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PopCult

articoli su manga e anime

Super robot e animazione robotica

Shinji e Asuka in Neon Genesis EvangelionEvangelion. Rapporti reali / Rapporti impossibili
Linus, novembre 2025 – su Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno
L’episodio nove, con Asuka e Shinji costretti a colpire all’unisono le due metà di Israfel, visto accanto alla fusione alchemica di Gakeen. Ma il punto è un altro: Evangelion riattiva categorie della tradizione super-robotica che erano rimaste dormienti – il Robottone è la Madre, e da lì si rilegge all’indietro cosa fosse il robot per Ganga o per Mazinger Z – e intanto scardina lo schema triadico dei piloti, rendendo impossibile stabilire chi sia l’1, chi lo smilzo e chi il grosso.

Goldrake, UFO Robot GrendizerBuon compleanno, Goldrake! Del conseguimento della maggiore età
Esquire Italia, 2018 – su UFO Robot Goldrake (UFO Robot Grendizer) di Go Nagai e Toei Animation
Goldrake è la serie che porta la super-robotica nello spazio e fonda il mitologema dell’orfano alieno: l’eroe sopravvissuto a una catastrofe già avvenuta, che deve impedire che si ripeta. Il percorso di Actarus, dall’episodio di Naida in poi, è l’uscita dall’egoriferimento di chi si sente responsabile di tutto, colpe e salvezze comprese; e il rapporto con Alcor e Venusia è il modo in cui la missione smette di coincidere con il suo destino personale.

Daitarn 3 di Yoshiyuki TominoLa guerra dei narcisisti
Esquire Italia, 2018 – su Daitarn 3 di Yoshiyuki Tomino
Daitarn 3, l’anime umoristico e metarobotico di Tomino, è un capolavoro di critica sociale. Il narcisismo è il sentire condiviso da buoni e cattivi, e lo scontro è tutto interno alla classe dominante: da una parte un playboy miliardario perfettamente integrato, dall’altra una setta di homines novi risentiti. Lo stile – il contegno, l’autocontrollo – funziona come la più sottile delle discriminanti di classe: i meganoidi sono reazionari frustrati, ma Banjō è un conservatore.

I super robot classici di Go NagaiTecnica e passato nell’anime di super-robot
L’Indiscreto, 2017 – sull’animazione robotica giapponese degli anni Settanta
Siamo abituati ad associare la tecnica al futuro, ma nell’animazione robotica giapponese la tecnica appartiene al passato: Micene, il nazismo, i dinosauri di Getter Robot, i corpi biomeccanici dei nemici. L’essenza della tecnica sta nel disporre e manipolare, cioè nel ridurre l’umano a cosa; e per combattere quel passato l’eroe deve affidarsi proprio alla tecnica, che non ne è la nemesi ma la mediatrice.

Goldrake, UFO Robot GrendizerAlabarde e metafisica: un’intervista su N3rdcore
N3rdcore, 2018 – intervista di Lorenzo Fantoni per i quarant’anni di Goldrake
Una conversazione nel quarantennale della prima messa in onda italiana, su tre piani distinti: che cosa è stato Grendizer per i giapponesi, che cosa Goldrake per gli italiani, e che cosa ha significato nella storia della super-robotica. L’aspetto che mi interessa di più è il terzo: con l’orfano alieno non si ripresenta soltanto il nemico, si ripresenta l’intera storia, e l’eroe non deve più ricacciare indietro il rimosso ma spezzare il ciclo dell’eterno ritorno.

Zaku, da Mobile Suit GundamDue parole su Guida ai super e real robot
N3rdcore, 2018 – su Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè (Odoya)
Una non-recensione, perché non sono nella posizione di recensirlo: il progetto l’ho proposto io a Odoya, l’autore l’ho scelto io e del testo sono stato l’editor. Posso però dire perché due libri così legati siano tanto antitetici: Guida ai super robot è un libro di narratologia che mette al centro le storie, Guida ai super e real robot è un libro di cronaca che mette al centro gli autori. Due modi opposti, forse i due modi sommi, di stare davanti alle opere.

Manga e anime: fantascienza, corpi, archetipi

Akira di Katsuhiro OtomoAkira: il futuro non è immaginabile
Esquire Italia, 2018 – su Akira di Katsuhiro Otomo, manga e film
Dove il film e il manga si separano, e perché: Otomo rinuncia al meditativo e punta tutto sui corpi, quello di Tetsuo come intersezione di mondi e quello di Kaneda come compattezza indistruttibile. Nel post-apocalittico classico il dopo è una versione falsa del prima; in Akira accade il contrario, il dopo rivela che le nostre vestigia erano già sacre, e che a essere sbagliata è la prospettiva da cui le guardavamo.

Gunnm, il manga di Yukito KishiroAlita come narrazione modello
Esquire Italia, 2019 – su Gunnm / Alita di Yukito Kishiro
In un genere che ha eletto la complessità a ragion d’essere, la forza di Gunnm sta nella semplicità netta delle sue dicotomie. Kishiro è un virtuoso del rimontaggio: usa archetipi collaudati senza farli scadere in stereotipi, fa coincidere il potenziamento fisico della protagonista con la sua comprensione di sé, e tiene fuori il fan service per una ragione narrativa precisa – Alita è la storia di un soggetto, e oggettivarlo l’avrebbe vanificata.

Ken il Guerriero, Hokuto no KenSotto le stelle dell’Orsa
Esquire Italia, 2018 – su Ken il Guerriero (Hokuto no Ken) di Buronson e Tetsuo Hara
Ken il Guerriero non si limita a mettere in scena un messia: ci dice come è fatto e cosa fa un messia. Toki e Raoul incarnano concetti pieni e univoci, la vita e la morte; Kenshiro no, il suo attributo è il vuoto, una tristezza condensata fino ad assumere massa. Non è la stella polare, la indica: non instaura l’ordine e non dà la salute, mostra a ciascuno chi è.

Grey, manga di Yoshihisa TagamiGrey: la rabbia come stato di grazia
L’Indiscreto, 2017 – su Grey di Yoshihisa Tagami
La trama di Grey non ha nulla di originale, eppure il manga di Yoshihisa Tagami è speciale, e ci ho messo anni a capire perché. In quel mondo la disperazione è un’ontologia, la sostanza omogenea di ogni cosa; e la rabbia del protagonista non è agitazione ma una gnosi, una decisione che avviene in un istante fuori dal tempo. In Grey rabbia e grazia sono la stessa cosa.

Hiroshima, il pikadon, la memoria

Hadashi no GenIl 6 agosto dell’animazione giapponese
Esquire Italia, 2018 – su Hadashi no Gen e In questo angolo di mondo
L’animazione giapponese ha metaforizzato l’incubo atomico in mille modi, ma il confronto diretto con il 6 agosto 1945 è raro. Due film lo affrontano da poli opposti: Hadashi no Gen, incollato alla materia e ai corpi, dove la vita diventa pura esposizione al pericolo; e In questo angolo di mondo, che evita la retorica per eccesso, moltiplicando i piani del reale e rinunciando a raffigurare il pikadon, cuore irriducibile dell’evento.

Colpiti da una pioggia nera, di Keiji NakazawaHiroshima materiale
N3rdcore, 2026 – su Colpiti da una pioggia nera di Keiji Nakazawa
Le nove storie brevi che Nakazawa pubblica tra il 1968 e il 1973, cioè nel periodo che porta a Hadashi no Gen, lette come una poetica che si costruisce sotto gli occhi del lettore. L’ossessione è il problema della trasmissione, e la trasmissione in Nakazawa è sempre materiale: unghie conservate, ossa cercate tra le macerie. Intanto il flashback del pikadon, storia dopo storia, si dilata fino a diventare l’inferno rappresentazionale di Gen.

Maghette, spokon, generi

L'incantevole Creamy, Creamy MamiForever Once More
Fumettologica, 2017 – su L’incantevole Creamy (Mahô no Tenshi Creamy Mami), Studio Pierrot
Yū è una maghetta, non una streghetta: una bambina normalissima il cui potere consiste nel diventare più grande. Rispetto a Minky Momo, Creamy Mami rovescia l’impianto e abbassa il salto anagrafico, spostando il problema dall’imparare a praticare la vita adulta al reggere la presa di coscienza del tempo che passa. È un dispositivo che tiene in equilibrio la pulsione verso il futuro e il terrore della crescita, mostrando solo la prima; e nessuno può immedesimarsi in Mami, perché Mami esibisce la propria natura di proiezione.

Ashita no JoeAnime e sport: intervista a Fabio Bartoli
N3rdcore, 2021 – intervista a Fabio Bartoli su Anime e sport (Tunué)
A dieci anni da Mangascienza, Bartoli torna con un saggio sugli spokon – da supōtsu e konjō, sport e tenacia – che intreccia la storia del Giappone moderno con lo sviluppo delle pratiche sportive nell’arcipelago, a partire dalle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Una conversazione sul genere, sui suoi archetipi e su cosa resta oggi di quella pedagogia della fatica.

Kurenai Sanshiro, Tatsunoko, 1969In cosa devo credere da oggi. Come finisce Judo Boy
Yattaran, 2026 – su Kurenai Sanshirô (Judo Boy) di Tatsunoko Production
Di Judo Boy si dice che non abbia un finale, perché il duello con l’uomo con un occhio solo non arriva mai. Ma quello che Sanshirô insegue è un segno fatto di un’assenza, che cambia corpo a ogni episodio. Nell’ultima puntata, dopo l’unico scontro che non può combattere, la ricerca resta ma cambia di grado – e la domanda disperata del primo episodio, in cosa devo credere adesso, trova la sua risposta.

Critica della cultura pop

La guerra dei nerdLa guerra dei nerd
Not – Nero Editions, 2017 – sull’identità nerd e i suoi conflitti
Il nerdom è davvero diventato patrimonio della destra? Dell’esperienza nerd italiana non esistono né storia né sociologia, solo autocertificazioni e ricordi individuali; la domanda è allora se ci sia qualcosa, in quell’attitudine, che valga la pena di salvare. La risposta passa dalla difesa dell’allegoria, dall’attenzione all’opera contro il mito dell’autore e dalla lotta per la dignità dell’immaginario – contro l’Alt-Right e contro la cultura intesa come status.

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Libri

in libreria e in ebook

Guida ai super robotGuida ai super robot
Odoya, 2016 – saggio
La storia e le storie dell’animazione robotica giapponese dalla sua nascita, nel 1972 con Mazinger Z, fino alla soglia degli anni Ottanta, in cui si individua un compimento dei temi emersi nel decennio precedente: l’universo dell’avversario come fondamento oscuro della psicologia del protagonista, la funzione di mediatore tra mondi del robot, la soggettivazione dell’eroe. Contemporaneamente l’animazione robotica rappresenta una parte dell’elaborazione collettiva del trauma della Seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze, con cui una generazione di autori continua a fare i conti. Una full immersion nel mondo dei robot giapponesi che hanno intrattenuto milioni di bambini e ragazzi dagli anni Settanta in poi, segnando una generazione con epiche avventure e scontri stupefacenti tra cielo e terra. Nacci svela i retroscena filosofici, storici e politici di robot parte del nostro immaginario.

Guida all'immaginario nerdGuida all’immaginario nerd
Odoya, 2019 – saggio, con altri autori
Cos’è la nerdiness (o nerditudine)? È una subcultura o un’indole? È una galassia di prodotti culturali o un atteggiamento verso la vita? In questa guida cinque autori con un passato o un futuro più o meno nerd illustrano i loro immaginari di riferimento, mettono in piazza le loro vocazioni, si interrogano sulla società. La tesi di fondo del volume è che questa guida è un’impostura: i nerd non esistono, e se esistono non sono quelli che scrivono qui. Se esistevano, si sono suicidati perché non hanno retto il mondo. La verità è che nessun nerd è mai davvero esistito, perché nessun essere umano è una caricatura. La verità è che nessuno è un nerd perché non esiste un vero canone nerd, e se esistesse nessun essere umano sarebbe in grado di incarnarlo. La verità è che il nerd non esiste perché le definizioni di nerd sono contraddittorie tra loro, e se sono tutte vere nessuno può essere un nerd. Ma non possono essere tutte vere perché sono contraddittorie. E ognuno dirà sempre che quella vera è quella che lo definisce come nerd, ed escluderà qualcun altro, e quel qualcun altro escluso, lo scarto, in quanto scarto sarà più nerd del nerd, e tuttavia non potrà fregiarsi del titolo, quindi non sarà un nerd e non essendo nerd né chi si fregia del titolo né chi ne è escluso, non esisterà nessun nerd… Esistono quindi solo percorsi individuali, mentalità, subculture incarnate. Ecco, qui non troverete la nerdiness, troverete dei nerd. Ma siccome il nerd non esiste, qui non troverete dei nerd, ma troverete la nerdiness.

SangueSangue
Autoproduzione, 2016 – racconto lungo
– La nostra razza non esiste, – ha detto, – le persone, per esistere, devono pensarsi con molta forza. Invece noi non siamo fatti di pensiero, siamo fatti di paura. Se ci pensassimo davvero non saremmo ciò che siamo, saremmo qualcos’altro. E questa debolezza la sveliamo: camminiamo sulle punte, ci confondiamo con il muro, voliamo via se ci soffiano addosso. E a soffiare sono il popolo e i signori. Noi siamo un’altra cosa. Pensaci: anche quando crediamo di far male al prossimo per un nostro tornaconto, un po’ di soldi, un voto, una pigrizia, un interesse, noi facciamo del male perché far del bene ci sembra presuntuoso, immorale, ci sembra un passare per quello che non siamo.

DreadlockDreadlock
Zona NoveVolt, 2011 – romanzo
A Bologna c’è un nuovo supereroe. Matteo, prossimo alla laurea, scopre di potersi trasformare in Dreadlock, potente rasta capace d’evocare gli elementi naturali: salta fin quasi a volare col sostegno del vento, erige muri d’aria, manipola il fuoco e la terra. Ma cosa può davvero Dreadlock fra conflitti etnici ed economici, terrorismo senza ritorno e svilimento postremo della dignità umana? Jacopo Nacci racconta un universo ferito da media e Potere con una narrazione spiazzante che deve molto al fumetto e ha la forza di una parabola. Perché interroga il bene come il male, passando per l’egoismo, il fallimento, la collera, la carne e lo spirito, che bruciano assieme in un mondo al collasso.

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Narrativa

racconti

Psicosi diverse

PolMed on my back
Nessuno è venuto a cambiare la lampadina del pianerottolo. Forse l’amministratore di condominio si è dimenticato, forse è ai container, o più probabilmente è in ferie: è appena finita la stagione della pioggia, è estate, e lui ha sicuramente un cazzo di cortile da cui godersi il sole.

Governa ogni cosa + Calypso
Barbelo, il cielo di Cherania, è alta e gonfia di nubi, un drappo color grafite trapuntato d’indaco attraverso il quale posso vedere i bagliori delle scariche che si sfogano nel pleroma.

Till death do us party
Cecilia aveva messo sul piatto il vinile di True Blue, aveva acceso il giradischi, aveva appoggiato la puntina sul bordo del disco ed era andata a sedersi al centro del divano, distendendosi sullo schienale e lasciando che le braccia si adagiassero ai lati…

Il tao di Nina e Francesco
Fa caldissimo. Sto pedalando verso l’ultimo tratto di spiaggia; chiudo gli occhi, li riapro: vedo in bianco e nero per un istante. Arrivo in fondo alla strada, scendo dalla bici, scendo la scaletta: punto il luogo più lontano, accanto agli scogli, dove il colle e il mare si accostano e il mare è un acquario trasparente di sassi levigati.

Un tipo di serata
Anna si è fermata, si è staccata. Dario la sente respirare nervosa; apre gli occhi: vede il tettuccio dell’auto di Anna; piega la testa in avanti e vede il viso di Anna, immobile, al di là del suo pene: gli sembra che Anna stia fissando lui e non il suo pene…

Nella condizione irrevocabile (remiscelata)
In questo momento mi trovo a due anni da te. È la prima volta che vengo nel futuro a fare la stagione. Fare avanti e indietro ogni giorno mi costerebbe troppo, allora rimango nel futuro anche per due o tre settimane di fila; mangio e dormo qui, nel negozio di articoli per il mare, e ti chiamo una volta durante la pausa pranzo e una volta alla sera.

La Foglia
Accadde nel pomeriggio del 14 aprile, venticinque anni fa. Eravamo nella sala giochi della paninoteca La Boa, sul lungomare di Pesaro. Ale stava giocando a Ghosts ’n Goblins. Io ero accanto a lui.
Mi disse: – Oh! Lo sai che giorno è oggi?

Interludio sulla compilazione del database di un call center in caso di morte
Il software che usavamo al call center per effettuare le chiamate girava su windows 98, e aveva la faccia, nel quarto del monitor in alto a sinistra. La faccia, che era fatta di quadrati molto grossi, aveva tre espressioni: in attesa, risposta, e numero non funzionante.

Tre luoghi del nulla a Pesaro
Io Piazzale Lazzarini l’ho visto molto tardi. Prima vedevo un mucchio di cose: vedevo Harnold’s, il teatro, la fontana, i portici con il distributore di preservativi, palazzo Cermatori, il Cavalcavia, la Madonna dei Cappuccini, i gazebo dei bar e delle gelaterie, la banca all’angolo con via Curiel, l’entrata della galleria Roma, le palazzine sulla destra e i palazzoni sulla sinistra. Ma Piazzale Lazzarini come entità organica, nel suo insieme, l’ho veduto tardi.

In merito alla terapia
Per quanto il dato fosse già di pubblico dominio grazie all’abbondanza di letteratura sull’argomento, ammetto che senza nemmeno rendermene conto mi aspettavo l’unico oceano indiviso che fin da bambini siamo abituati a immaginare.

Di fronte a lui
Di fronte a lui, Alessandro Baronciani e Jacopo Nacci.

To have an otaku point of view
– Ma come? Non lo sapevi? – No, davvero… Spiega un po’… – Quando gli Alleati volavano su San Giovanni Rotondo per bombardarla, finivano sempre col bombardare Foggia o Lecce.

Il libro di Gwar
Salgono gli stolzi
Salgono le scale del palazzo nella notte
Senza faccia, tutti informi e scuri

Teologia negativa

Teologia negativa, illustrazione di Alessandro Baronciani
Zion Train 2008 (ri-editing)
Pensa a una cosa che le accade prima di addormentarsi. Ci sono degli omini, degli automi. Fanno delle cose con gli arti e gli organi fonatori, fanno movimenti e suoni.

En-Sof Vs Horobi (Idaro no Mechadabu Rumaka 2) 2008 (ri-editing)
Il ciclone si sposta sulla pagina obbedendo a leggi digitali. Là dove passa le lettere sono prese nel vortice e le righe si sciolgono in nuvole bianche e nere.

Franco sta spesso zitto
Franco è alto e muscoloso, e quando sorride assomiglia a DeNiro. È simpatico, e sta spesso zitto. Prima faceva il falegname in una ditta.

Nei giorni 2008 (ri-editing)
Era venuto fuori in autobus, alle sei e tre quarti del mattino, mentre andavamo a prendere il treno per Firenze. Mi aveva domandato:– Hai spento il fornello? Lì per lì non avevo capito di cosa stesse parlando.

Principi di devozione
Ancora oggi, d’estate, a CristoRe i bambini camminano a piedi nudi. Noi vivevamo proprio là, in quel triangolo che si forma prima che mare e ferrovia si accostino.

Contro tutti

Contro tutti
Radici
Un aggancio è un aggancio è un aggancio è un aggancio, formuli, mentre porti tre taglieri di crostini misti. Porto, pensi, porto con il mio portamento.

Phoning Riviera
– Buongiorno signore, la chiamo dalla Brìllar, ci occupiamo di climatizzazione, stiamo proponendo delle consulenze gratuite a chi volesse valutare le nostre proposte prima dell’estate.

Ex villaggio olimpico state of mind
Scendendo dal treno a Torino eri sereno, andavi a vedere la foresteria dove una camera singola ti attendeva e ti avrebbe accolto per tre mesi invernali: consigliata, la foresteria, dai preti.

Piano A
Il commissario Luca Palermo guida con la sinistra; con la destra si colpisce la fronte, si dà dello stupido, scuote il capo e lascia affiorare un sorriso.

Una mattina, Adamo
È la sveglia del cellulare. È la sveglia del cellulare e devo allungare il braccio per spegnerla.

Ecco
Caro J., le scrivo in qualità di amministratore dell’Istituto La Casa della Gioia per domandarle quante persone le abbiano telefonato per iscriversi al corso di filosofia che lei terrà presso il nostro Istituto La Casa della Gioia.

Gli anni giovani

Contro tutti

Rapporti, no?
Begotti mi chiama alle nove di sera e mi dice: – Senti, per quella cosa che dicevi tu, si può fare, si può fare.

Aprile
– Sai – ha detto il Marchese col suo tono affabile, – io non sono del tutto convinto che l’ordinanza miri a penalizzare i pakistani, anche se effettivamente c’è un certo risentimento da parte di molti nei loro confronti.

Io li chiamo i nomoteti
Appeso alla maniglia della finestra della cucina, il sacchetto della spazzatura contiene solo la metà della spazzatura.

Micragna non vuole morire
Il cellulare squilla. Il numero sul display non mi dice nulla. Rispondo:
– Pronto?
Un istante di silenzio poi sento:
– Nacci?

Puoi venire anche tu
-Pronto.
-Ciao Jacopo!
-Oh… Ciao.
-Sono Matteo.
-Oh… Ciao.
-Matteo °°B°°. –
Oh… Ciao.

Altri Bolognesi
Zishan ha preso le faxe nelle lattine da un litro e ride come un vecchio assassino che non si annoia mai di ammazzare. Però le tiene ancora, le vietatissime moretti di vetro da 66 nel frigo. La gente fa avanti e andrìa attraverso la porta stretta della kebabberia, minuscola e irripetibile funzione del mercato multidimesionale.

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Critica

recensioni di libri, film, dischi

Romanzi

Elena Giorgiana Mirabelli, Configurazione Tundra
Esquire Italia, 2020
L’invenzione decisiva del romanzo di Elena Giorgiana Mirabelli è un’utopia che non produce cittadini consapevoli ma sonnambuli.

Vanni Santoni, La stanza profonda
Non so se si tratti del primo esempio al mondo, ma La stanza profonda è il memoriale di un dungeon master, vale a dire del narratore, arbitro, conduttore di un gioco di ruolo.

Paolo Teobaldi, i romanzi
Nella mia testa accadono di consueto cose inconsuete. Per esempio: nella mia testa esistono due scuole filosofiche che disputano sulla corretta interpretazione dell’opera di Paolo Teobaldi: i neoteobaldici e i calicantiani.

Alessio Torino, Urbino, Nebraska
Urbino, Nebraska di Alessio Torino è insieme un romanzo e una raccolta di quattro racconti ambientati nello stesso universo, con quattro protagonisti ritratti mentre attraversano quattro soglie cruciali delle loro vite, in tempi diversi.

Simone Ghelli, Voi, onesti farabutti
Ho già scritto una volta della mia difficoltà a parlare delle opere di Simone Ghelli, eppure bisogna parlarne, perché Voi, onesti farabutti è un romanzo importante e bisogna dirlo.

Vanni Santoni, Se fossi fuoco, arderei Firenze
Questa Firenze la osservi da fuori come una fortezza spettrale, dall’alto come una valle dell’Ade: è un sogno lucido, un luogo dello spirito trasformato in luogo degli spiriti.

Marco Candida, Il bisogno dei segreti
Una storia non è regolata da un conflitto ma da una relazione. A volte questa relazione può rimanere solo un tentativo.

Enzo Fileno Carabba, Il molosso
Il molosso. La traduzione. Noi continuiamo a tradurre la Fisica di Aristotele e, in qualche modo, capiamo quello che c’è scritto; ma è possibile che noi non siamo – né possiamo far rivivere in noi – la stessa forma di vita dell’uomo che viveva ai tempi di Aristotele.

Luca Ricci, La persecuzione del rigorista
Il giovane sacerdote di buona famiglia e salde ambizioni, inviato a trascorrere un breve periodo in un paese di montagna, è quanto di più lontano si possa immaginare dallo stereotipo del prete: uomo di mondo in ogni senso, completamente privo di dimensione spirituale.

Francesca Bonafini, Mangiacuore
La ragazza del nord è colta, curiosa, è politicamente attiva, fa volontariato. E in una comunità di recupero, a Milano, conosce Alfredo, eroinomane romano in via di disintossicazione.

Federico Platania, Il primo sangue
Andrea vive con i suoi genitori in una casa minuscola e lavora in una mensa tirando su novecento euro al mese.

Marco Candida, Il diario dei sogni
Verino Lunari, disoccupato e scrittore emergente, tiene un registro dei sogni provocatigli dal Cipralex, il medicinale con il quale cura i suoi attacchi di panico.

Daniele Pasquini, Io volevo Ringo Starr
Quando avevo vent’anni i rockers odiavano la tecnologia – tranne quella degli effetti della chitarra – e ciò faceva pendant con la loro ostinazione a suonare un tipo di musica che si produce percuotendo oggetti d’altri tempi.

Demetrio Paolin, Il mio nome è Legione
È una rete, questo romanzo di Paolin, è l’intreccio dei ricordi del protagonista, Demetrio, dapprima giornalista incapace di rinunciare alle proprie velleità letterarie e infine addetto stampa d’un sindacato, strumento docile che s’affida alla mano altrui…

Angelo Calvisi, la trilogia
Calvisi ha scritto una trilogia: Maledizione del sommo poeta, Il geometra sbagliato, Principe di Persia. Maledizione del sommo poeta cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge Il geometra sbagliato e si ripensa il primo libro alla luce del secondo.

Peppe Fiore, La futura classe dirigente
Michele Botta ha ventisei anni, è compulsivo, nevrotico, particolarmente abile a trovare pretesti per andare in collera e a ingenerare limiti nella pazienza apparentemente illimitata della sua fidanzata. Coltiva un’evidente propensione all’alcolismo.

G.L. D’Andrea, Wunderkind
Wunderkind di D’Andrea G.L. fa molte cose e le fa bene.

Guglielmo Pispisa, La terza metà
Lotta armata, movimenti, infiltrazione di ieri e di oggi: dalle università degli anni Settanta alle nuove Brigate Rosse passando per il G8 di Genova.

Eva Clesis, Guardrail
A tre anni dall’esordio A cena con Lolita, Eva Clesis torna con un romanzo agile e sincero,essenziale e fresco, del quale il maggior pregio è forse la credibilità della protagonista.

Chimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo
Nel 1960 la Nigeria ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna e nel 1967, dopo una serie di scontri tribali, l’etnia igbo intraprese la via della secessione, che culminò nella dichiarazione d’indipendenza del Biafra.

Jamaica Kincaid, Lucy
Risale al 1990 Lucy, breve romanzo di Jamaica Kincaid. Va così a situarsi, nell’ancora incompleta bibliografia italiana dell’autrice, tra Un posto piccolo e Autobiografia di mia madre, con i quali condivide due grandi temi.

Alessandro Forlani, Tristano
Nel Regno la libertà di coscienza e di fare progetti è negata.

Emiliano Amato, Noi che siamo ancora vivi
Il protagonista del romanzo, Emiliano, esce dal carcere dopo aver scontato sedici anni per un omicidio che non ha commesso e del quale nemmeno desidera più sapere chi sia il colpevole.

Marco Candida, Domani avrò trent’anni
Marco Candida chiude il cerchio e sublima il contenuto nell’atto stesso di narrare: sul piano delle scelte formali c’è tutto quello che si trova nei romanzi di Candida, ma questa volta senza alcuna giustificazione concettuale.

Vanni Santoni, Gli interessi in comune
Dove si raccontano dieci anni di scorribande, consuetudini e azzardi di sei ragazzi del Valdarno; il filo conduttore – l’interesse in comune – è l’uso di qualsiasi sostanza stupefacente si riesca a trovare.

Jacopo Nacci, Tutti carini
La settimana scorsa mi sono ritrovato a parlare, per la prima volta dopo tredici anni, di Tutti carini, un libro che ho pubblicato, per l’appunto, tredici anni or sono.

Saggi

Jacopo Mistè, Guida ai super e real robot
È finalmente fuori la Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè, un lavoro che ho voluto tantissimo, proponendo l’idea a Odoya e all’autore, lavorando come un pazzo all’editing e scomodando i santi dai loro troni aurei.

Silvia Costantino (a cura di), Di tutti i mondi possibili
L’antologia di saggi, a cura di Silvia Costantino, Di tutti i mondi possibili, che raccoglie e rielabora l’esperienza del Sublime Simposio del Potere.

I Goonies di Richard DonnerRaffaele Alberto Ventura, Teoria della classe disagiata
L’Indiscreto
Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura non tiene conto del capitale culturale di chi non conosce i codici impliciti con cui in Italia si ottiene l’inclusione, e il suo dispositivo retorico finisce per creare la classe di cui parla: nato per denunciare il classismo dei declassati, rischia di alimentare il senso di colpa dei disagiati.

Sette plugin indispensabili al cervello
È sempre più importante, a fronte della grande quantità di input cui la rete sociale ci sottopone, rendere stabili i nostri cervelli; per questo motivo ho deciso di scrivere questo post sui plugin che ritengo davvero indispensabili per avere un cervello ottimizzato.

Roberta De Monticelli, La questione morale
Il saggio di Roberta De Monticelli, La questione morale, ha il merito non irrilevante di offrire una ricognizione sui costumi di casa nostra – si parte da Guicciardini, si passa per Leopardi, si arriva a Corona e Ratzinger, a Bobbio e Zagrebelsky.

Roberta De Monticelli, L’ordine del cuore
L’ordine del cuore, trattato di etica e teoria del sentire di Roberta De Monticelli, si contrappone con fermezza tanto alla tesi che senza Dio non si darebbero valori, quanto al riduzionismo razionalista che forma tanta parte del senso comune.

Antologie

Peppe Fiore, Cagnanza e padronanza
Cagnanza e padronanza di Peppe Fiore, invece, è scaricabile gratuitamente qui, ed è molto, molto, molto bello.

Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere
L’erede altera e anoressica di una famiglia benestante, il figlio di un meccanico alcolista e violento, una bambina che scrive racconti sul padre scomparso, un ragazzino che assiste alla separazione dei genitori, una giovane donna che afferma la propria indipendenza.

Immagini e suoni

Zerocalcare, Strappare lungo i bordi
Strappare lungo i bordi si presta alla polarizzazione, perché pone una questione generazionale semplicemente perché è un argomento implicato dalla storia che racconta. E anche io, come tanti, farò un discorso sui discorsi: non ci trovo in sé nulla di male, e la questione generazionale sollevata è interessante.

Cecilia Giampaoli, This HOME is NOT A Temple
Azzorre è un romanzo straordinario, ed è un distillato in prosa di quel mostruoso processo di restituzione del reale in cui consiste l’opera aperta multimediale a cui Cecilia Giampaoli si sta dedicando da anni e di cui This HOME is NOT A Temple rappresenta una summa e una sintesi.

Pet Shop Boys, Relentless
«Avevamo diversi brani strumentali per i quali non riuscivo a pensare ad alcuna parola per comporne un testo. Ci piacevano così e non valeva la pena aggiungere qualcosa di più».

Kazuaki Kiriya, Kyashan – La rinascita
Stamane a Bologna è partito il future film festival. Alle undici di ‘sta mattina sono andato a vedermi La Rinascita, il discusso film tratto dalla mitica serie Kyashan.

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Filosofia

videocorsi

SocrateLa filosofia antica in quarantadue videolezioni
Videocorso per WeSchool
Dai fisici ionici ad Agostino, passando per Socrate, Platone, Aristotele, gli Stoici e Plotino.

CartesioVideocorso turbo di filosofia moderna
Videocorso per WeSchool
Da Cartesio a Freud, passando per Kant, Hegel, Schopenhauer, Marx e Nietzsche.


Chi sono e cosa faccio

Scrivimi a jacoponacci@gmail.com

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YATTARAN

Tag: Jacopo Mistè

La Guida del Mistè

26/07/201807/10/2026

È finalmente fuori la Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè, un lavoro che ho voluto tantissimo, proponendo l’idea a Odoya e all’autore, lavorando come un pazzo all’editing e scomodando i santi dai loro troni aurei. Ne valeva la pena.

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Pubblicato in Manga e anime, Saggi con i tag: Jacopo Mistè
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