-È ovvio che sia così,- disse, -e cosa dovrei ascoltare altrimenti? Sono assolutamente i migliori.
Quell’estate Sando cominciò a far suonare Violator. Nella sua stanza faceva caldo. Personal Jesus faceva ancora più caldo. Seduti sul terrazzo guardavamo le ragazzine che tornavano da mare, ma loro non guardavano noi. Al mattino camminava sempre, dalla strada al mare, una ragazzina bionda con un fermaglio a forma di conchiglia tra i capelli. Camminava poi, nel tardo pomeriggio, dal mare alla strada: ogni pomeriggio alle sette usciva dalla spiaggia e passava davanti al terrazzo di Sando, ogni pomeriggio alle sette io ero sul terrazzo di Sando a guardarla passare. Ogni pomeriggio, prima di andare al mare a piedi nudi o dopo esserne tornati, Violator girava nello stereo di Sando. Io mi ero fatto duplicare la raccolta 81-85 di quel gruppo, la doccia calda di See You, arrivavo tardi, Violator diceva che gli anni ’80 erano finiti. Ma io non capivo dove stavamo andando, nemmeno mi ponevo il problema: qualunque cosa sarebbe stata meglio delle scuole medie. Mi sembrava che da quel momento in poi tutto sarebbe stato mattine limpide, videogiochi giocati in due player e musica esaltante. Sando sembrava più adulto. Sembrava che avesse già veduto il futuro, secondo per secondo.