tratti del primo esempio al mondo, ma La stanza profonda è il memoriale di un dungeon master, vale a dire del narratore, arbitro, conduttore di un gioco di ruolo.

Una suggestione su “Urbino, Nebraska”.
Urbino, Nebraska di Alessio Torino (minimum fax, 2013) è insieme un romanzo e una raccolta di quattro racconti ambientati nello stesso universo, con quattro protagonisti ritratti mentre attraversano quattro soglie cruciali delle loro vite, in tempi diversi…

Prose Combat
Ho già scritto una volta della mia difficoltà a parlare delle opere di Simone Ghelli, eppure bisogna parlarne, perché Voi, onesti farabutti è un romanzo importante e bisogna dirlo.

Qualche libro del 2011
Di recensioni, recensioni di narrativa in particolare, quest’anno ne ho fatte pochissime, come si evince sfogliando la categoria recensioni su Yattaran: solo il post sui plugin della saggistica e due romanzi: Il bisogno dei segreti di Marco Candida e Se fossi…

Perí Physeos
Questa Firenze la osservi da fuori come una fortezza spettrale, dall’alto come una valle dell’Ade: è un sogno lucido, un luogo dello spirito trasformato in luogo degli spiriti.

Resa di un recensore di Candida
Ogni storia non è regolata da un conflitto ma da una relazione. A volte questa relazione può rimanere solo un tentativo.

Tentativo di autorecensione
La settimana scorsa mi sono ritrovato a parlare, per la prima volta dopo tredici anni, di Tutti carini, un libro che ho pubblicato, per l’appunto, tredici anni or sono.

Molosso e forme di vita
Il molosso. La traduzione. Noi continuiamo a tradurre la Fisica di Aristotele e, in qualche modo, capiamo quello che c’è scritto; ma è possibile che noi non siamo – né possiamo far rivivere in noi – la stessa forma di vita dell’uomo che viveva ai tempi di…

Le scuole teobaldiane
Nella mia testa accadono di consueto cose inconsuete. Per esempio: nella mia testa esistono due scuole filosofiche che disputano sulla corretta interpretazione dell’opera di Paolo Teobaldi.

Luca Ricci, La persecuzione del rigorista
Il giovane sacerdote di buona famiglia e salde ambizioni, inviato a trascorrere un breve periodo in un paese di montagna, è quanto di più lontano si possa immaginare dallo stereotipo del prete: uomo di mondo in ogni senso, completamente privo di dimensione…

Francesca Bonafini, Mangiacuore
La ragazza del nord è colta, curiosa, è politicamente attiva, fa volontariato. E in una comunità di recupero, a Milano, conosce Alfredo, eroinomane romano in via di disintossicazione.

Federico Platania, Il primo sangue
Andrea vive con i suoi genitori in una casa minuscola e lavora in una mensa tirando su novecento euro al mese.

Marco Candida, Il diario dei sogni
Questa recensione è apparsa sull’Indice dell’aprile 2008.
Verino Lunari, disoccupato e scrittore emergente, tiene un registro dei sogni provocatigli dal Cipralex, il medicinale con il quale cura i suoi attacchi di panico.

Pensieri su un romanzo di Daniele Pasquini
Io volevo Ringo Starr è un romanzo scritto da Daniele Pasquini e pubblicato da Intermezzi. Daniele Pasquini ha poco più di vent’anni (qui il suo blog).

Contro la barriera del cielo
Questa recensione è apparsa sull’Indice di gennaio.
È una rete, questo romanzo di Paolin, è l’intreccio dei ricordi del protagonista, Demetrio, dapprima giornalista incapace di rinunciare alle proprie velleità letterarie e infine addetto stampa d’un sindacato, strumento docile che s’affida alla mano altrui…

Pensieri sui libri di Angelo Calvisi
Calvisi ha scritto una trilogia: Maledizione del sommo poeta, Il geometra sbagliato, Principe di Persia. Maledizione del sommo poeta cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge Il geometra sbagliato e si ripensa il primo libro alla luce del secondo.

L’ultimo Gabibbo
Questa recensione è apparsa sull’Indice di ottobre.
Michele Botta ha ventisei anni, è compulsivo, nevrotico, particolarmente abile a trovare pretesti per andare in collera e a ingenerare limiti nella pazienza apparentemente illimitata della sua fidanzata; coltiva un’evidente propensione all’alcolismo, è…

Manufatti
Questa recensione è apparsa sul numero 7 di Satisfiction.
Wunderkind di D’Andrea G.L. fa molte cose e le fa bene: dà inizio a una trilogia dipingendo un mondo gotico e fantastico che ti si imprime nella mente, lasciandoti con la voglia di penetrarlo a fondo; di quel mondo ti fa letteralmente vedere le architetture…

Ossa rotte
Questa recensione è apparsa su Satisfiction 6.
Lotta armata, movimenti, infiltrazione di ieri e di oggi: dalle università degli anni Settanta alle nuove Brigate Rosse passando per il G8 di Genova, Guglielmo Pispisa – membro dell’ensemble narrativo Kai Zen, qui al terzo lavoro solista – racconta una storia…

Be aggressive
Questa recensione è apparsa sull’Indice di maggio.
A tre anni dall’esordio A cena con Lolita (Pendragon 2005), torna Eva Clesis con un romanzo agile e sincero, che possiede l’essenzialità e la freschezza dei libri scritti con urgenza, e del quale il maggior pregio è forse la credibilità della protagonista…

L’equazione negata
Questa recensione è apparsa sul numero 5 di Satisfiction.
Chimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo, Einaudi. Nel 1960 la Nigeria ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna e nel 1967, dopo una serie di scontri tribali, l’etnia igbo intraprese la via della secessione, che culminò nella dichiarazione d’indipendenza del Biafra.

L’inverno nel cuore
Questa recensione è uscita sull’Indice di aprile.
Risale al 1990, questo breve romanzo di Jamaica Kincaid. Va così a situarsi, nell’ancora incompleta bibliografia italiana dell’autrice, tra Un posto piccolo e Autobiografia di mia madre (Adelphi), con i quali condivide due grandi temi: il rapporto di amore e…

Centinaia di potenze
Questa recensione è apparsa sull’Indice di gennaio.
Nel Regno la libertà di coscienza e di fare progetti è negata.

La dissipazione dell’energia
Questa recensione compare sull’Indice di febbraio.
Il protagonista del romanzo, Emiliano, esce dal carcere dopo aver scontato sedici anni per un omicidio che non ha commesso e del quale nemmeno desidera più sapere chi sia il colpevole.

La mania nell’alfabeto
Dopo la descrizione di un’esistenza votata alla scrittura con La mania per l’alfabeto, dopo il tentativo di dare una definizione metaforica o addirittura sostanziale della scrittura nel Diario dei sogni, con Domani avrò trent’anni (Eumeswil 2008) Marco…

L’iniziazione permanente
Una versione leggermente più corta di questa recensione, intitolata Psiconaufraghi, è uscita sull’Indice di settembre
Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli 2008. Dove si raccontano dieci anni di scorribande, consuetudini e azzardi di sei ragazzi del Valdarno; il filo conduttore – l’interesse in comune – è l’uso di qualsiasi sostanza stupefacente si riesca a trovare.

Saggi

La Guida del Mistè
È finalmente fuori la Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè, un lavoro che ho voluto tantissimo, proponendo l’idea a Odoya e all’autore, lavorando come un pazzo all’editing e scomodando i santi dai loro troni aurei.

Di tutti i libri possibili
È uscita qualche giorno fa per effequ l’antologia di saggi, a cura di Silvia Costantino, Di tutti i mondi possibili, che raccoglie e rielabora l’esperienza del Sublime Simposio del Potere.

I Goonies di Richard DonnerDisagi posizionali
L’Indiscreto, 2017 – sulla Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura
Un lungo saggio sulla Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura, scritto a partire da vent’anni di lavori precari e rifiutati. Il libro non tiene conto del capitale culturale di chi non conosce i codici impliciti con cui in Italia si ottiene l’inclusione, e il suo dispositivo retorico finisce per creare la classe di cui parla: nato per denunciare il classismo dei declassati, rischia di alimentare il senso di colpa dei disagiati.

Sette plugin indispensabili al cervello
È sempre più importante, a fronte della grande quantità di input cui la rete sociale ci sottopone, rendere stabili i nostri cervelli; per questo motivo ho deciso di scrivere questo post sui plugin che ritengo davvero indispensabili per avere un cervello…

Fenomeni linguistici incontrollabili
Il saggio di Roberta De Monticelli, La questione morale, ha il merito non irrilevante di offrire una ricognizione sui costumi di casa nostra – si parte da Guicciardini, si passa per Leopardi, si arriva a Corona e Ratzinger, a Bobbio e Zagrebelsky – portandone…

Il relativismo di Ratzinger
L’ordine del cuore, trattato di “etica e teoria del sentire” di Roberta De Monticelli, si contrappone con fermezza tanto alla tesi che senza Dio non si darebbero valori, quanto al riduzionismo razionalista che forma tanta parte del senso comune.

Antologie

AAVV, Viva Las Vegas
La casa editrice Las Vegas celebra la propria nascita con questa brillante antologia di racconti: quindici storie delle quali una tira l’altra come le ciliegie del logo, e nessuna lascia che il livello cada; anche perché, va detto, gli autori (distanti per…

Cose dell’anno scorso eppure belle
Questa recensione è andata in onda sull’Indice di novembre.
Cagnanza e padronanza di Peppe Fiore, invece, è scaricabile gratuitamente qui, ed è molto, molto, molto bello.

Come si diventa ciò che si è
Una versione leggermente ridotta di questa recensione di Una cosa piccola che sta per esplodere di Paolo Cognetti (Minimum Fax, 2007) è uscita sul numero di ottobre dell’Indice.
L’erede altera e anoressica di una famiglia benestante, il figlio di un meccanico alcolista e violento, una bambina che scrive racconti sul padre scomparso, un ragazzino che assiste alla separazione dei genitori, una giovane donna che afferma la propria…

Immagini e suoni

Nessun dovere
Nei giorni della sua uscita, Strappare lungo i bordi è diventato oggetto di ampio dibattito sui social.

This HOME is NOT A Temple
Avevo letto il diario di viaggio di Cecilia alle Azzorre prima che trovasse un editore: è un romanzo straordinario, un estratto, distillato in prosa, di quel mostruoso processo di restituzione del reale in cui consiste l’opera aperta multimediale a cui…

Dischi d’autunno: Relentless
«Avevamo diversi brani strumentali per i quali non riuscivo a pensare ad alcuna parola per comporne un testo. Ci piacevano così e non valeva la pena aggiungere qualcosa di più».

Oltre Ultra
Ci ho messo dieci anni a digerire Ultra. Considerando che quest’estate festeggerò i miei primi diciott’anni di devozione non è poco.

Il novissimo Kyashan – La rinascita
Stamane a Bologna è partito il future film festival. Alle undici di ‘sta mattina sono andato a vedermi La Rinascita, il discusso film tratto dalla mitica serie Kyashan.

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Filosofia

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La filosofia antica in quarantadue videolezioni
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Dai fisici ionici ad Agostino, passando per Socrate, Platone, Aristotele, gli Stoici e Plotino.

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Da Cartesio a Freud, passando per Kant, Hegel, Schopenhauer, Marx e Nietzsche.

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